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DNA
RICETRASMITTENTE - vedi:
Campi Morfici e DNA
Il DNA comunica e riceve
informazioni dalla consapevolezza umana (conscia o
inconscia che sia) tramite l’elettromagnetismo
a larghissimo spettro, cosi come interagisce con il
Campo energetico Universale. Il
DNA ha quindi una natura ELETTROMAGNETICA.
Non è importante ai fini dell’informazione solo la
composizione della sequenza degli
aminoacidi all’interno
del DNA, ma anche l’attorcigliamento, la
torsione delle sequenze delle varie
frequenze. Un po’ come un
solenoide in miniatura, una bassissima corrente
bioelettrica che attraversa una sequenza di
materiale biochimico attorcigliato genera un
minuscolo ma efficace campo elettromagnetico.
L’attorcigliamento è variabile e questo determina
una
modulazione del campo elettromagnetico.
Il minuscoli campi elettromagnetici presenti nel
DNA permettono il trasferimento
dell’informazione, la modulazione della
comunicazione all’interno del codice. In base
all’informazione ricevuta il codice “risponde”,
agisce, trasmette, riceve e quindi può modificarsi,
riprogrammarsi.
Forse ora finalmente iniziamo a comprendere
l’importanza della necessità di un campo
elettromagnetico di base e di uno specifico campo
elettromagnetico nel nostro pianeta e nell’Universo,
per permettere un sano funzionamento anche dei corpi
Viventi.
Così come la gravità, l’elettromagnetismo è una
forza assolutamente nota e abbondantemente
utilizzata nella nostra realtà quotidiana, ma la sua
natura è ancora fondamentalmente incompresa.
In realta’ l’elettromagnetismo e la “gravità” (le
forze di
attrazione-repulsione), sono forze
INTERDIMENSIONALI che lavorano “trasversalmente”
anche da e per le altre dimensioni, cioe’
“funzionano” come collegamento fra le varie
dimensioni. Ecco l’importanza della presenza
dell’elettromagnetismo che “lega” in un continuum,
un codice presente in più dimensioni.
Occorre quindi tener presente che la CONSAPEVOLEZZA
UMANA comunica
attraverso e con la Matrice degli infiniti
Universi e all’interno del proprio essere
tramite l’elettromagnetismo a
larghissimo
spettro…..ecco perche’ non si puo’ mentire all’Universo….
Siccome e' ormai evidente che i sistemi
viventi si basano su un sistema di
comunicazione, il funzionamento del
DNA non può essere visto
soltanto come un magazzino di informazione
genetica. Possiamo considerare il sistema
dinamico DNA/RNA come una Energia Informazione
(EI) catalitica (Manzelli, 2009) in grado di
trasmettere e ricevere segnali quantici
biofisici dall'Ego/IO verso e dalle proteine,
atomi presenti nelle
cellule viventi, così
che il
DNA può essere pensato come una “antenna”
che trasmette informazione nonlocale, mediante
"segnali quantistici dei geni e/o degli
Atomi, Elettroni, ecc., per mezzo del
Vuotoquantomeccanico".
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Il
DNA degli EUROPEI E' MUTATO 4500 ANNI FA ?
Un nuovo studio pubblicato
di recente sulla rivista
Nature rende noto un enigma al quale gli
scienziati genetisti non sanno dare ancora una
spiegazione: i marcatori genetici della prima
cultura paneuropea furono improvvisamente
sostituiti (riprogrammati) circa 4500
anni fa.
La mutazione inspiegabile è stata rilevata grazie
alle analisi condotte su alcuni scheletri recuperati
in Germania e risalenti a circa 7500 anni fa, il cui
DNA è stato utilizzato per ricostruire la prima
storia genetica dettagliata delle popolazioni
dell'Europa moderna.
Lo studio, condotto da un team internazionale di
ricercatori del Centro per il
DNA antico dell'Università
di Adelaide in Australia (ACAD), da altri
colleghi dell'Università
di Mainz in Germania e dai componenti del
Genographic Project della
National Geographic Society, rivela una serie
drammatica di eventi, tra cui grandi migrazioni
provenienti dall'Europa occidentale e l'Eurasia, e
segni di un'inspiegabile mutazione genetica
verificatasi tra i 4 mila e i 5 mila anni fa.
I ricercatori hanno utilizzato il DNA estratto dalle
ossa e dai denti prelevati da una serie di scheletri
umani preistorici.
"Si tratta della prima storia genetica ad alta
risoluzione delle popolazioni dell'Europa antica. E'
uno studio affascinante perchè è come osservare in
'tempo reale' i drammatici cambiamenti demografici
che hanno avuto luogo nel vecchio continente",
spiega il dottor Wolfgang Haak dell'ACAD. "Siamo
stati in grado di ricostruire più di 4 mila anni di
preistoria, dai primi agricoltori, passando per la
prima Età del Bronzo, fino ad arrivare ai tempi
moderni".
"Il nostro studio dimostra che i primi agricoltori
dell'Europa centrale provengono da una migrazione
partita dalla Turchia e dal Vicino Oriente, dove
l'agricoltura ha avuto origine, per poi fermarsi in
Germania 7500 anni fa", dice Paul Brotherton,
ricercatore presso l'ACAD e l'Università di
Huddersfield, Inghilterra.
"Il fatto più curioso è che i marcatori genetici di
questa prima cultura europea, che chiaramente aveva
avuto molto successo, improvvisamente sono stati
sostituiti circa 4500 anni fa, e non sappiamo il
perchè", ammette il professor Alan Cooper. "Qualcosa
di importante deve essere successo e tutta la
ricerca ora è orientata a capire cosa".
Nonostante i recenti successi nel sequenziamento di
porzioni di genoma nucleare ottenuti da campioni
risalenti al Mesolitico e al Neolitico, il
DNA mitocondriale (mtDNA) rimane il marcatore
più studiato e meglio descritto nel campo della
genetica delle popolazioni.
Le informazioni che si ricavano da questo tipo di
DNA sono limitate dal fatto che si trasmette solo
per via materna, ma i progressi nelle tecniche di
analisi e la possibilità di analizzare un esteso
numero di individui permettono insieme di
ricostruire eventi passati di mutazione genetica con
una notevole risoluzione temporale anche disponendo
solo di mtDNA.
Questa nuova ricostruzione demografica, sottolinea
l'autore, chiarisce molti aspetti della storia
europea dell'uomo successiva all'ultima glaciazione,
un periodo ricco di trasformazioni ancora non del
tutto ricostruite e comprese nel dettaglio.
Tratto da: antikitera.net
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Il DNA umano è un
"Internet biologico" (WEB), superiore, sotto molti
aspetti, a quello artificiale
- Luglio 2012
La più recente ricerca scientifica russa spiega,
direttamente o indirettamente, fenomeni quali la
chiaroveggenza, l’intuizione, gli atti spontanei ed
a distanza di cura, l’auto-guarigione, le tecniche
di affermazione, la luce o aure insolite intorno
alle persone (concretamente, dei maestri
spirituali), l’influenza della mente sui modelli
climatici e molto ancora. Inoltre, ci sono segni di
un tipo di medicina completamente nuova nella quale
il DNA può essere influenzato e riprogrammato dalle
parole e dalle frequenza SENZA sezionare e
rimpiazzare geni individuali.
Solo il 10% del nostro DNA viene utilizzato per
costruire le proteine. Questo subcomplesso di DNA è
quello che interessa i ricercatori occidentali che
lo stanno esaminando e catalogando. L’altro 90% è
considerato “DNA rottame”.
Tuttavia, i ricercatori russi, convinti che la
natura non è stupida, hanno riunito linguisti e
genetisti per intraprendere un’esplorazione di quel
90% di “DNA rottame”. I loro risultati, scoperte e
conclusioni sono semplicemente rivoluzionarie !
Secondo loro, il nostro DNA non solo è il
responsabile della costruzione del nostro corpo, ma
serve anche da magazzino di informazioni e per la
comunicazione.
I linguisti russi hanno scoperto che il codice
genetico, specialmente nell’apparentemente inutile
90%, segue le stesse regole di tutte le nostre
lingue umane. Per questo motivo, hanno confrontato
le regole della sintassi (il modo in cui si mettono
insieme le parole per formare frasi e proposizioni),
la semantica (lo studio del significato delle
parole) e le regole grammaticali di base.
Hanno scoperto che gli alcalini del nostro DNA
seguono una grammatica regolare e hanno regole fisse
come avviene nelle nostre lingue. Così le lingue
umane non sono apparse per coincidenza, ma sono un
riflesso del nostro DNA inerente.
Anche il biofisico e
biologo molecolare russo Pjotr Garjajev e i suoi
colleghi hanno esplorato il comportamento vibratorio
del DNA. (Per essere breve, qui farò solo un
riassunto. Per maggiori informazioni, per favore,
andate all’appendice finale di questo articolo).
La linea finale è stata: “I cromosomi vivi
funzionano come computer “solitonici/olografici”
usando la radiazione laser del DNA endogeno”. Questo
significa che hanno fatto in modo di modulare certi
modelli di frequenza con un raggio laser e con
questo hanno influenzato la frequenza del DNA e, in
questo modo, l’informazione genetica stessa. Siccome
la struttura base delle coppie alcaline del DNA e
del linguaggio (come si è già spiegato) sono la
stessa struttura, non si rende necessaria nessuna
decodificazione del DNA. Uno semplicemente può usare
parole e orazioni del linguaggio umano! Questo è
stato anche provato sperimentalmente.
La sostanza del DNA vivente (in tessuto vivo, non in
vitro), reagirà sempre ai raggi laser del linguaggio
modulato e anche alle onde radio, se si utilizzano
le frequenze appropriate. Infine questo spiega
scientificamente perchè le affermazioni,
l’educazione autogena, l’ipnosi e cose simili
possono avere forti effetti sugli umani e i loro
corpi. E’ del tutto normale e naturale che il nostro
DNA reagisca al linguaggio. Mentre i ricercatori
occidentali ritagliano geni individuali dei
filamenti del DNA e li inseriscono in un altro
posto, i russi hanno lavorato con entusiasmo con
dispositivi che possono influenzare il metabolismo
cellulare con le frequenze modulate di radio e di
luce per riparare difetti genetici.
Per esempio il gruppo di
ricercatori di Garjajeva ha avuto successo nel
provare che con questo metodo si possono riparare i
cromosomi danneggiati dai raggi X. Sono anche
riusciti a catturare modelli di informazione di un
DNA specifico e lo hanno trasmesso ad un altro,
riprogrammando così le cellule su un altro genoma.
In quel modo, hanno trasformato con successo, per
esempio, embrioni di rana in embrioni di salamandra,
semplicemente trasmettendo i modelli di informazione
del DNA!
In quel modo, l’informazione completa è stata
trasmessa senza nessuna delle disarmonie o effetti
collaterali che si manifestano quando si fa
l’ablazione e si reintroducono geni individuali del
DNA! Questo rappresenta una rivoluzione e sensazione
incredibili, che trasformerà il mondo! Tutto ciò
applicando semplicemente la vibrazione e il
linguaggio al posto dell’arcaico processo
d’ablazione! Questo esperimento punta all’immenso
potere della genetica delle onde, che ovviamente ha
più influenza, sulla formazione degli organismi, che
i processi biochimici delle sequenze alcaline.
I maestri esoterici e spirituali sanno da millenni
che il nostro corpo si può programmare con il
linguaggio, le parole e il pensiero. Ora questo è
stato provato e spiegato scientificamente.
