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COLON IRRITABILE
"Metà delle persone, che dicono
di essere in buona salute, portano continuamente con sé, fin
dall'infanzia, parecchi chili di sostanze mai eliminate. Una
buona evacuazione al giorno non ha alcun significato",
questo e' cio' che afferma il Prof. Arnold Ehret, in The
mucusless diet. -
vedi:
Intestino
+
Intestino motore
del corpo +
Mega Colon
+
Micotossine
+
Micotossine e permeabilita' intestinale PDF +
Sindrome dell'Intestino Permeabile
(LGS)+
Malattie Gastrointestinali
+ Malassorbimento e
malnutrizione
+
Colon Irritabile
+
Mega Colon
+ Putrefazione
intestinale
+ DIGESTIONE
+
Intestino, la forza del e nell'Intestino
+
Feci
e Fermenti +
Batteri autoctoni
+
Dove
localizzare la mente ? - Stati d'ansia ed Intestino
+
Intestino
permeabile +
Intestino motore
del corpo
+
COPROTERAPIA
(assunzione di feci selezionate)
Quando si pensa alla farina di frumento viene spontaneo un
ringraziamento, pensando che con essa si è sfamata l'umanità
dagli albori del tempo.
Dobbiamo però precisare che la farina usata nei tempi
passati era integrale, e le massaie che hanno provato ad
impastare la pasta del pane, sanno bene quanto sia difficile
da usare se non mescolata con della normale farina bianca.
La farina bianca, infatti, presenta purtroppo un grande
inconveniente, tanto pericoloso quanto sconosciuto: è
collosa, per il glutine che contiene, specie la farina
derivante dal grano chiamato "Creso" !.
Questo fatto lo si riscontra facendo cuocere acqua e farina
bianca a fuoco lento, ne sortisce una colla tanto buona che
serve ancor oggi per rilegare il libri antichi.
"Ed allora ?, chiederà qualcuno, cosa centra tutto ciò con
la buona salute ?".
Centra, e molto, perché con il passare degli anni i cibi
contenenti
farina bianca, lasciano una patina sulle pareti
dell'intestino, specialmente sulla parte finale, detto
intestino crasso o colon. Questa patina, giorno dopo giorno,
può diventare tanto spessa che nello spazio centrale (detto
"lume") riesce a passare a stento una matita.
Una delle maggiori cause dei problemi intestinali,
specialmente del colon, va ricercata nella patina di cui
sopra che, nel corso degli anni, diventa una vera e propria
incrostazione, che, sono le parole del dr.
Jensen,
assomiglia ai pneumatici delle automobili.
È ovvio che tali incrostazioni non sono le uniche
responsabili, ad esse si devono aggiungere: il poco
movimento, l'inquinamento ambientale, l'uso di medicinali
non naturali ed anche un'alimentazione sbilanciata, assai
ricca di zuccheri, di alimenti raffinati e additivi chimici
che, nel contempo, risulta povera di elementi importanti,
come fibre, vitamine e sali minerali.
Tutto questo, a cui si dove aggiungere lo stress, determina
un'alterazione delle pareti intestinali, provocando una
contrazione eccessiva o insufficiente. Questa condizione,
non solo causa un accumulo di scorie e l'aumento delle
incrostazioni fecali descritte in precedenza, ma può
influenzare la flora batterica, rallentando i processi
biologici propri dell'intestino.
Danni causati da questa situazione :
La SII (Sindrome da Intestino Irritabile)
viene anche chiamata IBS (Irritable Bowel Syndrome). Si
tratta di una patologia che mette l'intestino in condizioni
di "spremere" il cibo digerito in modo troppo debole o
troppo forte, facendo così in modo che il transito del
medesimo sia troppo lento o troppo veloce.
** (NdR: quello che occorre aggiungere e' che
la malattia del colon irritabile, nasce
principalmente da:
1 - errori
alimentari +
acque contaminate + + utilizzo di
farmaci e
VACCINI
2 - stress cronico
anche dovuto a NON soluzione dei
Conflitti Spirituali
3 - alterazione del
pH digestivo, con instaurazione di
acidosi
cellulare - metabolica
4 - alterazione della flora
batterica, sopra tutto nell'intestino
tenue
3 - irritazione della mucosa
intestinale....nel tempo =
morbo di Crohn oppure
cancro
al colon
Soluzione: riordino dei punti 1 + 2 + 3 =
aggiunta alla propria alimentazione degli integratori (Fermenti
Probiotici) in
capsule "gastroresistenti" a base di sali
basici per il riordino
del pH
digestivo:
Bicarbonato di Potassio e/o di Sodio + Magnesio Stereato + Acido Stearico, oltre al riordino della
Flora batterica
intestinale da 1 o 2 capsule 2 volte al di'
prima o dopo i pasti) - e' molto importante aiutare il riordino con
Cataplasmi di
fango (argilla) fredda sul ventre per 45 notti,
in quanto le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e e della mucosa intestinale
influenzano la salute, non soltanto
a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi
parte dell'organismo.
vedi:
Dottrina Termica +
Batteri Autoctoni
Fig. 1 - Colon e relativi
depositi di scorie
Alterazioni
cerebrali
nella sindrome del colon irritabile
- Un cambiamento di prospettiva
I cambiamenti più rilevanti sono a carico dell'insula
posteriore e del grigio acqueduttale, aree preposte alla
gestione del dolore
La sindrome del colon irritabile non è
una patologia meramente funzionale, ma ha una base
organica, legata a cambiamenti strutturali a livello
cerebrale che la apparentano con altre patologie del
dolore come la nevralgia del trigemino o l'emicrania.
La scoperta, fatta da ricercatori dell'Università
della California a Los Angeles e della
McGill University è pubblicata sulla rivista
Gastroenterology.
La scoperta mostra che la sindrome del colon irritabile
è associata a diminuzioni e aumenti della densità in
aree chiave del cervello coinvolte nell'attenzione,
nella regolazione delle emozione, nell'inibizione del
dolore e nell'elaborazione delle informazioni viscerali.