Certamente la frequenza deve essere quella corretta
e a questo si deve il fatto che non tutti hanno lo
stesso risultato o possano farlo sempre con la
stessa forza. La persona deve lavorare con i
processi interni e la maturità per poter stabilire
una comunicazione cosciente con il DNA. I
ricercatori russi lavorano con un metodo che non
dipende da questi fattori, però funziona SEMPRE,
sempre e quando venga usata la giusta frequenza.
Però, quanto più è sviluppata la coscienza
individuale, meno c’è la necessità di qualsiasi tipo
di dispositivo! Si possono ottenere quei risultati
da se stessi e la scienza finalmente smetterà di
ridere di tali idee e potrà spiegarne e confermarne
i risultati. E non finisce qui. Gli scienziati russi
hanno anche scoperto che il nostro DNA può causare
modelli di perturbazione nel vuoto, producendo così
“cunicoli” magnetizzati!
I “piccoli
buchi” sono gli equivalenti microscopici di
quelli chiamati ponti Einstein-Rosen nella vicinanza
dei buchi neri (lasciati da stelle consumate).
Questi sono dei tunnel di connessione, fra aree
completamente differenti dell’UniVerso,
attraverso i quali si può trasmettere l’informazione
fuori dallo
spazio e
dal tempo. - - Il DNA attira quei
frammenti di informazione e li passa alla nostra
coscienza. (NdR: ed al
VuotoQuantoMeccanico)
Questo processo di ipercomunicazione è più efficace
in stato di rilassamento. Lo
stress, le
preoccupazioni e l’intelletto iperattivo impediscono
il successo dell’ipercomunicazione o ne distorcono
completamente l’informazione rendendola inutile.
In Natura, l’ipercomunicazione è stata applicata con
successo da milioni di anni. Il flusso di vita
strutturato in “organizzazioni stato” di insetti lo
prova drammaticamente. L’uomo moderno lo conosce
solo ad un livello molto più sottile come
“intuizione”. Però anche noi possiamo recuperarne a
pieno l’uso.
Un esempio in Natura. Quando un formica regina è
lontana dalla sua colonia, la costruzione continua
con fervore e in accordo con la pianificazione.
Tuttavia, se si uccide la regina, nella colonia
tutto il lavoro si ferma. Nessuna formica sa cosa
fare. Apparentemente, la regina invia i “piani di
costruzione” anche da molto lontano per mezzo della
coscienza gruppale dei suoi sudditi. Può stare
lontana quanto vuole, fintanto che sia viva.
Nell’uomo l’ipercomunicazione si attiva quando uno
improvvisamente riesce ad avere accesso ad
un’informazione che è fuori dalla propria base di
conoscenze.
A quel punto questa ipercomunicazione viene
sperimentata e catalogata come un’ispirazione o
intuizione. Il compositore italiano Giuseppe Tartini,
per esempio, una notte sognò che il diavolo si
sedeva vicino al suo letto suonando il violino. La
mattina seguente, Tartini potè trascrivere il brano
a memoria con esattezza e lo chiamò la Sonata del
Trillo del Diavolo.
Per anni, un infermiere di 42 anni sognò una
situazione nella quale era connesso ad una specie di
CD-ROM di conoscenza.
Gli veniva trasmessa conoscenza verificabile da
tutti i campi
immaginabili e alla mattina poteva ricordare.
Era tale la valanga di informazioni che sembrava che
di notte gli trasmettessero tutta una enciclopedia.
La maggior parte delle informazioni era fuori dalla
sua base di conoscenze personali e arrivava a
dettagli tecnici di cui lui non sapeva assolutamente
niente.
Quando avviene l’ipercomunicazione, si possono
osservare fenomeni speciali nel DNA, così come
nell’essere umano.
Gli scienziati russi hanno irradiato campioni di DNA
con luce laser. Nello schermo si è formato un
modello di onde tipico. Quando hanno ritirato il
campione di DNA, i modelli di onda non sono
scomparsi, sono rimasti. Molti esperimenti di
controllo hanno dimostrato che il modello proveniva
ancora dal campione rimosso, il cui campo energetico
apparentemente è rimasto di per se stesso. Questo
effetto ora si denomina effetto del DNA fantasma.
Si presume che l’energia dello spazio esteriore e
del tempo, dopo aver ritirato il DNA, fluisca ancora
attraverso i “cunicoli”.
La maggior parte delle volte gli effetti secondari
che si incontrano nell’ipercomunicazione, anche
degli esseri umani, sono campi elettromagnetici
inspiegabili nelle vicinanze della persona
implicata. In presenza dei quali i dispositivi
elettronici, come attrezzature per CD e altri
simili, possono essere alterati e smettere di
funzionare per ore. Quando il campo elettromagnetico
si dissolve lentamente, le attrezzature funzionano
ancora normalmente. Molti curatori e psichici
conoscono questo effetto dovuto al loro lavoro. Più
si migliorano l’atmosfera e l’energia dell’ambiente
più frustante è che in quel preciso istante
l’attrezzatura di registrazione smette di funzionare
e di registrare. Il riaccendere e spegnere dopo la
sessione non ne ristabilisce ancora la funzionalità
totale che però il giorno dopo ritorna alla
normalità. Chissà forse leggere ciò risulta
tranquillizzante per molti, in quanto non ha niente
a che vedere con l’essere tecnicamente incapaci, ma
significa semplicemente che sono abili per l’ipercomunicazione.
Gli scienziati russi
hanno irradiato diversi campioni di DNA con dei
raggi laser e su uno schermo si è formata una tipica
trama di onde che, una volta rimosso il campione,
rimaneva sullo schermo. Allo stesso modo si suppone
che l’energia al di fuori dello spazio e del tempo
continua a passare attraverso gli tunnel spaziali
attivati anche dopo la rimozione del DNA.
Gli effetti collaterali più frequenti nell’ipercomunicazione
sono dei campi magnetici vicini alle persone
coinvolte. Gli apparecchi elettronici possono subire
delle interferenze e smettere di funzionare per ore.
Quando il campo elettromagnetico si dissolve,
l’apparecchio ricomincia a funzionare normalmente.
Molti operatori spirituali conoscono bene questo
effetto.
Grazyna Gosar and Franz Bludorf nel loro libro
Vernetzte Intelligenz spiegano queste connessioni in
modo chiaro e preciso. Gli autori riportano anche
alcune fonti secondo le quali gli uomini sarebbero
stati come gli animali, collegati alla coscienza di
gruppo, e quindi avrebbero agito come gruppo. Per
sviluppare e vivere la propria individualità,
tuttavia, avrebbero abbandonato e dimenticato quasi
completamente l’ipercomunicazione.
Ora che la nostra coscienza individuale è abbastanza
stabile, possiamo creare una nuova forma di
coscienza di gruppo. Così come usiamo Internet, il
nostro DNA è in grado di immettere dati nella rete,
scaricare informazioni e stabilire un contatto con
altre persone connesse. In questo modo si possono
spiegare i fenomeni quali telepatia o guarigioni a
distanza.
Senza un’individualità distinta la coscienza
collettiva non può essere usata per un periodo
prolungato, altrimenti si ritornerebbe a uno stato
primitivo di istinti primordiali. L’ipercomunicazione
nel nuovo millennio significa una cosa ben diversa.
I ricercatori pensano che, se gli uomini con piena
individualità formassero una coscienza collettiva,
avrebbero la capacità di creare, cambiare e plasmare
le cose sulla terra, come fossero
Dio ! E
l’umanità si sta avvicinando a questo nuovo tipo di
coscienza collettiva.
Il tempo atmosferico è piuttosto difficile da
influenzare da un solo individuo, ma l’impresa
potrebbe riuscire dalla coscienza di gruppo (niente
di nuovo per alcune tribù indigene). Il tempo viene
fortemente influenzato dalla frequenza risonante
della terra (frequenza di Schumann). Ma queste
stesse frequenze vengono prodotte anche nel nostro
cervello, e quando molte persone si sincronizzano su
di esse, o quando alcuni individui (p. e. maestri
spirituali) concentrano i loro pensieri come un
laser, non sorprende affatto che possano influenzare
il tempo. Una civiltà moderna che sviluppa questo
tipo di coscienza non avrebbe più problemi né
d’inquinamento ambientale, né di risorse
energetiche; usando il potere della coscienza
collettiva potrebbe controllare automaticamente e in
modo naturale l’energia del pianeta. Se un numero
abbastanza elevato di individui si unisse con uno
scopo più elevato, come la meditazione per la pace,
si dissolverebbe anche la violenza.
Il DNA sembra essere
anche un superconduttore organico in grado di
lavorare a una temperatura corporea normale. I
conduttori artificiali invece richiedono per il loro
funzionamento delle temperature estremamente basse
(tra -200 e -140°C). Inoltre, tutti i
superconduttori possono immagazzinare luce, quindi
informazioni. Anche questo dimostra che il DNA sia è
grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai tunnel
spaziali. Normalmente questi
minuscoli tunnel sono altamente instabili e
durano soltanto una frazione di secondo. In certe
condizioni però si possono creare dei tunnel stabili
in grado di formare delle sfere luminose. In alcune
regioni della Russia ed in altre nazioni del mondo,
queste sfere appaiono molto spesso. In queste zone
le sfere a volte s’innalzano dalla terra verso il
cielo, ed i ricercatori hanno scoperto che possono
essere guidati dal pensiero. Le sfere emettono onde
a bassa frequenza che vengono anche prodotte dal
nostro cervello, quindi sono in grado di reagire ai
nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una
carica energetica molto elevata e sono in grado di
causare delle mutazioni genetiche. Anche molti
operatori spirituali producono queste sfere o
colonne di luce, quando si trovano in uno stato di
profonda meditazione o durante un lavoro energetico.
In alcuni progetti per la guarigione della terra
queste sfere vengono catturate anche nelle foto.
In passato di fronte a questi fenomeni luminosi si
credeva che apparissero degli angeli. In ogni caso,
pur mancando le prove scientifiche, ora sappiamo che
persone con queste esperienze non soffrivano affatto
di allucinazioni. Abbiamo fatto un grande passo in
avanti nella comprensione della nostra realtà. Anche
la scienza “ufficiale” conosce le anomalie della
terra che contribuiscono alla formazione dei
fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state
trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud di
Roma.
L’articolo intero (in inglese) si può trovare sulla
pagina www.fosar-bludorf.com (Kontext – Forum for
Border Science). Su questa pagina è anche possibile
contattare gli autori.
Nel suo libro “Vernetzte Intelligenz” (Networked
Intelligence: Intelligenza trasmessa dalla rete),
Grazyna Gosar e Franz Bludorf spiegano queste
connessioni chiaramente e precisamente. Gli autori
citano anche fonti supponendo che in tempi primitivi
l’Umanità, come gli animali, è stata fortemente
connessa alla coscienza gruppale e agiva come
gruppo.
Tuttavia, per sviluppare e sperimentare
l’individualità, noi umani abbiamo dovuto
dimenticare l’ipercomunicazione quasi completamente.
Ora che siamo abbastanza stabili nella nostra
coscienza individuale, possiamo creare una nuova
forma di coscienza gruppale, concretamente una,
quella in cui abbiamo accesso a tutte le
informazioni per mezzo del nostro DNA senza essere
forzati o controllati a distanza rispetto a quello
che dobbiamo fare con quell’informazione.
Tratto da: informarexresistere.fr
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Il premio Nobel
Luc Montagnier afferma che la possibilità di
comprendere la natura dei segnali
elettromagnetici provenienti dal
DNA dei batteri potrà cambiare in futuro
l'approccio della medicina alle malattie,
spostando l'attenzione sugli aspetti fisici e
chimico-fisici del funzionamento dell'organismo.
- Italy, Milano - 30 Set.
2009
Lo ha spiegato il premio Nobel Luc Montagnier,
"scopritore" del
virus
dell'Aids,
nel suo intervento al convegno "Integrazione tra
fisica, chimica e biologia alla base della
medicina del futuro" a Milano, Italy.
"Il DNA del genoma della
maggior parte dei batteri patogeni - ha detto lo
scienziato francese - contiene spezzoni che
risultano capaci di
generare onde
elettromagnetiche a frequenza molto bassa,
fino a 2 mila
Hertz". Lo studio di questi
segnali, secondo Montagnier, "può aprire la
strada allo sviluppo di sistemi di rilevamento
estremamente sensibili per scoprire, ad esempio,
infezioni batteriche croniche in diverse
malattie".
VIBRAZIONI
del DNA - Il Premio Nobel ha affermato: "Abbiamo
rilevato gli stessi segnali elettromagnetici
di spezzoni di DNA batterico nel plasma
sanguigno di pazienti colpiti da Alzheimer,
Parkinson, sclerosi multipla e artrite
reumatoide: ciò potrebbe far ritenere che
infezioni batteriche siano presenti in tali
malattie".
Uno studio illustrato al convegno milanese da
Piergiorgio Spaggiari, direttore degli
Istituti Ospitalieri di Cremona, dimostra che l'utilizzo
dei campi magnetici a bassa intensità migliora
il trattamento nella
sclerosi multipla.
Inoltre, segnali elettromagnetici possono essere
generati - secondo Montagnier - dall'RNA di
virus quali l'Hiv, l'
influenza A, l'epatite
C. Al momento, lo scienziato sta verificando gli
stessi risultati su un particolare tipo di
carcinoma polmonare.
Cio' significa che il DNA
è in grado di emettere e di trasmettere segnali
elettromagnetici di bassa frequenza in soluzioni
acquose altamente diluite, le quali mantengono
poi "memoria" delle caratteristiche del Dna
stesso. Frequenze che in passato, nel corso di
un esperimento, furono trasformate in suoni.
La voce del Dna. Insomma, il Dna "comunica" all'acqua
che memorizza e divulga il messaggio.
E' stato
Montagnier a scoprire che alcune sequenze di
Dna possono indurre segnali elettromagnetici di
bassa frequenza in soluzioni acquose altamente
diluite, le quali mantengono poi "memoria" delle
caratteristiche del Dna stesso.
Che cosa significa questo ?
"Innanzitutto, spiega il Nobel, che si potranno
sviluppare sistemi diagnostici finora mai
progettati, basati sulla proprietà "informativa"
dell'acqua biologica presente nel corpo umano:
malattie croniche come Alzheimer, Parkinson,
Sclerosi multipla, Artrite reumatoide, e le
malattie virali, come Hiv-Aids, influenza A ed
epatite C, "informano" l'acqua
del nostro corpo -
acqua biologica - della loro presenza,
emettendo particolari segnali elettromagnetici
che possono essere poi "letti" e decifrati".
Nel regno animale, l'acqua rappresenta una quota
compresa tra il 90-95% negli organismi inferiori
e il 70-80% in quelli superiori, uomo in testa.
E all'interno delle strutture biologiche,
l'acqua si può trovare sia come una molecola sia
in forma combinata.
In realtà, l'acqua ha ancora molti "segreti",
potendo per esempio agire come fattore di
risonanza magnetica all'interno delle
cellule e riuscire a modificare la sua
concentrazione in funzione dell'invecchiamento.
Commento NdR: ....ci
voleva Luc Montagnier per parlare di questi che sono
FATTI, ma egli non capisce
ancora e non e' mai troppo tardi, che non
sono solo i batteri che emettono segnali
elettromagnetici, ma anche tutte Proteine Virali (virus),
i micro organismi tipo i
parassiti, ed anche
TUTTE le sostanze esistenti in natura,
essendo composte da
atomi
(spazio/tempo curvo su se stesso in vibrazione
frequenziale) emettono segnali
elettromagnetici, rilevabili con
appositi
strumenti
bioelettronici; inoltre Egli si dimentica e
forse NON sa, che
di Tutto cio' la
Medicina Naturale ne
parla
da sempre !
Energie elettromagnetiche e di informazione
La mancanza di una teoria biologica che corrreli
le due principali forme di energia -
elettromagnetica e di Informazione - ci ha
portato a ritenere che solo il
DNA contenga informazione per la sua
particolare codificazione delle sequenze
proteiche.
Tale concezione che conduce a considerare che
l'informazione genetica sia una casualita'
peculiare non prende in minima considerazione il
rapporto complementare tra l'Acqua
e la
Vita e cioe' la relazione piu completa tra
forma ed Informazione. (1)
Sappiamo che il
DNA non puo' mantenersi ne riprodursi se non
e' immesso in una soluzione acquosa, cio' in
quanto l'acqua con i suoi
legami a ponte di idrogeno sostiene e rende
stabile la ricostruzione del DNA mediante un
interscambio ad elevata frequenza dei "ponti ad
Idrogeno". Inoltre l'interazione di ciascuna
base delle 4 che generano le sequenze del DNA e'
diversa per ciascuna delle basi e tali
interazioni possono essere comunicate e recepite
a distanza come segnali di comunicazione
all'interno delle cellule
per coordinare le attivita' tra DNA ed
enzimi proteici, ovvero
per programmare la "apoptosi" delle
cellule mediante lo
scambio di comunicazioni a distanza tra
DNA Nucleare e
DNA Mitocondriale. (2),(3)
Piu di recente un esperimento condotto al Premio
Nobel per la Medicina (2008)
Luc MONTAGNIER ha comprovato che
alcune sequenze di DNA possono indurre
segnali elettromagnetici di bassa frequenza a
distanza in soluzioni acquose altamente
diluite, nelle quali per la successiva aggiunta
dei componenti elementari del DNA, viene a
riprodursi per induzione di risonanza a distanza
l' esatta struttura del DNA (4)
Gia' gli esperimenti sull' acqua attivata del
prof
Giorgio Piccardi (1962), portavano a
riconoscere che l'acqua nelle temperature dove e
possibile la vita va considerata un
quasi-cristallo capace di assumere alcune
specifiche conformazioni (NdR: forme
di struttura molecolare) che potevano essere
"attivate" da campi elettromagnetici producendo
peculiari proprieta' di "memoria".(5)
Per capire teoria ed esperimenti innovativi, in
vero quello che dovremo cambiare non e' la
memoria dell'acqua, ma la nostra memoria che
spesso ci impedisce di capire cio' che la natura
creativa con tutta evidenza ci permette di
comprendere, se il nostro
cervello
non fosse condizionato da vecchie ed obsolete
cognizioni. (6)
Biblio on Line:
(1) -
http://www.egocrea.net/La_Scienza_della_Qualit%C3%A0_nella_BIO-Quantum_PHYSICS.pdf
(2) - http://www.edscuola.it/archivio/lre/dna_come_antenna_biologica.htm
(3) -
http://www.wbabin.net/science/manzelli.pdf
(4) -
http://www.unimib.it/upload/gestioneFiles/redazioneweb/eventi/montagnier.pdf
(5) -
http://www.edscuola.it/archivio/lre/acqua_attivata.htm
+
http://www.direnzo.it/dett_libri.php?recordID=8883232749
(6) -
http://www.youtube.com/watch?v=b3RBtwZz0zg&feature=player_embedded
By Paolo Manzelli -
pmanzelli.lre@gmail.com +
www.edscuola.it/lre.html
Quindi e di fatto il DNA e' un
sistema biologico ricetrasmittente, che si
autoinforma ed informa ad ogni istante l'organismo
intero di ogni essere Vivente e quindi tutte le
sostanze, batteri, parassiti interni, ma non solo,
esso intercomunica anche con l'ambiente esterno e
con le informazioni dell'UniVerso.
I
protoni (idrogenioni)
dei legami a idrogeno del DNA
si spostano continuamente da una base nucleica di
una catena -
http://en.wikipedia.org/wiki/File:DNA_chemical_structure.svg
- a quella complementare dell'altra.
Poiché le cariche elettriche in movimento producono
onde elettromagnetiche, ecco che ogni specifico DNA
eucariotico, batterico o virale si potrebbe
individuare dalla sua forma d'onda, esattamente come
sostiene la Medicina Naturale e recentemente molti
altri ricercatori.
L'onda elettromagnetica emessa è diversa quando il
DNA è svolto e trascritto - catene separate:
http://en.wikipedia.org/wiki/File:Simple_transcription_elongation1.svg
- rispetto a quando è compattato, e ancor più
quando è in replicazione -
http://en.wikipedia.org/wiki/File:DNA_replication_en.svg
.
Pertanto per via elettromagnetica sarebbe forse
anche possibile stabilire se certi geni sono attivi
o repressi.
Il
DNA nucleico funge, esattamente come quello dei
Virus, da antenna a banda larga che seleziona le
informazioni che viaggiano sulla portante del campo
elettromagnetico generato da
cellule specializzate in questo caso nell’area
cerebrale al fine di informare il sistema biologico
di qualsiasi accadimento positivo o negativo,
interno od esterno.
Queste informazioni, attraverso un codice leggibile
ed interpretabile dai meccanismi cellulari grazie
all’antenna DNA, provocheranno quindi reazioni
biochimiche di vario tipo nelle
cellule specializzate
poste nei vari organi ed apparati, da quelle di
allarme a quelle sessuali, da quelle metaboliche a
quelle riparative, e così via dicendo.
vedi: Ruolo del DNA
ANTENNA nella
Semeiotica
Biofisica Quantistica +
Body Wide Web
+
Uomo
PsicoElettronico +
DNA progetto Genoma +
Oscillatori cellulari +
Come riordinare
l'informazione del DNA mitocondriale ?
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DNA ANTENNA -
ERA POST GENOMICA
La frontiera produttiva dell' invisibile la:
NANO-BIO-ELETTRONICA
Conoscere il passato per
progettare il futuro e un detto che prevede una continuita' del sapere ormai illusoria. Le
vecchie concezioni lasciano oggigiorno
rapidamente il passo a nuove scoperte e nuove
teorie che modificano profondamente modelli
cognitivi della scienza e della cultura moderna.
Il sequenziamento del genoma umano ottenuto
dalla Celera-Genomics nel 2003, ha
definitivamente aperto una profonda rivoluzione
nella comprensione nelle "scienze della vita".
Il paragone tra la lunghezza del genoma umano,
con quello dei corredi genetici di esseri
viventi assai meno evoluti, ha messo in evidenza
che la sequenza dei ribonucleotidi nel
DNA e’
assai minore nell' uomo che non ad es. negli
anfibi e nei rettili.
Quindi non e piu’
possibile associare la lunghezza del genoma alla
evoluzione della complessita' che caratterizza
la evoluzione di un organismo vivente. Inoltre
la similarita' delle sequenze genomiche di
specie altamente diverse quelle tra l' uomo, il
moscerino delle frutta, non permette piu’ di
considerare il
DNA come il detentore unico dei
caratteri di informazione che sono necessari ma
non sufficienti per determinante la bio-diversita' nell' albero della evoluzione
della vita.
Recenti studi hanno messo in evidenza che la
percentuale del DNA destinata a codificare le
proteine e' estremamente ridotta, mentre la
quantita' della Molecola di RNA (trascrittoma),
a cui e’ stato attribuito il compito di
trascrivere l' informazione genetica , e'
enormemente piu' elevata, cosi che il complesso
delle molecole di RNA e stato chiamato RNA-WORD.