Attualmente la sindrome del colon irritabile viene
considerata una patologia funzionale del tratto
digestivo dato che i tentativi di identificare
alterazioni strutturali o biochimiche all'origine della
patologia hanno avuto scarsi risultati.
"La scoperta di cambiamenti cerebrali strutturali, che
siano primari o secondari ai sintomi gastrointestinali,
dimostra una componente 'organica' della sindrome, e
suffraga l'idea di un disturbo
cerebro-intestinale", ha osservato Emeran Mayer,
che ha diretto lo studio. "La scoperta demolisce anche
l'idea che i sintomi della sindrome del colon irritabile
non siano 'reali' ma 'solamente psicologici', e ci dà
una migliore comprensione della malattia."
I
ricercatori hanno individuato cambiamenti in aree del
cervello coinvolte nelle funzioni cognitive e
valutative, compresa la
corteccia prefrontale e parietale posteriore,
ma soprattutto nell'insula
posteriore: "i cambiamenti nell'insula
posteriore sono particolarmente interessanti perché
hanno un ruolo centrale nell'amplificazione del dolore",
ha osservato David A. Seminowicz, coautore dello studio.
"Questa differenza ha un ruolo significativo
nell'aumento dei segnali dolorifici che dall'intestino
raggiungono il cervello."
Una condizione complicata dal fatto che si riscontra una
modificazione anche a livello della
regione periacqueduttale, che dovrebbe
gestire la soppressione del dolore. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: quello che non comprendono questi
ricercatori e' che questo meccanismo, investe anche OGNI
tipo di malattia....perche' la malattia e'
sempre psicosomatica
e somatopsichica
!
Parametri del Colon:
http://books.google.it/books?id=kbpTpfeL9LEC&pg=PA2228&dq=manuale+chirurgia+fegiz+megacolon+8+
cm&hl=it&ei=390hTsmALIi58gOcwb2yAw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CC4Q6AEwAA#v=onepage&q&f=false
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Crampi addominali -
Crampi addominali dolorosi -
Intestino irritabile e/o permeabile
Hai mai avuto dei crampi addominali dolorosi ? Non è un
disturbo raro, visto che almeno una persona su quattro
soffre almeno una volta nella vita di disturbi addominali.
Il tratto gastro-intestinale può perdere il suo equilibrio
in seguito a diversi fattori. I disturbi addominali possono
essere molto variabili e ciascuna persona colpita soffre in
maniera del tutto personale. Spesso compaiono sintomi quali
crampi addominali, che vengono di solito percepiti come
dolori addominali. Inoltre, spesso compaiono altre
manifestazioni collaterali, quali diarrea, stipsi o
meteorismo.
I crampi addominali dolorosi sono dovuti per lo più a
un’alimentazione non adeguata, a un’intolleranza alimentare,
allo stress e alla frenesia quotidiana o persino a carichi
psichici. A volte, sono però presenti di base anche malattie
gravi. L’origine dei disturbi addominali crampiformi non va
sempre cercata nel tratto gastro-intestinale. Questi
disturbi possono essere scatenati anche da altri organi.
Tutti conoscono i dolori addominali. Spesso durano solo
poche ore, ma a volte anche più a lungo.
Che cosa succede nel tratto gastro-intestinale quando
compaiono crampi addominali dolorosi ?
La muscolatura si contrae quindi, compaiono dolori
addominali crampiformi. Alcune persone soffrono due o tre
volte al mese di crampi dolorosi. Altre ne soffrono solo
ogni tanto, in presenza di malessere addominale. Ma
indipendentemente dalla frequenza con cui compaiono, queste
manifestazioni compromettono la qualità della vita. Tutti
coloro che hanno già sofferto di crampi addominali sanno
quanto questi possano essere spiacevoli.
Nel caso di disturbi addominali ricorrenti per i quali il
medico non riesce a trovare alcuna causa organica, si tratta
di cosiddetti disturbi addominali funzionali.
Tra questi, la malattia più comune è la sindrome
dell’intestino irritabile (IBS).
Tra le cause esterne al tratto
gastro-intestinale dei dolori addominali crampiformi, la più
comune è rappresentata dalle mestruazioni
Soffre di tanto in tanto di
dolori e crampi addominali associati a irregolarità delle
abitudini intestinali, quali diarrea o stipsi ? Chi soffre
da almeno 3 mesi o più di questi disturbi, ha probabilmente
un "colon irritabile", patologia denominata anche "sindrome
dell’intestino irritabile". I sintomi possono anche essere
poco pronunciati e comparire a distanza di lunghi intervalli
di tempo.
Le donne soffrono della sindrome
dell’intestino irritabile (IBS) con una frequenza
all’incirca doppia rispetto agli uomini. Questo fatto è
dovuto da un lato all’influenza degli ormoni sessuali
femminili sui sintomi intestinali, dall’altro alla maggiore
frequenza con la quale le donne si rivolgono al medico e,
quindi, ad una formulazione della diagnosi più frequente nel
sesso femminile. Di solito, i primi sintomi compaiono a
un’età compresa fra i 20 e i 40 anni. Il 90% delle persone
colpite ha un’età inferiore ai 50 anni e una persona su due
ha persino meno di 35 anni.
In molti casi si tratta di
disturbi lievi, senza effettivo significato patologico.
Alcune persone, però, soffrono di forti disturbi cronici,
che riducono sensibilmente la qualità della vita.
Check IBS, con l’aiuto del quale
è possibile stabilire se si è affetti da sindrome
dell’intestino irritabile. Questo metodo può dare delle
indicazioni, ma non può sostituire in alcun modo la diagnosi
di un medico. La diagnosi di IBS può essere posta solo dopo
aver escluso tutte le altre possibili cause. Prima di tutto,
si svolge un approfondito colloquio con il medico
(anamnesi). Successivamente, vengono condotte delle indagini
mediche per escludere definitivamente altre malattie. Queste
indagini possono comprendere, tra l’altro, esami di
laboratorio, test sulle feci, ecografia, endoscopia dello
stomaco e dell’intestino e un test allergico.