In particolare il RNA – Ribosomatico rappresenta
80% del RNA cellulare e la sua funzionalita'
nell'assemblare e regolare la composizione
delle proteine, non e stata ancora completamene
chiarita. Inoltre alcune sezioni di RNA,
possono reintegrarsi nel DNA mutando
reversibilmente la propria composizione.
Quindi diventa comprensibile il perche' ci sia
cosi poca differenza del patrimonio genetico tra
esseri viventi cosi distanti nell' albero della
vita; infatti non sono soltanto le sequenze
codificanti finalizzate a produrre proteine a
fare la differenza evolutiva, ma l’intero
sistema di regolazione che governa la
differenziazione della informazione biologica.
Le proteine stesse sono responsabili di
molteplici processi di sviluppo del regolamento
metabolico delle informazione biochimica
circolante in una cellula. La funzionalita’ di
una proteina infatti non dipende esclusivamente
dalla successione degli amminoacidi codificata
dalla azione di trascrizione di sezioni del “DNA-CODIFICANTE”
(che e’ circa il 2% del Totale), ne' dalla
successiva azione di traduzione dei vari
RNA-World , la quale in ultima analisi
genera il polipeptide proteico lineare.
Infatti la funzionalita' dei patterns attivi di
ciascuna proteina dipende dal ripiegamento
tridimensionale (Folding) ,proprio in
quanto questa puntuale organizzazione
tridimensionale delle proteine, genera la
organizzazione funzionale di domini proteici
distinti, con modalita' deit tutto indipendenti
dalla codificazione indotta dal materiale
genetico.
Il controllo del “ Folding” strutturale
delle proteine e’ affidato ad altre proteine con
azione enzimatica (Operoni) del tipo Chapeiron
( accompagnatore), le quali controllano
anche la stabilita proteica, in funzione della
particolare scadenza temporale di sviluppo del
metabolismo cellulare.
Lo studio delle funzionalita’ proteiche nella
regolazione dei flussi di informazione
cellulare, capaci di assolvere alla varie
funzioni vitali di ogni cellula, e stato
chiamato "Proteomica" (prendendo a
modello la parola Gnomica).
Ma c’e’di piu’:
intere Sequenze di DNA possono essere trasposte
in senso diretto (Trasposoni) ed inverso (Retroposoni)
, ed e’ stato calcolato che nel genoma umano
circa il 45% e’ composto da tali sequenze mobili
dette, LINE, SINE a seconda che gli elementi
nucleari intessersi siano Lunghi (Long) o corti
(Short).
Tali trasposizioni possono modificare
riarrangiamenti del DNA, che avvengono piu’
spesso nelle sezioni considerate
“non-codificanti” (ovvero: Junk –DNA);
tali trasposizioni sono ottenute sia per
spostamento delle sequenze nucleotidiche nello
stesso Cromosoma, ovvero per ricombinazione tra
frequenze omologhe tra i cromosomi paralleli
degli organismi diploidi ( “Cross –Over”
tra i doppi cromosomi contenuti nel nucleo
delle cellule eucariotiche) .
Pertanto nell’ ERA POST GENOMICA,
osservando la dinamica dei processi di
informazione biologica della intera cellula,
dove neppure la sequenza del DNA non e’ piu’
statica, essendo variamente ricomponibile, ci
assilla piu’ di un dubbio sulle conoscenze
acquisite, cio’ perche’ non e’ evidentemente
piu’ possibile considerare che gran parte
del “DNA non-codificante” sia ancora da
considerarsi “spazzatura
fossile“.
Un modello teorico di “hopping” dei segnali di
comunicazione cellulare. “Cenni su DNA e la NANO-BIOELETTRONICA”
Quindi per rimettere le
conoscenze biologiche nella giusta prospettiva
dell' Era Post-Genomica e favorire una nuova
presa di coscienza sulle “scienze della
vita”, bisogna innanzitutto riconoscere
che la trattazione fino a oggi condivisa dalla
scienza biologica, e' stata troppo simile a
quella di un sistema di produzione di proteine,
visto attraverso un modello meccanico di una
catena di montaggio di una tipografia.
L' abbandono di tale modello biologico-meccanico , ormai in gran parte
obsoleto, e' quanto e’ proposto dall' OPEN NETWORK for NEW SCIENCE, al
fine di proporre un metodo di “Hopping” (
letteralmente : saltellamento) della
comunicazione modulata di segnali “fononici”
trasmessi nelle bande di frequenza vibrazionale
trasmissibili in un ambiente cellulare, con
modalita’ capaci di evitare per risonanza la
alterazione (noise) dei messaggi
in un sistema a larga banda di bio-frequenze.
Nel vecchio paradigma delle Scienze Biologiche,
il DNA e' stato visto come un sistema
parzialmente indirizzato alla codificazione
delle Proteine, ma in tal modo non si e’ presa
in considerazione la questione decisiva di come
le attivita’ di produzione protetica dovevano
essere coordinate da un sistema di
sequenziamento temporale assai preciso e
puntuale.
Pertanto nel “Nuovo
Paradigma delle Scienze della Vita”,
diviene necessario ammettere che il sistema di
codificazione genetica del materiale proteico
debba essere inteso come complementare ad una
nuova funzione del DNA.
Quest’ ultima puo’ essere concepita come un
sistema "bioelettronico in scala
nanometrica " capace di coordinare il
metabolismo cellulare mediante la emissione a
distanza di ” bio-fononi”, cosi da poter
comunicare e regolare la informazione biologica
di ogni cellula in un sistema vivente.
In tal modo il DNA invece di essere considerato
in gran parte come JUNK-DNA - (DNA-Spazzatura
) in tutta la sua inutile lunghezza, viene
altresi’ ad avere una complementare
funzione bio-elettronica, capace di
regolare il sistema dinamico della circolazione
delle informazione biologica nelle cellula.
Il DNA quindi in base a tale modello teorico,
non e piu’ visto soltanto come la banca dati per
la CODIFICAZIONE materiale delle sequenze
Proteiche, ma anche come un sistema di
comunicazione e coordinamento della
bio-informazione, cio e conseguenza
diretta del fatto che ormai sappiamo che per
eseguire la funzionalita’ di conservazione e
riproduzione del codice genetico e' con ogni
evidenza necessaria, soltanto una piccola
porzione del DNA codificante per proteine.
Per capire la funzionalità di comunicazione a
distanza del metabolismo cellulare, la struttura
a doppia elica del
DNA
puo’ essere considerata come una “
ANTENNA
RICE-TRASMITTENTE” capace di
regolare, come sistema di controllo a piu’
livelli di frequenza, tutto il ciclo temporale
di informazione cellulare.
Probabilmente e’
proprio per avere una "duplice rete di
sicurezza" nel caso che il controllo
temporale fallisca, che gli organismi Eucarioti
sono Diploidi.
Commento NdR:
Il DNA-Cromosomi, "attira"- riceve e/o trasmette "spinge", questi "bit"
di InFormAzione da e per la nostra Coscienza, attraverso gli
atomi che compongono le sostanze stesse del DNA nei
Cromosomi i quali si comportano come
nanotubi
ricetrasmittenti !.
Infatti osserviamo, gia’ dalle REAZIONI dell’
OROLOGIO ( CLOCK reactions),
studiate per semplificare il Ciclo di Krebs,
quale sia la importanza della regolazione
temporale nella trasformazione molecolare di
sistemi chimici dissipativi di calore.
Pertanto il modello del “DNA
–ANTENNA” rende possibile comprendere
come sia possibile regolare a distanza
l'attività degli enzimi ed di altri prodotti
intermedi del metabolismo (metaboliti)
attivandoli ovvero , disattivandoli , mediante
reazioni basate sulla reattivita’ dei “bio-fononi”.
Varie sono infatti le possibili modalita’ di
ricezione dei “segnali fononici”:
infatti i siti attivi proteici, possono essere
considerati come cavita’ ovvero membrane
risonanti, capaci di attuare delle modificazioni
strutturali dei siti attivi, che tramite un
sistema di Hopping ad interferenza
mininale , riescono ad attuare un completo
sequenziamento temporale del metabolismo
cellulare a seconda delle esigenze di continuo
rinnovo proteico del sistema vivente.
Volendo approfondire questa importante questione
del “DNA-Antenna”
, e’ innanzitutto necessario comprendere che la
biologia, come disciplina a se stante, si e’
limitata a descrivere come fosse possibile,
mediante il codice genetico, riuscire a produrre
il rinnovamento proteico durante il ciclo
metabolico di una cellula.
Perseguendo tale primario obiettivo la
descrizione biologica ha pero’ perso di vista
come il DNA dovesse avere la funzione di
regolazione temporale del circuito di
informazione cellulare.
Pertanto la impostazione disciplinare della
biologia deve oggi assumere un ruolo
trandisciplinare per capire alcuni elementi di
elettrochimica molecolare relativi alla
proprietà della doppia elica del DNA, quest’
ultima vista in qualità di una complessa
nano-struttura di guida per la emissione di “Fononi”
vibrazionali. ( cioe di quegli elementi di
comunicazione acustica , corrispondenti alle
particelle di frequenza ottica detti “Fotoni”
).
Sappiamo che le proprietà di conduzione
elettronica del DNA sono isolanti ; cio’ e vero
finche il DNA e’ statico; infatti la molecola
di DNA e strutturata come un doppio polimero
le cui polarita’, in seguito alla
sovrapposizione degli orbitali elettronici,
vengono ad annullarsi reciprocamente nella
struttura a doppia elica in seguito ad un
fenomeno di resistenza diretta ed inversa.
La conducibilità elettronica del DNA viceversa
cambia rapidamente (coinvolgendo, tutta la
struttura del DNA), quando esso viene aperto e
richiuso , per duplicazione , o per
trasposizione di sequenze nucleotidiche. In tal
caso la rottura dei legami a “ponte di H”
corrisponde ad un effetto perturbativo capace di
generare la emissione di segnali fononici, come
conseguenza della polarizzazione dovuta all’
allargamento della banda di conduzione.
Tale emissione di onde vibrazionali determina
una ritmica emissione di microonde vibrazionali,
come conseguenza del fatto che la separazione
delle coppie di base (AT = Adenina-Timina)
provoca un polarizzazione di scissione della
doppia elica relativa alla rottura di “due”
ponti ad Idrogeno , mentre la separazione della
altre due basi (CG = Citosina- Guanina),
determina la frammentazione di “tre”
legami a idrogeno provocando una emissione
fotonica di diversa ampiezza. Inoltre la
densita’ variabile di successione delle coppie
(AT) e (CG ) lungo la struttura del DNA,
determina una precisa modulazione del segnale
vibrazionale il cui spettro viene recepito da
opportuni siti attivi del RNA e dei Metabolici
enzimatici ed altre proteine con funzionalita
biologica rilevante nel metabolismo proteico.
Il sistema di HOPPING in una larga banda
di frequenze e’ reso sincrono dal duplice
controllo proprio delle cellule “diploidi” o “multiploidi”.
In ogni caso anche nei sistemi “apolidi” propri
delle cellule Procariote, il sistema cellulare
realizza una propria disposizione alla ricezione
di fequenze fononichje , in modo tale tale da
reagire all’ impulso generato dalle onde
vibrazionali emesse dal del DNA al fine di
modificare la dinamica metabolica della
cellula struttura in modo coerente ed
interattivo con informazione genetica ricevuta
dal “DNA-ANTENNA”.
In tal guisa la sincronizzazione temporale degli
eventi metabolici puo’ essere compresa in
termini di una successione di eventi di
comunicazione non casuali ma coordinati e
sincronizzati nel tempo e nello spazio della
dinamica di interazione della
bio-informazione
propria delle attivita’ metaboliche di ogni
cellula vivente.
Di questa nuova opzione
scientifica sul funzionamento “nano-bioelettronico
del DNA” ne parleremo piu ‘
approfonditamente durante il SEMINARIO
13-NOV-2006 FIRENZE in PALAZZO STROZZI ;ore 9.00
- 18.00 ; cio ci permettera’ di comprendere
come lo sviluppo attuale delle cognizioni
biologiche potra’ anche superare ogni precedente
sperimentazione relativa alla produzione di
Organismi Geneticamente Modificati , (O.G.M),
proprio al fine di dare sviluppo ad una nuova
ed importante produzione di Organismi
Biologicamente Avanzati ( in sigla O.B.A).
“Prima Parte introduttiva: presentata a Napoli
il 20 /OTT/ 2006
” .
By Paolo Manzelli: pmanzelli@gmail.com
-
http://www.wbabin.net/science/manzelli.pdf
Tratto da:
http://www.edscuola.it/archivio/lre/era_post_genomica.htm
vedi anche: http://www.egocreanet.it
BIBLIO ON LINE : O.B.A http://www.edscuola.it/archivio/lre/oba.htm;
FOOD PROJECT AMETISTA http://www.edscuola.it/archivio/lre/ametista.htm
Bio-informazione http://www.edscuola.it/archivio/lre/alu.htm
Tempo di catalisi :
http://www.edscuola.it/archivio/lre/tempo_di_catalisi.htm
Nell'Era post
Genomica, si è quindi compreso che il DNA non
può avere solo la funzione di codificazione
della espressione proteica poiché per tale
attività è sufficiente appena il 2% della intera
successione di nucleotidi. Inoltre è necessario
il controllo delle sincronia temporale tra la
produzione proteica e le esigenze metaboliche
della cellula. In seguito a ci ò la genomica
classica, per la quale il Dogma Centrale della
Biologia è stato ritenuto valido, è ormai un
BLACK BOX, nel quale avvengono eventi dinamici
di ricomposizione e ristrutturazione del DNA,
che mettono in evidenza la necessita di capire
quale sia la complementare funzione del DNA in
relazione al controllo temporale dei complessi
processi biochimici del metabolismo cellulare.
Al Seminario di Studi dell OPEN-NETWORK for NEW
Science dello scorso 13 NOV 2006 a Firenze, si è
presentata la proposta di realizzare una Ricerca
da presentare nell'ambito del Programma Europeo
FOOD- AGRICULTURE & BIOTECNOLOGY, indirizzata a
comprendere che il DNA pu ò essere
caratterizzato come una ANTENNA-BIOLOGICA per la
Trasmissione Trasduzione e Ricezione di segnali
di frequenze biologiche a distanza al fine di
effettuare un coordinamento dei segnali di
informazione biologica che danno vita al sistema
vivente. L'idea sviluppata nell'ambito dell'Open
Network for New Science è stata quindi quella di
esplorare come il DNA si comporti come una
Antenna Rice-Trasmittente di segnali
BIO-Fononici.
Sappiamo che il DNA
oscilla tra un comportamento bio-elettrico statico,
che corrisponde ad un carattere isolante di un
bio-polimero, mentre quanto viene aperto per la
traduzione dei codici genetici, il DNA, proprio a
causa della rottura dei legami ad idrogeno (LEG-H),
modifica il suo carattere di conducibilit à
bio-elettrica in quello di un semiconduttore.
Infatti le varie possibili conformazioni del DNA
(A,B,Z), permettono di variare la apertura dei
canali laterali che hanno la capacita di fare da
guida ad emissioni direzionali di fononi.
Le aperture e chiusure
ed ogni altra forma di rimodellamento della
struttura del DNA, permettono quindi alla doppia
catena polinucleotidica (cio è al DNA-denaturato per
la Rottura dei LEG-H) di comportarsi come
una_duplice guida _ riconfigurabile di segnali
vibrazionali (Fononi), in modo tale che il
DNA-ANTENNA, possa regolare a distanza le attività
di centri di reazione risonanti emettendo impulsi
modulati dal codice genetico.
La trasmissione di dati
Fononici avviene quando i Legami ad H vengono rotti,
sia tra le basi A-T (contenenti un Doppio LEG-H),
che tra le basi C-G (tenute assieme da un Triplo
LEG.H). Inoltre dato che la concentrazione A-T//C-G
varia lungo il DNA, il segnale emesso viene modulato
in modo differente a seconda delle differenti zone
di apertura e chiusura del DNA. Quando il DNA si
apre, come se fosse una chiusura lampo, le due
eliche si polarizzano (generando Bipolaroni) i
quali, interagendo con i fononi (quanti
vibrazionali), n é provocano una eccitazione,
amplificano cos ì la potenza di trasmissione
fononica a distanza del DNA-ANTENNA.
I ricettori della
trasmissione di segnali generati dal programma
genetico, sono i siti di riconoscimento e controllo
che sono attivi del RNA, Enzimi e Proteine, quali
elementi della co-evoluzione molecolare, che
reagendo alla eccitazione fononica, possono
accendersi o spegnersi agendo in guisa di
interruttori molecolari. Viceversa il DNA-Antenna pu
ò essere considerato un sistema ricevente quandosi
richiude (Anniling). Pertanto il Progetto
DNA-ANTENNA si occuper à del controllo a Distanza
della espressione genetica mediante bio-fononi
nell'ambito della Trascrittomica ed inoltre della
analisi di interazioni proteina-DNA nel quadro della
Proteomica.
Il fatto che il DNA
funzioni come antenna ricevente e stato recentemente
dimostrato mediante esperimenti di controllo remoto
di apertura della doppia elica realizzati dal Centro
BITS & ATOMS del MIT Media Lab. L'esperimento
_Remote Electronic Controll of
DNA, consiste
nell'accoppiare per induzione elettromagnetica il
DNA ad una nano-antenna di metallo la quale viene
investita da Radio Frequenze, l'antenna di metallo
per induzione provoca la apertura del DNA nei suoi
due filamenti in modo relativamente veloce, quindi
tolta la emissione di Radio frequenze le due eliche
del DNA si ricompongono rigenerando i LEG-H. Quanto
sopra è una prima conferma della ipotesi Teorica
della FUNZIONE del DNA come ANTENNA BIOLOGICA che sar à alla base di un progetto di Ricerca Europeo, e
coinvolger à studi di Fast-Spettroscopy nelle varie
tipologie applicabili alla replicazione del DNA.
Infatti la vecchia idea di una replicazione esatta e
veloce del DNA non e corretta; pertanto una dinamica
di replicazione ulteriormente rallentata rende
possibile la attuazione di varie tipologie di
analisi della replicazione tramite le quali sarà
possibile confermare l'ipotesi teorica proposta da
questa breve riflessione.
Infine sapendo che la
regolazione trascrizionale è la espressione proteica
indubbiamente gioca un ruolo cruciale nel controllo
dei processi di sviluppo vegetali utili per
migliorare la alimentazione e di molti altri
caratteri di interesse agronomico, riteniamo che la
Ricerca sul DNA-ANTENNA potrà successivamente
essere utile per Migliorare gli Studi di
Nutrigenonica nonché per modificare lo sviluppo
delle BIOTECNOLOGIE, ponendo speciale attenzione al
Settore Alimentare, cos ì da aprire una nuova
prospettiva di sviluppo bio-tecnologico, tendente al
un superamento ed al miglioramento delle attuali
modalità di Produzione degli O.G.M., per dare
sviluppo produttivo agli Organismi Geneticamente
Avanzati (O.B.A).
In tal modo il Progetto
DNA-ANTENNA vuol rispondere alla esigenza Europea di
Costruire una societ à basata sulle conoscenze
innovative di bio-economia, quale fondamento della
strategia di Programmazione di: FOOD AGRICULTURE &
BIOTECNOLOGY del 7 ° PQ (2007-2013).
By Paolo Manzelli - University of
Florence
Ulteriore lettera
del Prof. Paolo Manzelli
Cari colleghi,
la regolazione della espressione genetica,
organizzata in modo che la produzione di
proteine non ecceda la capacita di rinnovo
necessaria al mantenimento di una cellula
vivente, rappresenta una tematica a cui una
parziale risposta e stata data del recente
scoperta delle attivita' del RNA-i dove la (i)
sta per interferenze.
Vedi in :http://nobelprize.org/nobel_prizes/medicine/laureates/2006/adv.html
A tal proposito l' articolo suddetto fa ancora
ricorso ad una insufficiente concezione
meccanica della regolazione genetica .
Infatti si e notato come gli RNA-i sappiano
individuare sequenze di RNA a doppio filamento (RNA-ds)
, cosi che in associazione con complessi
proteici detti DICER e RISC, prima frantumano il
RNA-ds, e poi lo riducono a RNA- micro con
struttura a semplice filamento.
Questa scoperta e importante ed infatti gli e
stato assegnato il Premio Nobel per la MEDICINA
2006.
In tal modo si ha un controllo della produzione
delle proteine e cioe' della espressione
genetica tramite il cosi detto silenziamento o
repressione genetica (quelling).
Tuttavia molte domande restano aperte perche non
si individua ancora come avvenga la
comunicazione in un sistema cellulare che fa si
che l'RNA-i si trovi in una esatta collocazione
spazio temporale per esprimera' la sua attivita'
di regolazione della espressione genica nella
cellula, ne come avvenga il riconoscimento del
RNA a doppio filamento, e con quale affinita'
chimica si associ per tale azione di
riconversione del RNA-ds ai complessi proteici
DICER che spezza il RNA-ds in piccole sezioni e
il RISC che riducono tali pezzi di RNA-ds a
RNA-micro a singolo filamento.
La concezione di meccanismo senza un motore non
e sufficiente perche' manca di un programmazione
spazio temporale progressiva, che non puo'
essere casuale ma che necessita di un sistema di
comunicazione.
Pertanto mi rivolgo ai denigratori dell'IPOTESI
che ho recentemente espressa del DNA ANTENNA
Rice Trasmittente di Bio-FONONI, perche le loro
domande sono gia' risolte da lo studio dei
sistemi di risonanza a radio frequenza, che
ritengo siano applicabili anche alle onde sonore
in un mezzo acquoso come l' ambiente metabolico
di una cellula vivente.
vedi in
www.egocreanet.it ed in
http://edscuola.it/lre.html
Nella mia relazione divulgativa ho solo cercato
di far capire la esigenza di superare in
biologia una logica meccanicistica, nella
quale, anche a proposito della Energia si parla
di quantita' e mai si parla di distinzione delle
qualita' energetiche dispetto ai loro possibile
riconoscimento biologico.
Pertanto sara' solo con chi vorra' dialogare
apertamente senza inutili criticismi capaci solo
di ripetere libri stampati ormai obsoleti, che
potremo aprire una discussione finalizzata a
risolvere il problema della comunicazione
evolutiva vista nell'ottica dell'avanzamento
delle scienze della vita. (anno 2006)
Cari amici di
Egocreanet, come vedete dall' articolo che vi invio
da GENOME-WEB,
http://www.genomeweb.com/blog/entangled-dna, certamente
non sono il solo che tratta il DNA come una molecola
Entangled, che contiene non solo le sequenze
tridimensionali di informazione genetica da copiare
e trasferire dagli RNA, ma anche una proiezione
bidimensionale delle stesse contenuta nell' interno
della doppia elica , come Energia di informazione
oscillante (Ei) che puo essere comunicata
simultaneamente a distanza come segnali a sistemi di
ricezione similari quali il DNA mito ovvero gli
enzimi operatori del tipo i chapeirons.