Se risponde a diverse di queste
domande con un "sì", è possibile che soffra di una sindrome
dell’intestino irritabile. Chieda consiglio al Suo medico.
- Soffre di dolori addominali crampiformi o di disturbi
addominali ?
- I disturbi sono comparsi per la prima volta almeno 6 mesi
fa ?
- I disturbi si sono manifestati negli ultimi 3 mesi in
almeno 3 giorni al mese ?
- Nella maggior parte dei casi, i disturbi migliorano dopo
l’evacuazione
Contemporaneamente, compare anche un cambiamento delle
abitudini intestinali e/o della consistenza delle feci ?
(diarrea, stipsi) ?
Tratto da: buscopan.ch
Alle volte l'intestino puo' essere
parassitato da microorganismi che lo possono
colonizzare, tipo ad esempio l'ameba:
La
maggior parte delle persone infette è asintomatica, ma
cronicamente emette cisti con le feci.
I sintomi che si presentano con l'invasione tissutale
includono diarrea intermittente e costipazione, flatulenza e
dolori addominali crampiformi. Può esserci una dolorabilità
su fegato e colon ascendente e le feci possono contenere
muco e sangue.
Consiglio della
Medicina Naturale:
Ogni mattina bere a digiuno 1
bicchiere di acqua tiepida + 1 cucchiaino di miele e nel
pomeriggio mangiare 3 prugne secche oppure 3 fichi secchi
(non di più) .+ la mela ...
Cercare di andare regolarmente in bagno e non avrete avuto
più quei dolori atroci all'intestino ...
Non dimenticate di bere un'infusione di finocchio ogni
giorno 1 litro (senza aggiungere zucchero o limone, tiepido
o fresco)
Questa cura puo' valere anche per i bambini, naturalmente
adeguata al piccolo.
Fangoterapia (voce cataplasmi)
I fanghi di argilla curativa rappresentano uno dei tesori
più grandi dell'umanità.
Si puo' bere ed usare sul ventre di giorno e di notte
lontano dai pasti.
L'efficacia dei fanghi di terra curativa per la salute e la
bellezza del corpo umano è nota fin dall'antichità. In tempi
recenti questo rimedio naturale è stato riscoperto ed ora
è apprezzato da molte persone.
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NUOVI
sintomi, che i
medici impreparati
della medicina
ufficiale chiamano
impropriamente
malattie...
(ANSA) – Viareggio,Lucca, 1 Ott. 2011
Ha tanti sintomi in comune con la
celiachia, ma e' una patologia a se' stante (NdR:
NON e' vero, la
malattia e' sempre
la stessa ed e' unica).
Si chiama ''glutensensitivity'' ed e' una malattia di cui si
e' parlato questa mattina al Festival della Salute in corso
a Viareggio, durante un convegno dedicato alla celiachia e
al quale ha preso parte Antonio Calabro', uno dei massimi
esperti in materia, responsabile del Centro Regionale di
riferimento per la celiachia dell'adulto dell'Aou Careggi di
Firenze.
''Esistono vari modi attraverso i quali il glutine puo'
creare problemi: c'e' chi avverte i suoi aspetti tossici
anche senza essere celiaco - ha spiegato il professor
Calabro' - e cioe' anche senza avere una risposta
immunitaria a questa sostanza, non avendo i geni presenti
invece nei celiaci, per i quali la patogenesi e' di tipo
autoimmune''. Molti sintomi sono in comune con quelli della
celiachia (e del colon irritabile, con cui spesso la
sensibilita' al glutine viene confusa): gonfiore addominale,
problemi intestinali, ma anche cefalee, problemi
ostetrico-ginecologici (come la difficolta' ad avere
bambini, per le donne), malattie reumatiche.
''Si stima che i celiaci - ha aggiunto Calabro' - siano l'1
per cento della popolazione, e noi siamo convinti che la
sensibilita' al glutine sia diffusa almeno 5-6 volte di piu'.
E dunque stimiamo che in Italia ci possano essere 3 milioni
di ammalati di questa patologia''. Il professor Calabro' e
la sua equipe, a Careggi, stanno mettendo a punto un metodo
per diagnosticarla: si tratta di ''un'impronta metabolica'',
ovvero di un metodo basato su esami del sangue, delle urine
e sulla risonanza magnetica che - un po' come avviene con le
impronte digitali - consentira', una volta validato, di
identificare in modo univoco questa malattia.
Commento NdR: la
celiachia cosi' come
tutti questi
sintomi e' generata al 99% dai
vaccini !
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Le coliche addominali
A volte è difficile trovare le parole giuste per spiegare
cosa si prova durante un attacco di mal di pancia acuto.
Arriva in genere senza preavviso e, una volta che c'è, non
ci consente di concentrarci su nulla, salvo che sul dolore.
Chi ne soffre non ama parlarne e spesso pensa di essere
l'unico ad avere questo problema.
Eppure, una persona su quattro soffre di mai di pancia e
disagio addominale associato a crampi; quel fastidioso "nodo
all'intestino", che compare anche due o tre volte alla
settimana, limitando le normali attività quotidiane e sodali
e influenzando in maniera negativa la qualità della nostra
vita. Per capire di cosa stiamo parlando dobbiamo
interpretare il dolore come un "messaggio" che il nostro
corpo ci sta inviando per comunicarci che qualcosa nel
nostro intestino non funziona al meglio o che si sono create
condizioni che lo "irritano" in modo particolare. In pratica
occorre precisare che le “coliche” addominali sono in realtà
dei segnali che il
cervello percepisce come dolore a crampi, ma
che in realtà dipendono da movimenti violenti del colon, in
generale, con l’intento di spingere masse di feci o boli
gassosi intestinali, difficili da emettere.