Vedi la nota in: http://www.quantumbionet.org/admin/files/ENTANGLED-BONDS.pdf
Entangled DNA
Some physicists are suggesting that quantum
entanglement — "the weird quantum process in which a
single wavefunction describes two separate objects"
— holds DNA together,
reports the Physics arXiv Blog. The National
University of Singapore's Elisabeth Rieper and her
colleagues
developed a simple model of DNA in which the
four bases are planar, positively charged nuclei
surrounded by electron clouds and movement of those
clouds relative to the nuclei create dipoles, and if
they moves back and forth, a harmonic oscillation.
According to the Physics arXiv Blog Rieper's team
then asks, "what happens to these oscillations …
when the base pairs are stacked in a double helix?"
A classical physics accounting of the energy holding
DNA together, Rieper's team says, isn't enough as it
is "energetically less favourable than the quantum
correlations" and so they turned to quantum
entanglement as a possible explanation. This work is
"speculative but potentially explosive," adds the
Physics arXiv Blog.
By Paolo Manzelli - Firenze (I)
- Ago. 2010
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A riprova del DNA come ANTENNA:
Le
nanoparticelle
danneggiano il DNA a distanza
- 20 Nov. 2009
Le particelle di cromo-cobalto possono causare danni
al DNA anche se non entrano fisicamente in contatto
con le cellule.
La scoperta su
Nature Nanotechnology
Le nanoparticelle riescono
a danneggiare il Dna di
cellule protette da una
barriera – costituita da membrane cellulari – senza
doverla fisicamente oltrepassare, ma attraverso una
cascata di segnali chimici.
Lo si legge su Nature Nanotechnology, in uno studio
coordinato da Gevdeep Bhabra del Bristol Implant
Research Centre (Gb), che porta alla luce un nuovo
rischio legato alle nanotecnologie, ma anche
l’opportunità di sfruttarle in un modo innovativo.
Ormai le nanoparticelle sono ampiamente utilizzate.
In campo chirurgico, per esempio, sono parte
integrante di
protesi e
impianti. Le ricerche condotte finora sui rischi
delle nanoparticelle, però, riguardano soprattutto
gli effetti di un’esposizione diretta, mentre molto
poco si sa di cosa possa causare l’esposizione
indiretta.
In questo nuovo studio, i ricercatori si sono
chiesti se una barriera cellulare fosse in grado di
proteggere le cellule
dall’azione di nanoparticelle costituite da cromo e
cobalto, presenti nei tessuti dei vestiti e nelle
protesi ortopediche.
Bhabra e colleghi hanno quindi frapposto una
barriera multistrato tra nanoparticelle di
cromo-cobalto (in quantità migliaia di volte
superiori a quelle con cui veniamo in contatto
normalmente) e una coltura di
fibroblasti umani (cellule
del tessuto connettivo).
Sebbene le nanoparticelle non siano riuscite ad
attraversare la
membrana cellulare, i fibroblasti hanno subito
mutazioni al DNA
dieci volte di più rispetto ai
fibroblasti di controllo. Secondo gli studiosi,
l’effetto si deve ai segnali chimici tra la
membrana cellulare e i fibroblasti. Interrotte
le vie di comunicazione tra questi, infatti, il
tasso di danni al DNA è tornato nella norma.
C’è però anche un risvolto positivo della scoperta:
“Se la barriera del corpo umano lavora in questo
modo, - si chiedono i ricercatori - possiamo far
arrivare l’azione di nuovi farmaci alle
cellule senza entrare
fisicamente nel corpo ?”
Aspettando che nuovi studi diano una risposta a
questa domanda, secondo gli autori al momento non
c’è motivo di ritenere che le quantità di
nanoparticelle a cui siamo esposti rappresenti un
pericolo per la salute; lo studio deve però servire
da monito affinché siano considerati tutti i rischi,
anche quelli indiretti. (m.s.)
By Edoardo Capuano - Riferimento:
DOI: 10.1038/NNANO.2009.313
Fonte: Galileonet.it
Commento NdR: le nanoparticelle sono
utilizzate anche nei
Vaccini e
quindi producono anche
mutazioni
genetiche al DNA nei soggetti vaccinati !
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Il
regno minerale è in corrispondenza con tutti i
metalli
(minerali) nel corpo fisico dei Viventi,
fin nella struttura del DNA
cellulare; i minerali si
ritrovano ovunque negli organismi viventi ed i
trattamenti terapeutici con i minerali rimettono in
ordine le strutture perturbate dell’individuo, che
si manifestano, con sintomi funzionali ed
alterazioni per intossicazione, sopra tutto sulla
funzionalità delle
ghiandole endocrine che vengono riattivate alle
loro normali funzioni.
Essi possono trovarsi sotto forma ponderale in certi
settori dell’organismo ed in traccia in altri che,
combinandosi con gli enzimi
creano i
metallo/enzimi oppure con delle molecole come
quelle dell’emoglobina ed ancora a livello
dell’informazione nel DNA.
I metalli ed i metalloidi, possiamo chiamarli
“residui fossili cosmici”, che sono anche
identificabili e presenti nell’organismo degli
esseri viventi.
I lavori di Padre Etienne Guillé ("Le Langage
Vibratoire de la Vie" - edition Du Rocher 1990)
affermano che i metalli hanno ugualmente un’azione
al livello del DNA legandosi alle basi
e possono così modificarne
l’informazione.
Il premio Nobel (nel 1981)
Barbara McClintok, ha dimostrato con i suoi
lavori che il DNA non era immutabile, ma che
esso poteva subire delle mutazioni in
funzione del terreno
nel quale è inserito.
L’effetto Kevran: Negli anni 60 mentre faceva
ricerche sul silicone, il professor francese Louis
Kevran (scienziato) ha scoperto qualche cosa di
straordinario a questo proposito. Ha trovato che il
silicone si converte in calcio con un processo che
ha chiamato "trasmutazioni biologiche."
Questo effetto permette di comprendere come ogni
sostanza anche con il suo Campo ElettroMagnetico
specifico– CEM, introdotta nell’organismo e quindi
anche i metalli, possono in virtù delle debole
energie esistenti, modificare la propria natura
ionica molecolare in altre nature e strutture e ciò
in dipendenza del tipo di carica
bio
elettronica del
terreno, (dei
liquidi extra ed endocellulari) nei quali si
ritrovano. Le micro onde modulate hanno anche una
azione importante sulla cellula vivente in generale
e quindi anche sul DNA.
Una onda radar per esempio è un’onda
elettromagnetica. Si potrebbe pensare che la
molecola la più sensibile a questo tipo di campo sia
la molecola d’acqua (che per la sua geometria è un
minuscolo dipolo elettrico); di conseguenza le
cellule ed i
tessuti viventi sono sensibili, piu’ sono ricchi
di acqua. Cio’ è vero per le onde ad alta
frequenza, non modulate.
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Il
DNA sembra essere anche un superconduttore
organico in grado di lavorare a una temperatura
corporea normale.
I conduttori artificiali invece richiedono per
il loro funzionamento delle temperature
estremamente basse (tra -200 e -140°C). Inoltre,
tutti i superconduttori possono immagazzinare
luce, quindi informazioni. Anche questo dimostra
che il DNA sia è grado di farlo.
Vi è un altro fenomeno legato al DNA e ai
tunnel spaziali.
Normalmente questi minuscoli tunnel sono
altamente instabili e durano soltanto una
frazione di secondo. In certe condizioni però si
possono creare dei tunnel stabili in grado di
formare delle sfere luminose. In alcune regioni
della Russia queste sfere appaiono molto spesso.
In queste regioni le sfere a volte s'innalzano
dalla terra verso il cielo, e i ricercatori
hanno scoperto che possono essere guidati dal
pensiero. Le sfere emettono onde a bassa
frequenza che vengono anche prodotte dal nostro
cervello, quindi sono in grado di reagire ai
nostri pensieri. Queste sfere di luce hanno una
carica energetica molto elevata e sono in grado
di causare delle mutazioni genetiche. Anche
molti operatori spirituali producono queste
sfere o colonne di luce, quando si trovano in
uno stato di profonda meditazione o durante un
lavoro energetico.
In alcuni progetti per la guarigione della terra
queste sfere vengono catturate anche nelle foto.
In passato di fronte a questi fenomeni luminosi
si credeva che apparissero degli angeli. In ogni
caso, pur mancando le prove scientifiche, ora
sappiamo che persone con queste esperienze non
soffrivano affatto di allucinazioni. Abbiamo
fatto un grande passo in avanti nella
comprensione della nostra realtà. Anche la
scienza “ufficiale” conosce le anomalie della
terra che contribuiscono alla formazione dei
fenomeni luminosi. Queste anomalie sono state
trovate di recente anche a Rocca di Papa, a sud
di Roma.
Nel libro "L'Intelligenza in Rete nascosta
nel DNA", (editore: Macro Edizioni) Grazyna
Gosar e Franz Bludorf spiegano chiaramente e
precisamente queste connessioni.
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Sarà
possibile scoprire rapidamente gli autori dei delitti.
Un aiuto anche contro le malattie genetiche ?
MILANO - Si chiama «Lab-on-chip» ed è un laboratorio in miniatura
racchiuso in pochi millimetri di silicio per fare l'analisi del Dna in
meno di un quarto d'ora.
La società italo-francese StMicroelectronincs (StM), terzo produttore
mondiale di semiconduttori, lo presenta oggi in anteprima mondiale a
Filadelfia. E' una piccola rivoluzione. Il nuovo chip è usa e getta,
veloce ed economico, caratteristiche che permetteranno alla diagnostica
medica e alla ricerca farmaceutica di abbreviare i tempi di analisi del
Dna e abbattere i costi. «Si potranno individuare le malattie genetiche
direttamente in ambulatorio, senza i ritardi dei laboratori e prezzi molto
più bassi, o fare una valutazione in tempo reale nel corso di
un'operazione. Le case farmaceutiche lo potranno usare per verificare l' efficacia dei
nuovi farmaci», sostiene Bruno Murari, direttore ricerca e sviluppo per
telecomunicazioni, periferiche e auto di StM.
Il prezzo non è ancora stato stabilito, ma Murari ipotizza «qualche
decina di dollari», contro un'analisi in laboratorio che può costare da
500 fino a 1.500 dollari. Il nuovo chip potrà essere usato più
facilmente da polizia e tribunali per scoprire in tempi brevi gli autori
dei delitti. E c'è chi già immagina screening di massa per individuare
alcune malattie genetiche.
Il chip-laboratorio è stato sviluppato a Cornaredo, vicino a Milano, ed
è basato sulla tecnologia Mems (Sistemi micro -elettro -meccanici), usata
per produrre chip di silicio per dispositivi miniaturizzati.
La moltiplicazione del Dna avviene all'interno di canali scavati nel
silicio dal segmento di Dna presente nel campione, si può arrivare in
uscita fino a un miliardo di copie. «Per la prima volta vengono integrate
su unico supporto le due funzioni di amplificazione
(amplification) e individuazione (detection) del Dna. Invece di
plastica o vetro, viene usato il silicio, materiale che ha il vantaggio di
un'ottima conduttività termica, necessaria per il processo di
moltiplicazione del Dna, e consente di sfruttare la tecnologia
microelettronica.
Lasciando la strada aperta a nuove evoluzioni», spiega Murari. E non
nasconde che per StM si apre una nuova frontiera di business. «Il mondo
si muove in questa direzione. Quando il mercato abbraccerà i nuovi
chip, arriveranno i volumi».