Sono in sostanza delle contrazioni spasmodiche
dell’intestino, specie del colon. Talora le coliche si
associano a stitichezza, per cui risolvendo i problemi dell’alvo
si risolvono le coliche. Altre volte l’alvo è
tendenzialmente diarroico e le scariche di feci sono
numerose nell’arco della giornata. In questi casi dobbiamo
pensare anche a malattie
infiammatorie
intestinali, come la retto colite ulcerosa o il morbo di
Crohn.
Se invece parliamo di sindrome
del colon irritabile…
E’ come avere una "sensazione viscerale o di pancia" o avere
"strani movimenti nello stomaco", espressioni colloquiali
molto usate, che suggeriscono l'esistenza di un collegamento
tra le sensazioni, ovvero tra quello che sente la nostra
mente, e gli organi digestivi; come se ci fosse una sorta
di correlazione tra disturbo "emozionale" e disturbo
"viscerale". In realtà, tra cervello e apparato digerente
esistono rapporti molto stretti e il funzionamento di
quest'ultimo, rispetto ad altri sistemi, è fortemente
influenzato dalle modificazioni che avvengono nel cervello
durante uno stimolo intenso di tipo emotivo. Negli ultimi
anni si è assistito all'affascinante scoperta che alcune
sostanze chimiche presenti nel tratto gastro-intestinale che
hanno il compito di regolare la funzionalità del nostro
apparato digerente, sono anche presenti nel cervello con
funzioni che regolano il nostro comportamento e le nostre
emozioni. Una conferma di questi legami viene anche
dall'osservazione di una comune origine embrionale del
sistema nervoso e dell'apparato digerente. Gli organi
addominali sono dunque molto sensibili alle sollecitazioni
interne ed esterne e, ad oggi, possiamo affermare cori
certezza che esiste un'immediata reattività dei tubo
digerente a forti emozioni e ad ogni tipo di impulso
stressorio in generale. In termini di struttura e funzione
le cellule del 'apparato digerente sono così simili alle
cellule del cervello, che le persone a volte parlano di
"cervello viscerale".
Dunque, come si comporta questo
secondo cervello
?
Questo delicato sistema di fibre nervose presenti nella
parete del tubo gastro-enterico è un centro di controllo
molto sofisticato, in grado di distinguere tra sostanze
nocive e benefiche e, se qualcosa non va, è capace di
gestire autonomamente la trasmissione delle sue "sensazioni"
ad un livello superiore, prima ancora che noi diventiamo
consapevoli dell'esistenza del problema.
Durante il normale processo digestivo la muscolatura liscia
delle pareti del tratto gastrointestinale si contrae in modo
ritmico e ondulatorio; questo movimento si chiama
peristalsi. Si tratta di un movimento di tipo autonomo che
fa avanzare il cibo ingerito lungo il tratto digestivo e
normalmente non viene avvertito. Quando il sistema digestivo
è sovraccaricato o disturbato, o in presenza di stimoli
irritativi, le fibre nervose intestinali e il cervello
lavorano insieme per proteggerlo e, nel tentativo dì
arginare il problema, reagiscono producendo uno spasmo,
ovvero una contrazione esagerata della muscolatura liscia
della parete del viscere che noi avvertiamo come un dolore
addominale crampiforme. Dolore e malessere addominali
possono essere scatenati o aggravati da una serie di
fattori, fra cui uno stile di vita frenetico, pasti
frettolosi o troppo abbondanti che possono rendere
particolarmente difficoltosa la digestione, l'assunzione di
bevande stimolanti, quali il caffè o gli alcolici, o la
presenza di intolleranze alimentari.
Lo stress,
il nervosismo e la tensione emotiva, possono acuire
'intensità di queste contrazioni, provocando veri e propri
crampi addominali. Nella maggior parte dei casi, si tratta
di episodi passeggeri e transitori, ma se il problema
dovesse ripresentarsi con una certa frequenza, occorre
correre ai ripari.
COSA FARE
Quando il disturbo è occasionale, modificare le proprie
abitudini alimentari e ridurre i fattori stressanti, aiutano
a controllare gli attacchi acuti. Esistono svariate
alternative efficaci nel ridurre il dolore da crampi
addominali. Naturalmente, prevenire è meglio che curare: se
possibile, evitate i cibi e le bevande che scateneranno un
attacco di dolore e cercate di ridurre al minimo gli effetti
dello stress sulla digestione. Il calore, come quello di una
borsa termica,potrebbe contribuire ad aumentare la
circolazione verso l'addome e a rilassare la muscolatura
contratta. Considerato che all'origine del dolore c'è lo
spasmo della muscolatura liscia viscerale, i rimedi che
possono dare un sollievo sintomatico, quando il dolore è
occasionale, sono gli spasmolitici, ovvero quei medicinali
in grado di rilassare la muscolatura liscia delle pareti del
tubo digerente.
Gli spasmolitici agiscono interrompendo il segnale nervoso
dal cervello alla muscolatura liscia dei visceri e
prevenendo quindi io spasmo che è all'origine del dolore.
Ricordate che, in caso di forti dolori, se sono continui o
in peggioramento, se sono accompagnati da febbre o perdita
di peso, se notate sangue nelle feci o se avete una storia
familiare di malattie dell'apparato digerente, è importante
recarsi subito dal medico. Ciò è imperativo nelle cosiddette
condizioni di “addome acuto”, quando cioè compaiono altri
segni importanti in medicina come la contrattura della
parete addominale ed una dolenzia eccessiva che viene
evocata alla palpazione intestinale, oppure un vivo dolore
evocato quando, dopo aver palpato l’addome si rilascia la
mano a piatto e ciò causa un segno detto “Bumberg positivo”.