La conferma di un modello economico che, alla ricerca esasperata,
preferisce l'uso di tecnologie spesso mutuate da altri campi e che non si
rinnovano in tempi troppi veloci, puntando più su componenti usa e getta,
quindi da sostituire di continuo, che su hardware costosi. Così da
garantire un enorme ritorno sugli investimenti.
E Lab-on-chip è nato grazie all'esperienza delle stampanti a getto di
inchiostro Hewlett Packard, per la quale StM in passato ha progettato i
chip delle cartucce (ora ne produce 200 milioni all'anno). Dopo
l'esperienza con l'inchiostro, perché non provare con i fluidi organici?,
si sono chiesti tre anni fa gli scienziati di un laboratorio pubblico di
ricerca francese (Leti). E hanno perciò chiesto a StM di collaborare con
loro. «Ma poi siamo andati avanti per conto nostro».
Per ora è solo un prototipo. «Ma nell'arco di un anno saremo in grado di
produrlo. Con dimensioni ancora inferiori», anticipa Murari. E prevede
ulteriori evoluzioni: sullo stesso chip potrà essere inserita anche la
separazione dei globuli bianchi dal sangue e la successiva scissione del
nucleo per estrarre il Dna.
E probabilmente l'analisi del risultato al microscopio cederà il posto a
quella fatta con il pc.
By Giuliana Ferraino -
gferraino@corriere.it
vedi:
Scoperta nello spazio
Nebulosa a spirale come DNA
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L’EPIGENETICA STA
DIMOSTRANDO che la dieta, il
comportamento e
l’ambiente possono
influire sul nostro DNA e
quindi anche sulla salute dei nostri discendenti.
Il biologo Bruce Lipton ed altri al
suo passo arrivano a dire che credenze ed intenzionalita’ hanno
la forza di modificare i nostri Geni.
L’Epigenetica riscrivera’ le regole della malattia, dell’eriditarieta’
e dell’identita’.
L’Esperimento di Jirtle e Waterland
Nel 2000 Randy Jirtle, un professore
di oncologia delle radiazioni presso la Duke University, e il
suo studente di postdotto-rato Robert Waterland progettarono un
esperimento genetico all'avanguardia dalla semplicità unica.
Iniziarono con coppie di grassi ratti dal colore giallo
conosciuti come i ratti agouti, così chiamati per un loro gene
particolare - il gene agouti- che oltre a rendere i roditori
voraci e gialli li predispone al cancro e al diabete.
Jirtle e Waterland decisero di verificare se sarebbero riusciti
a mutare la sfortunata eredità genetica di queste piccole
creature.
Di solito, quando i ratti agouti si riproducono, la maggior
parte della prole risulta identica ai genitori: altrettanto
gialli e grassi come puntaspilli nonché suscettibili a malattie
che ne abbreviano la vita. Tuttavia i ratti genitori
dell'esperimento di Jirtle e Waterland produssero una
maggioranza di prole che appariva complessivamente diversa.
Questi giovani ratti erano magri e color grigio topo; inoltre
non mostravano la suscettibilità dei loro genitori al cancro e
al diabete e vivevano agili fino a tarda età. Gli effetti del
gene agouti erano stati virtualmente cancellati. I ricercatori
avevano operato questa trasformazione in modo notevole senza
nemmeno alterare una singola lettera del DNA del ratto.
Al contrario, il loro approccio era stato radicalmente semplice,
avevano cambiato la dieta della madre.
A partire da poco prima del concepimento Jirtle e Waterland
avevano nutrito un gruppo campione di ratti madre con una dieta
ricca di donatori di metili, piccoli composti chimici che
possono attaccarsi ad un gene e disattivarlo.
Queste molecole sono comuni in natura e si riscontrano in molti
cibi, tra cui cipolle, aglio, barbabietola rossa e negli
integratori alimentari spesso prescritti alle donne incinte.
Dopo essere stati consumati dalle madri, i donatori di metili si
facevano strada fino ai cromosomi degli embrioni in via di
sviluppo e sino a raggiungere il critico gene agouti.
Le madri trasmettevano intatto il gene agouti ai loro figli, ma
grazie alla dieta ricca di metili, avevano aggiunto al gene un
interruttore che variava l'intensità degli effetti deleteri del
gene. "Faceva un po' paura e quasi spavento vedere come
qualcosa di tanto capillare quanto un cambiamento nutrizionale
nel ratto madre incinta poteva causare un effetto così
drammatico sull'espressione genetica del piccolo," diceva Jirtle.
"I risultati hanno dimostrato quanto importanti possano essere
le mutazioni epigenetiche".
Le ricerche di Szyf ed altri
ricercatori
A dispetto di tanta
opposizione Szyf ed altri ricercatori hanno perseverato.
Attraverso numerosi studi Szyf ha scoperto che i comuni percorsi
di informazione, noti per provocare tumori cancerosi, attivano
anche l'apparato per la metilazione del DNA; mettere ko uno
degli enzimi in quel percorso impedisce ai tumori di
svilupparsi.
Quando i geni che di solito promuovono la crescita tumorale
vengono demetilati — cioè gli interruttori che sono normalmente
presenti vengono rimossi, quei geni entrano in azione e
provocano la crescita tumorale.
Szyf è ormai lontano dall'essere l'unico in questo campo. Altri
ricercatori hanno identificato dozzine di geni, tutti correlati
alla crescita e diffusione del cancro, che vengono scarsamente o
eccessivamente mediati quando la malattia prende il
sopravvento.
Il batterio Elicobatterio, ritenuto essere la causa del cancro
allo stomaco, si è dimostrato capace di innescare potenziali
cambiamenti cancerogeni nelle cellule dell'intestino.
Tracce di metilazione anomale sono stati riscontrati in molti
cancri al colon, allo stomaco, alla cervice, alla prostata, alla
tiroide e al seno.
Szyf vede il nesso fra epigenetica e cancro con occhio
fiducioso. A differenza delle mutazioni genetiche i cambiamenti
epigenetici sono potenzialmente reversibili. Un gene mutato
difficilmente ritorna normale; l'unico rimedio è uccidere o
elidere tutte le cellule portatrici del codice difettoso.
Tuttavia un gene dalla metilazione difetto sa potrebbe ancora
essere incoraggiato a ristabilire uno schema salutare e
continuare così a funzionare.
Esiste già un farmaco epigenetico approvato dall'agenzia
statunitense per gli alimenti e i medicinali per usi contro
sindromi mielodisplastiche conosciute anche come preleucemia e
leucemia. Attualmente esistono almeno altri otto farmaci
epigenetici in diversi stadi di sviluppo o sperimentazione
umana.
Gli schemi della metilazione si
mostrano anche promettenti come strumenti diagnostici in grado
potenzialmente di fornirci informazioni critiche rispetto alle
probabilità che un cancro risponda o meno a un trattamento.
Entro il 2008 una società di Berlino chiamata Epigenomics, in
collaborazione con la Roche Pharmaceuticals, si propone di
portare sul mercato un test di esame epigenetico. Essi stanno
lavorando su strumenti diagnostici simili per il cancro al seno
e alla prostata. Szyf è il cofondatore di una società,
MethylGene, che finora ha sviluppato due farmaci epigenetici per
il cancro dai risultati promettenti per la sperimentazione
umana.
Altri hanno pubblicato dati di ricerche su soggetti animali che
suggeriscono una componente epigenetica nelle malattie
infiammatorie quali l'artrite reumatoide, le malattie
neurodegenerative e il diabete.
La scoperta di Michael Skinner
Nel 2004, genetista presso
l'università del Washington State, scoprì in modo accidentale
un effetto epigenetico nei ratti che resiste almeno fino a
quattro generazioni. Skinner stava studiando come un
fungicida agricolo comunemente
usato, quando introdotto in ratti madri incinte, influiva sullo
sviluppo dei testicoli dei ratti fetali.
Non fu sorpreso di scoprire che i ratti maschi esposti
nell'utero ad alte dosi dell'agente chimico rivelavano con gli
anni una quantità di sperma inferiore. La sorpresa arrivò quando
egli esaminò i ratti maschi nelle generazioni successive — i
nipoti delle madri esposte.
Sebbene il pesticida non aveva mutato nemmeno una lettera del
loro DNA, anche questa prole di seconda generazione mostrava una
quantità di sperma inferiore.
La stessa cosa valeva per la generazione successiva (i pronipoti
e i susseguenti).
Gli studi di Marcus Pembrey
Nel novembre del 2005 Marcus Pembrey,
un genetista clinico presso l'Istituto di Salute infantile a
Londra, seguì una conferenza alla Duke University per presentare
dati accattivanti raccolti da due secoli di libri di atti
pubblici sui ricavati del raccolto e i prezzi dei cibi in una
cittadina isolata della Svezia del nord. Pembrey e il
ricercatore svedese Lars Olov Bygren notò che le fluttuazioni
delle provviste di cibo nella cittadina potevano avere effetti
sullo stato di salute che si estendevano perlomeno fino a due
generazioni.
Era più probabile per nonni che
avevano vissuto i loro anni preadoloscienziali in tempi di
abbondanza avere nipoti con il diabete - un disturbo che
raddoppiava il rischio per i nipoti di morte prematura.
Altrettanto rilevante è il fatto che gli effetti erano specifici
al sesso dell'individuo. L'accesso di un nonno a provviste
traboccanti di cibo influenzava il tasso di mortalità dei nipoti
maschi soltanto, non delle nipoti, e l'esperienza di lauto
eccesso di una nonna paterna influiva sul tasso di mortalità
delle nipoti femmine, non dei nipoti.
Questo portò Prembey a sospettare che i geni sui cromosomi
specifici del sesso X e Y venissero influenzati da segnali
epigenetici.
Un'ulteriore analisi supportò il suo presentimento e offrì
profonde intuizioni nel processo di segnalazione.
Ne venne fuori che definire il periodo - l'età in cui le nonne e
i nonni sperimentavano una sovrabbondanza di cibo - era critico
per l'impatto intergenerazionale.
Le nipoti che maggiormente subivano
questa influenza erano quelle le cui nonne sperimentavano
periodi di abbondanza nell'utero o da neonate, e precisamente
nel ciclo in cui le ovaie delle nonne andavano formandosi. I
nipoti più influenzati erano coloro i cui nonni sperimentavano
abbondanza durante il cosiddetto periodo di crescita lenta,
appena prima dell'adolescenza, uno stadio-chiave per lo sviluppo
dello sperma.
Tratto da S& C. - Macro ediz. Lug.2007
Ricordarsi
che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e
della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto a
livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
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Costruita antenna
ricetrasmittente a forma del DNA
Dipole Antenna in
DNA Strands for Circular Polarization: -
omni-directional radiation pattern on the
horizontal plan
By Leonard Chow, Y.;
Liang Zhao; Lee, M.W.K.; Fang, D.G.
TENCON 2006. 2006 IEEE Region 10 Conference - Volume
, Issue , 14-17 Nov. 2006 Page(s):1 - 3
Digital Object Identifier 10.1109/TENCON.2006.344170
Summary:This paper gives a novel
dipole antenna, in the form of DNA strands, to gives
an omni-directional pattern around in circular
polarization. Normally, such omnidirectional pattern
occurs only for a simple linear dipole in linear
polarization
vedi:
http://ieeexplore.ieee.org/xpl/freeabs_all.jsp?tp=&arnumber=4142245&isnumber=4142121
"Scalar
waves are produced when two electromagnetic waves of
the same frequency are exactly out of phase (opposite
to each other) and the amplitudes subtract and
cancel or destroy each other. The result is not
exactly an annihilation of magnetic fields but a
transformation of energy back into a scalar wave.