La frequenza evacuativa, ovvero
l'intervallo di tempo tra una evacuazione di feci e l'altra,
varia notevolmente da individuo a individuo: per alcuni
soggetti è normale scaricarsi 3 volte al giorno, per altri
è normale farlo 1 o 2 volte alla settimana. E' quindi
difficile stabilire quale sia il "numero magico" e, ancor di
più, definire il confine tra normalità e disturbo basandosi
solo sulla frequenza evacuativa. In generale, gli esperti
dicono che una frequenza inferiore alle 3 volte a settimana,
sia da considerare insufficiente.
Oggi, per Inquadrare la "stipsi" da un punto di vista
diagnostico, sono necessarie altre informazioni relative
alle caratteristiche dell'alvo, con particolare attenzione
alla difficoltà nell'evacuare le feci e alla loro
consistenza. In particolare, il rallentamento del transito
intestinale facilita il riassorbimento dell'acqua da parte
delle pareti del colon, disidratando il contenuto fecale.
Dunque, se le feci rimangono troppo a lungo nel lume
intestinale, diventano più dure e, dì conseguenza, più
difficili da espellere.
Se la
stitichezza è un
fenomeno occasionale, ovvero si accompagna ad esempio ad un
viaggio o ad una vacanza che introduce qualcosa di diverso
sia nelle nostre abitudini alimentari che nei nostri ritmi
quotidiani, i lassativi di contatto, possono aiutare ad
alleviare il disturbo stimolando delicatamente la motilità
del colon. Questi prodotti, presentano ii vantaggio di
lavorare durante la notte, infatti, assunti alla sera prima
di coricarsi, svolgono il loro effetto il mattino
successivo.
Se la stitichezza non è solo un problema occasionale ma ci
accompagna quotidianamente, diventa importante rivalutare
cosa c'è nel nostro comportamento che non va, e tornare a
prendersi cura del nostro intestino. Il nostro intestino può
sviluppare cattive abitudini che possono essere rieducate
con esercizi adeguati. La rieducazione intestinale (toilet
training) recita che il riconoscere lo stimolo a defecare e
non trascurarlo o rimandarlo, è i! primo passo per aiutare
l'intestino a ritrovare il suo ritmo normale.
Il rispetto del proprio corpo è un tema riportato e
sostenuto fin dalle origini della civiltà e in tutte le
culture. Custodire l'integrità delle proprie funzioni vitali
è la base di ogni altra attività sociale. L'individuo
moderno spesso dimentica l'importanza del proprio benessere
e io subordina ai doveri sodali. Riappropriarsi del proprio
benessere genera "gratificazione" e produce le energie
psicofisiche per espletare tutte le funzioni sociali al
meglio.
II primo passo per ritrovare quella "regolarità" perduta
consiste proprio nell’ottimizzare la nostra dieta. La
"dieta", in termini tecnici, non è altro che l'insieme dei
comportamenti che definiscono un "modo di vivere" confacente
alla salute.
Dunque, una buona dieta comprende, non solo un'alimentazione
corretta, ma anche una regolare attività fìsica e dei ritmi
di vita coerenti con la necessità fisiologica di riposo.
La "regolarità intestinale" è favorita da un comportamento
equilibrato nei confronti del cibo, e coerente con
l'ingestione di una giusta quantità di liquidi e di fibre.
Passare più volte in una giornata da uno stato dì sazietà ad
uno di farne non da la possibilità al nostro organismo di
tararsi su una condizione costante. Mangiare bene e ad
intervalli regolari permette di attraversare dolcemente e
senza brusche variazioni le fasi della giornata, evitando di
arrivare "affamati" ai pasti.
Analogamente, il lavoro e la
pigrizia possono privarci di molto tempo dedicabile al
movimento, ed un'attività fisica saltuaria ed intensa serve
solo a colmare il senso di colpa e a dare degli scossoni al
metabolismo poco utili a medio-lungo termine. E’
consigliabile, pertanto, dedicare regolarmente momenti della
giornata ad un'attività fisica moderata e non affaticante.
Le stesse autorità sanitarie consigliano di "muoversi" verso
la salute: un dispendio energetico dei 30% eseguendo
esercizio fisico permette di bruciare le energie alimentari
rafforzando i muscoli e i tessuti biologici Una lieve
attività fisica continuativa, può essere espletata
attraverso passeggiate di almeno 30 minuti, i'uso delle
scale al posto dell'ascensore, o evitando il classico schema
"casa-macchina-ufficio" a favore dell'uso dei mezzi
pubblici.
Allo stesso modo l'alimentazione completerà il quadro con
pasti equilibrati, frequenti e leggeri, senza togliere nulla
al gusto e ai piacere di un'alimentazione di qualità. Bere
molta acqua, fare passeggiate, non saltare i pasti, sono
buone abitudini. Imparare a migliorare significa partire dai
propri punti di forza e aggiungere ogni giorno un contributo
personale nella quantità agevole ad ognuno. Col tempo, sarà
il nostro organismo ad abituarsi alle nuove regole,
comunicando con noi attraverso risposte di piacere e
gratifica. Ricordate sempre che il rischio di brusche
deviazioni dalle abitudini è quello di stufarsi presto; al
contrario, l'applicazione costante di accorgimenti
quotidiani permette di mantenerli nel tempo, apprezzandone
così i giovamenti e vivendo il cambiamento in modo graduale
e indolore.
Tratto da: webalice.it
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COLITE
Talvolta i pazienti avvertono sintomi da infezione poi
rivelatasi essere effettivamente Cistite in concomitanza di
attacchi di COLITE, ovvero un’infiammazione
del Colon, per curare
tale problema è consigliato seguire una DIETA di
ELIMINAZIONE degli allergeni, generalmente CRUSCA, GRANO,
LATTICINI
e cibi contenenti CARRAGERINA come i prodotti a base di
latte e cioccolato, per la sua proprietà di legarsi
stabilizzando il latte, può provocare inoltre l’ulcera
nell’intestino cieco e neoplasie del colon, difetti
congeniti ed EPATOMEGALIA; assumere carboidrati complessi e
non raffinati quindi meglio consumare farine, pane e pasta
integrali, molta fibra, e pochi zuccheri e carboidrati
raffinati perchè aumentano la fermentazione dell'intestino
facilitando la crescita irregolare dei batteri.