This scalar field has reverted back to a vacuum
state of potentiality. Scalar waves can be created
by wrapping electrical wires around a figure eight
in the shape of a möbius coil. When an electric
current flows through the wires in opposite
directions, the opposing electromagnetic fields from
the two wires cancel each other and create a scalar
wave.”
“The DNA antenna in our cells’ energy production
centers (mitochondria) assumes the shape of what is
called a super-coil. Supercoil DNA look like a
series of möbius coils. These möbius supercoil DNA
are hypothetically able to generate scalar waves.
Most cells in the body contain thousands of these
möbius supercoils, which are generating scalar waves
throughout the cell and throughout the body.”
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RNA, il
primo catalizzatore – Nov.
2010
Per la prima volta si è riusciti a descrivere i
dettagli atomici di come la ribonucleasi P riconosce
si lega e "cliva" l'RNA transfer (tRNA)
Nell'universo biochimico degli organismi superiori,
le proteine rappresentano molecole di massima
importanza: sono catalizzatori indispensabili per
molti processi necessari alla vita. Eppure non è
sempre stato così: in origine, il ruolo principale
era svolto dall'acido ribonucleico (RNA).
Ora i ricercatori della Northwestern University
hanno prodotto una descrizione atomica che mostra in
che modo due di queste molecole molto antiche
interagiscano le une con le altre. Per la prima
volta, si è riusciti a descrivere, i dettagli
atomici di come la ribonucleasi P riconosce, si lega
e "cliva" l'RNA transfer (tRNA), utilizzando una
potente sorgente di raggi X dell'Advanced Photon
Source, presso l'Argonne National Laboratory per
ottenere immagini di cristalli formati da queste due
molecole di RNA.
“L'RNA è una molecola antica, ma è assai
sofisticata”, ha spiegato Alfonso Mondragón,
professore di bioscienze molecolari del Weinberg
College of Arts and Sciences e coautore dell'articolo
apparso sulla rivista Nature. “La struttura
cristallina che abbiamo ottenuto mostra che molte
delle proprietà che attribuiamo alle molecole
moderne erano già presenti in quell'antico RNA.
L'RNA è un catalizzatore che ha molta della
versatilità e della complessità delle proteine
moderne”.
Per miliardi di anni, e ancora oggi, la funzione
dell'RNasi P, presente in quasi tutti gli organismi
viventi, dai batteri agli esseri umani, è stata di "clivare"
(fessurare) l'RNA transfer rendendolo utile alla
cellula.
“Si sapeva che questa reazione chimica avviene, e
che l'RNA può fungere da catalizzatore, ma finora
non sapevamo esattamente come”, ha aggiunto
Mondragón. “Ora abbiamo una migliore comprensione di
come funzioni l'RNA. "L'RNasi P è costituita da un
grande nucleo di RNA più una piccola proteina, il
che esemplifica la transizione evolutiva da un mondo
biochimico dominato dall'RNA a uno dominato dalle
proteine”.
La proteina ha lo scopo di aiutare a riconoscere il
tRNA, ma la maggior parte del riconsocimento avviene
grazie alle interazioni RNA-RNA che coinvolgono la
complementarietà di forma e anche l'accoppiamento
delle basi.
La struttura mostra che una volta che l'RNase P
riconosce il tRNA, vi si aggancia e, assistito da
ioni metallici, rompe il legame chimico. Ciò fa
maturare il tRNA, producendo una molecola di RNA più
piccola, che così può contribuire ai processi
fondamentali nella cellula. L'enzima basato sull'RNA
ripete il processo continuamente, tagliando ciascun
tRNA esattamente nello stesso punto ogni volta.
“La scoperta, avvenuta 30 anni fa, che le molecole
di RNA possono avere una funzione catalitica, ha
fatto sorgere l'idea che l'RNA possa essere stata la
prima molecola”, ha concluso Mondragón. “Il nostro
lavoro rinforza la nozione dell'esistenza di un
mondo a RNA in cui ebbe origine la vita.” (fc)
Quali geni sono essenziali per la vita ? La
risposta in un batterio – 30/08/2011
Dallo studio risulta che tra gli elementi
fondamentali sono compresi non solo geni
codificanti, ma anche DNA con funzioni di
regolazione e, sorprendentemente, altri segmenti di
DNA di funzione ignota
Quali parti del codice genetico sono essenziali per
la vita di un batterio ?
Una risposta per quanto parziale, viene da una nuova
ricerca condotta presso la
Stanford University School of Medicine in cui è
stato analizzato il genoma della specie
Caulobacter crescentus.
Secondo quanto riportato sulla rivista
Molecular Systems Biology, si è riscontrato che
in condizioni di laboratorio, per la sopravvivenza
del batterio è essenziale il 12 per cento del
materiale genetico: non solo gli elementi essenziali
comprendono geni codificanti, ma anche DNA con
funzione di regolazione e, sorprendentemente, altri
segmenti di DNA di funzione ignota.
Il restante 88 per cento del genoma potrebbe subire
danni senza minacciare la capacità del batterio di
crescere e riprodursi.
Il DNA di Caulobacter, come quello della maggior
parte dei batteri, è costituito da un singolo
cromosoma di forma circolare.
Per condurre l'esperimento, i ricercatori hanno
utilizzato una tecnica genetica avanzata per
incorporare un frammento di DNA artificiale in un
locus casuale del cromosoma, in modo da alterare la
funzione della regione di DNA batterico in cui era
inserito.
Nel corso di due giorni, i ricercatori hanno
coltivato questi ceppi mutanti fino a raggiungere un
milione di cellule batteriche, e ne hanno
sequenziato il DNA. Dopo un'intensiva analisi
computerizzata, è stata realizzata una mappa
dell'intero genoma, in modo da determinare
esattamente il punto in cui i segmenti artificiali
erano stati inseriti nelle cellule sopravvissute.
Il batterio studiato è una specie che vive in acque
dolci che viene utilizzato da molto tempo nella
ricerca in biologia molecolare: il suo genoma è
stato sequenziato nel 2001.
“Sono emerse molte sorprese dall'analisi delle
regioni essenziali del genoma di Caulobacter”, ha
spiegato Lucy Shapiro, autore senior dell'articolo.
“Per esempio, abbiamo trovato 91 segmenti di DNA
essenziali di cui non è nota la funzione: ciò
potrebbe portare a un nuovo livello di conoscenza
della biologia dei batteri”. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
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L' impronta biologica nel
nostro genoma, sarebbe l' eredità lasciata da questa
remota civiltà extraterrestre nella Via Lattea
Secondo l'astrofisico Vladimir I. Shcherbak, della
Al-Farabi Kazakh National University del Kazakistan,
e Maxim A. Makukov dell' Istituto Astrofisico
Fesenkov, i nostri geni potrebbero contenere nel
loro “design” una sorta di “marchio di fabbrica” al
loro interno, scritta
milioni di anni fa in un altro posto della nostra
galassia.
Questo specie di “griffe” sarebbe il timbro
indelebile di una civiltà extraterrestre che ci ha
preceduto di molti milioni di anni.
L' impronta biologica nel nostro genoma, sarebbe l'
eredità lasciata da questa remota civiltà alla Via
Lattea.
I due astrofisici ipotizzano che il messaggio
intelligente lasciato nel nostro DNA è scritto con
una semantica e una matematica che non possono
essere spiegate con la teoria classica
dell'evoluzione darwiniana.
Come riporta l'articolo di Discovery News, Shcherbak
e Makukov lo chiamano SETI biologico, affermando che
questo sistema di comunicazione è molto più duraturo
ed efficace rispetto alla possibilità di rilevare
gli alieni attraverso la ricezione di un una
trasmissione radiofonica extraterrestre. Così
scrivono sulla rivista Icarus:
“Una volta fissato, il codice rimane immutato
attraverso i tempicosmologici, infatti si tratta del
sistema più durevole conosciuto.
Quindi rappresenta una memoria eccezionalmente
affidabile per una firma intelligente.
Una volta che il genoma è opportunamente riscritto,
il nuovo codice con il “marchio di fabbrica” rimarrà
congelato nella trasmissione del DNA alle successive
generazioni, venendo tramandato attraverso lo spazio
e il tempo”.
Per sostenere tale ipotesi, i modelli di codice
genetico devono essere statisticamente molto
significativi e intelligenti, cioè devono essere in
possesso di caratteristiche che sono incompatibili
con qualsiasi processo naturale, spiegano gli
autori.
Secondo l'analisi dettagliata dei due ricercatori,
il genoma umano mostra un'approfondita precisione
nell'ordine di mappatura tra i nucleotidi del DNA e
gli aminoacidi.
“Alcuni semplici accorgimenti nel codice rivelano un
insieme di modelli aritmetici e ideografici che
fanno pensare ad un linguaggio simbolico”,
continuano i due. “Accurati e sistematici, questi
modelli appaiono come il prodotto di una precisione
logica e informatica non banale”.
L'interpretazione del dati porta i due ricercatori
ad una conclusione straordinaria:
“Il nostro codice genetico sembra essere stato
inventato al di fuori del Sistema Solare già diversi
miliardi di anni fa”.
La conclusione di Shcherbak e Makukov, in effetti,
sembra appoggiare la teoria della panspermia,
l'ipotesi secondo cui la vita sulla Terra sarebbe
stata seminata dallo spazio.
Ma ci sono altri indizi che possanosostenere le
conclusioni dei due astrofisici ?
Materiale “strano” nel nostro DNA
Una ricerca pubblicata su Nature nel 2012,
condotta daRobert Gifford, paleo virologo presso
Aaron Diamond AIDS Research Center, e John Coffin,
virologo alla Tufts University School ofMedicine di
Boston, rivela che tutti noi potremmo essere meno
umani diquanto pensiamo.
Lo studio spiega che il genoma umano è in parte un
virus, per la precisione il Bornavirus, portatore di
morte per cavalli e pecore. Sembra che 2milioni di
anni fa, questo virus abbia inserito parte del suo
materiale genetico nel nostro DNA.
La scoperta dimostra come questi virus di tipo RNA
possono comportarsicome i retrovirus (ad esempio
HIV) ed integrarsi stabilmente come ospiti dei
nostri geni. Questo lavoro di ricerca potrebbe
consentire di capirnemolto di più sulla nostra
evoluzione, rivelando come il mondo attuale sia
anche il frutto del lavoro di un virus contenuto in
ognuno di noi.
“La conoscenza di noi stessi come specie è stata
leggermente mal interpretata” afferma Robert Gifford.
Insomma non abbiamo tento conto che il DNA umano si
evoluto anche grazie al contributo di batteri ed
altri microrganismi e che le nostre difese
immunitarie hanno fatto ricorso a quel materiale
genetico per difendersi dalle infezioni. Sembra che
fino all’8% del nostro genoma potrebbe ospitare
materiale genetico dei virus.
In uno studio parallelo, alcuni ricercatori
Giapponesi hanno trovato copie di un gene del
Bornavirus inserite in almeno quattro zone diverse
del nostro genoma. Ricerche condotte su altri
mammiferi hanno rivelato la sua presenza in una
vasta quantità di specie per milioni di anni.
“Hanno fornito le prove di un reperto fossile con
tracce del Bornavirus”, afferma John Coffin,
virologo alla Tufts University School of Medicine di
Boston e coautore dello studio “Questo ci dice anche
che l’evoluzione dei virus
non è andata come pensavamo”.
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