Sono utili i
CLISTERI di SCFA (short-chain faty acid) ovvero
acidi grassi a catena breve contenenti BUTIRRATO alla
concentrazione di 80-100 mmol/l, che in uno studio hanno
dato dopo 8 settimane di terapia nel 47 % dei pazienti
remissione completa di colite ulcerosa E' Suggerita anche
un’integrazione con
minerali e
vitamine
oltre a capsule di
multibatteri ed enzimi.
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TERAPIA BIOLOGICA per il MORBO di CROHN
(AGI) - Roma - Duecento persone su centomila, negli Usa,
in Europa e in Italia, sono affetti dal Morbo di Crohn,
le cui origini sono ancora sconosciute.
"Per loro - afferma il Prof. Giovanni Gasbarrini, Direttore
dell'Istituto di Medicina Interna dell'Universita' Cattolica
del Sacro Cuore di Roma, Policlinico Gemelli - ora c'e' una
speranza concreta: la terapia biologica (Ruolo
dei Probiotici nelle intolleranze alimentari – come da
sempre insegnato e praticato dalla Medicina Naturale)
che in molti casi noi al Gemelli stiamo applicando con
risultati straordinari perche' porta alla quasi-guarigione
del Crohn.
Essa consiste nel contrastare la malattia attraverso metodi
naturali", ha proseguito l'illustre clinico. "Ad esempio,
data l'attivita' dei linfociti nell'evoluzione della
malattia, li si va a colpire evitando il coinvolgimento
degli altri organi".
La terapia biologica del Crohn non e' ancora molto diffusa e
i primi risultati italiani verranno resi noti in occasione
del Congresso Internazionale della Federazione Europea di
Medicina Interna (EFIM), che ne ha affidato la presidenza al
Prof. Gasbarrini e che si apre a Roma oggi giovedi' 8 maggio
all'Aurelia Convention Center in Via di Torre Rossa.
L'evento si svolge in collaborazione con il Congresso della
SIMI, la Societa' Italiana di Medicina Interna presieduta
dal Prof. Giuseppe Licata, che affronta temi di grande
attualita' nel sistema salute: dal mal di testa
all'ipertensione arteriosa, dal diabete al rischio
cardiovascolare.
L'annuncio di Gasbarrini sulla terapia biologica del Morbo
di Crohn e di altre malattie croniche intestinali, apre
nuove strade alla terapia e nuovi orizzonti per lo studio
dell'intestino tenue e per la comprensione delle patologie
che sono in continuo aumento nel nostro come in altri Paesi.
vedi:
Ruolo dei Probiotici
La
Leaky Gut Syndrome
I medici non ne parlano, ma molti problemi e malattie
nascono proprio a causa di un malfunzionamento
dell'intestino, generalmente causato da un cattivo stato
delle sue pareti che perdono la dovuta impermeabilità.
Questa patologia, tradotta letteralmente, significa
"sindrome da intestino che
sgocciola", ma viene comunemente tradotta come "perdita di
impermeabilità della mucosa intestinale".
Glutine e malattia
celiaca.
E allora ? Cosa possiamo fare ?
Purtroppo i lassativi, oggi largamente usati, danno solo un
beneficio momentaneo perché, a lungo termine, tendono a
danneggiare la mucosa intestinale. Per pulire l'intestino in
modo radicale si potrebbe fare qualche seduta (max 4-5) di
Idrocolonterapia.
Conclusione :
Dice un'antica massima "Bella pelle, belle budelle", e la
nostra esperienza insegna che tanti problemi di pelle,
compresi quelli che appaiono dopo qualche giorno dopo aver
iniziato le vacanza, sarebbero prontamente risolti con una
purga o un clistere.
A proposito di brufoli sulla pelle, va ricorda che, quando
il corpo cerca di scaricare dei rifiuti sulla pelle,
significa che ve ne sono troppi in circolo e i reni non ce
la fanno a smaltirli. Se cerchiamo di eliminarli con una
pomata corriamo il rischio di bloccare lo sfogo facendo in
modo che il corpo vada ad accumulare i rifiuti in qualche
organo. Ciò creerebbe i presupposti per problemi assai più
gravi.
vedi:
Idro Colon
Terapia + Sindrome dell'Intestino Permeabile
(LGS) + Acqua contaminata e colon irritabile +
Fermenti e probiotici
Molto
utile e' anche l'ARGILLA
(fango di terra argillosa) mangiata come
un "dolce" ogni giorno
od ogni 2 o 3 giorni
per un certo periodo che in genere varia
da soggetto
a soggetto, con
un minimo
di 15 giorni; alle volte e' necessario
assumerla
per periodi
piu' lunghi. Fare
attenzione che
l'argilla
puo' portare stitichezza.
L'argilla con il suo potere mineralizzante, cicatrizzante e
chelante, fornisce un ottimo ausilio a
tutti coloro che si debbono
disintossicare dalle sostanze
tossiche, aiutando la
disinfiammazione
e la
disintossicazione
dell'apparato
digerente ed il corpo intero.
MENTA PIPERITA
La sua funzione analgesica riconosciuta dalla ricerca. Aiuta
la gestione dello stress provocato dal dolore insieme a
psicoterapia e farmaci che combattono i sintomi - 21-04-2011
Il 13 aprile 2011 è stato pubblicato dalla rivista “Pain”
un lavoro di ricerca dal titolo “Un nuovo ruolo per il TRPM8″
facendo riferimento alle funzioni del recettore TRPM8 (“Transient
receptor potential cation channel subfamily M member 8″)
attivato dal
freddo e da agenti chimici di raffreddamento, come
il mentolo. - vedi:
Dottrina termica
del freddo
L’attivazione del TRPM8 procura un’analgesia della zona cui
afferiscono le terminazioni nervose ove si trova il
recettore.
Alcuni ricercatori dell’Università
di Adelaide hanno dimostrato come la menta piperita
aiuti ad alleviare la sintomatologia riferibile alla
sindrome del colon irritabile, tanto diffusa quanto poco
trattabile dal punto di vista clinico.
La menta piperita, come dice il dottor Stuart Brierley, è
comunemente prescritta dai naturopati per il trattamento del
dolore, ma a seguire un metodo empirico, in quanto non vi
era sinora, alcuna dimostrazione scientificamente adeguata
della funzione analgesica svolta dalla menta.
La ricerca dimostra che l’azione analgesica si spiega con
l’attivazione da parte di questa sostanza del canale
specifico anti-dolore TRPM8. La scoperta rappresenta un
primo importantissimo passo atto a stabilire un nuovo
protocollo terapeutico destinato alla sindrome da colon
irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome).
L’IBS risulta estremamente invalidante in quanto
caratterizzata da crampi, dolore addominale, nausea,
costipazione e/o diarrea, ed è causa di disagio e di stress
pur non provocando, fortunatamente, lesioni permanenti
all’intestino.
La terapia mira al ripristino di una
dieta corretta,
e alla gestione dello stress ricorrendo, oltre che alla
psicoterapia, a farmaci sintomatici. Per alcuni individui la
IBS può rivelarsi invalidante tanto da inquinarne la qualità
di vita, impedendo o riducendo enormemente i contatti
sociali, con tutto quello che ne può conseguire.
Lo studio ha determinato il ruolo del recettore (TRPM8)
nell’ambito del percorso neurosensoriale colico ed ora il
trattamento analgesico a base di menta piperita ha una sua
motivazione scientifica.
Note di approfondimento:
“A novel role for TRPM8 in visceral afferent function”,
Andrea M. Harrington, Patrick A. Hughes, Christopher M.
Martin, Jing Yang, Joel Castro, Nicole J. Isaacs, L. Ashley
Blackshaw and Stuart M. Brierley (Nerve-Gut Research
Laboratory, Department of Gastroenterology & Hepatology,
Hanson Institute, Royal Adelaide Hospital, Adelaide, South
Australia, Australia; Discipline of Medicine, University of
Adelaide, Adelaide, South Australia, Australia.
-
Discipline of Physiology, University of Adelaide,
Adelaide, South Australia, Australia
-
Sindrome del colon irritabile
- How Peppermint Helps to Relieve Irritable Bowel Syndrome
Transient receptor potential cation channel subfamily M
member 8
By Luisa Barbieri - Tratto da: domani.arcosis.tv
Ricordiamo
anche che le alterazioni degli
enzimi, della
flora, del
pH digestivo e della
mucosa
intestinale influenzano la salute,
non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in
qualsiasi parte dell'organismo.
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Nuovi
Probiotici contro la
malattia di
Crohn
Sono circa 100.000, in Italia, le persone affette da questa
patologia infiammatoria cronica dell'intestino
Un gruppo di ricercatori dell'Università
Pierre e Marie Curie di Parigi e dell'Istituto
Pasteur a Lille ha identificato una specie batterica che
potrebbe rappresentare la chiave di volta per la terapia
della malattia di Crohn, una patologia infiammatoria
dell'intestino, uno dei cui fattori scatenanti sembra essere
l'abnorme attivazione del sistema immunitario, che finisce
per danneggiare l'organo, e che potrebbe avere come concausa
principale uno sbilanciamento nella composizione della flora
batterica intestinale.
La malattia, che solitamente ha
un andamento cronico, con un'alternanza di periodi con
manifestazioni infiammatorie di gravità variabile con altri,
anche prolungati, di remissione - si ritiene che interessi
in Italia almeno 100.000 persone.
In studi precedenti, lo stesso
gruppo di ricercatori diretti da Philippe Langella aveva
mostrato che nei pazienti affetti dalla malattia di Crohn
si rilevava una marcata deficienza
dei batteri del gruppo
Clostridium leptum. Ora - come riferiscono in un
articolo pubblicato sui
Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) -
i ricercatori hanno potuto dimostrare che all'origine di
questa deficienza di batteri è la marcata diminuzione di uno
specifico batterio,
Faecalibacterium Prausnitzii.
In particolare i ricercatori
sono riusciti a scoprire che F. prausnitzii è il
responsabile della secrezione di sostanze biochimiche che
sono in grado di ridurre i processi infiammatori
intestinali.
Facendo riferimento ai dati
ottenuti da uno dei più vasti studi sulla malattia, hanno
inoltre scoperto che i pazienti affetti da morbo di Crohn
sottoposti in passato a interventi chirurgici sull'intestino
avevano maggiori probabilità di incorrere in ricadute della
malattia se avevano livelli di F. Prausnitzii inferiori al
normale.
I risultati sono stati poi
controllati in una serie di esperimenti eseguiti in vitro,
nei quali hanno potuto evidenziare come il liquido di
coltura in cui erano state fatte crescere colture di F.
Prausnitzii era in grado di esercitare un effetto
antinfiammatorio sugli animali da esperimento.
Se gli esperimenti verranno
confermati, la scoperta potrebbe portare a un nuovo
trattamento terapeutico dei pazienti attraverso la
somministrazione di probiotici a base di F. Prausnitzii. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: come volevasi
dimostrare ! la
Medicina Naturale ha da sempre indicato nelle
malattie dell'intestino, come causa fisiologica, alterazione
del pH
digestivo, flora
batterica autoctona, irritazione della mucosa
della parete intestinale e riduzione della dimensione dei
villi, con conseguente
malassorbimento
e quindi
malnutrizione..
ROSMARINO (Rosmarinus officinalis Labiata) Foglie e
Fiori:
-
Arbusto legnoso, sempreverde, originario del bacino del
Mediterraneo.
Il nome latino è Ros Marinus, che sembrerebbe
significare “rosa o rugiada del mare”; in realtà deriva dal
greco, dai termini Rhops, che significa “arbusto” e
Myrinos, che significa “aromatico.
Il rosmarino fiorisce da
Marzo ad Ottobre, è largamente diffuso anche allo stato
spontaneo. Diffuso come pianta da bordura o siepe, e
normalmente diffuso come pianta aromatica. Si usano le
foglie, raccolte in piena estate e facendole essiccare
rapidamente all'ombra. Si prediligono i rametti giovani, non
ancora lignificati. Si conservano poi in vasi di vetro.
Utile in: Astenie, epatismo, ittero, cirrosi, litiasi biliare, aumenta la
secrezione biliare, stimolante generale anche surrenalico, balsamico ed attivo per le vie
respiratorie, contro la tosse, raffreddore, influenza, bronchiti, disturbi della
menopausa, regolatore del flusso mestruale, antisettico polmonare, antigotta, diuretico,
combatte lanemia, stimola la circolazione sanguigna e la regolarizza, stimola la
crescita dei bambini ed è utilizzato contro la stanchezza mentale e nei casi di
sovraffaticamento, dolori gastrici, affezioni del sistema nervoso, vertigini, disturbi
cardiaci.
Uso esterno: Scottature, piaghe, perdite bianche vaginali, scabbia.
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Con
MENTA e con l'ANETO GUARISCE il COLON IRRITATO
Patologia di difficile trattamento terapeutico
Secondo alcune recenti indagini la malattia più diffusa tra
gli italiani sarebbe la sindrome del colon irritato,
patologia di difficile trattamento terapeutico, che è
influenzata sia dall'alimentazione, sia dalla personalità
psichica, dall'ansia e dallo stress. Dolore o senso di
pesantezza addominale, alternanza di diarrea o stipsi,
meteorismo sono i principali sintomi del colon irritabile
(ove nessun esame clinico consente di far diagnosi) che
incide notevolmente sulla qualità della vita della persona
che ne soffre. Tra i numerosi rimedi sintomatici per la cura
del colon irritato, menta piperita, tiglio, finocchio,
anice, aneto, altea, melissa, achillea, camomilla,
rappresentano alcune delle piante medicinali che vengono
maggiormente utilizzate.
Con uno studio clinico di qualche anno fa, compiuto da
alcuni ricercatori di Taiwan, su 110 persone affette da
sindrome del colon irritabile, si dimostrò come la
somministrazione di un preparato contenente olio essenziale
di menta si aveva una significativa riduzione della
sintomatologia, solamente due persone sospesero il
trattamento per effetti collaterali; vennero anche eseguiti
test di funzionalità epatica che non mostrarono
significative variazioni.
La menta (si usano le foglie e l'intera pianta) viene
solitamente adoperata, oltre che nel trattamento di diverse
patologie dell'apparato digerente, anche come antisettico e
analgesico, ed è soprattutto all'olio essenziale (il cui
contenuto varia con la provenienza della pianta) che vengono
attribuite le principali attività terapeutiche, compresa
quella antispastica. Bisogna però considerare anche la
presenza di altri componenti chimici, quali ad esempio i
flavonoidi e i triterpeni, dotati di importanti attività
farmacologiche.
La menta può essere adoperata in infuso, decotto, tintura
alcolica ad un dosaggio standard di 12 grammi per 350 cc
d'acqua per dieci minuti di infusione o in 400 cc per 5
minuti di ebollizione.
vedi ** NdR, in questa pagina
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Una spezia la
Curcuma, contro il
Cancro del colon -
11/5/2008
Intere regioni della Cina e
dell'India non conoscono il cancro del colon. Il segreto è
nell'alimentazione e in particolare in una spezie: la
Curcuma al cui
interno ci sono circa 150 sostanze che hanno un effetto di
prevenzione sui tumori dell'intestino.
La notizia è stata resa nota dal Prof. Enrico Roda
dell'Università di Bologna alla chiusura del VII Congresso
Internazionale di Medicina Interna svoltosi a Roma. Non a
caso in oriente la “curcuma” sta andando a ruba e il suo
prezzo sul mercato è aumentato. In Europa il consumo di
Curcuma è ancora basso ma la notizia si sta diffondendo.
Sempre parlando dei così detti cibi funzionali il Prof. Roda
ha ricordato come gli alimenti ricchi di steroli vegetali
come la
frutta, verdura e le
noci,
mandorle, pistacchi e
legumi, abbassano il
colesterolo
nel sangue, prevenendo cosi' l'arteriosclerosi.
In questa direzione si stanno orientando non soltanto i
nutrizionisti italiani ma anche i medici internisti cui
spetta spesso suggerire diete o nuove abitudini alimentari.
Tratto in sintesi, da: napoli.com
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Intestino: Lo
specchio dell’anima - vedi
Iridologia
Dare sfogo ai sentimenti fa bene al cuore, alla
testa e all’intestino Anche per la medicina
tradizionale, la sindrome dell’intestino
irritabile (chiamamola colite per semplificare,
anche se il termine non è del tutto corretto) è
una “malattia non malattia”: le sue cause
organiche sono sconosciute. E’ però vero che i
fattori emozionali possono scatenarne i sintomi
tipici come stipsi, diarrea, gonfiore, dolore
insopportabile alla pancia. Perchè? Perchè le
funzioni intestinali e i malesseri connessi sono
spesso direttamente legati a come ci sentiamo.
Tanto che in molti concordano nel considerare la
colite un chiaro esempio di malattia
psicosomatica. E qui, la vita di coppia la fa da
padrona. Le crisi amorose, ad esempio, creano
una sofferenza della psiche e, se non ci sono
altre valvole di sfogo, il corpo diventa il
mezzo per far emergere i disagi emotivi: è come
se si facesse carico di tradurre “in concreto”
l’insoddisfazione interiore e lanciasse il
suo S.O.S attraverso il malessere fisico.
In questa chiave di lettura, alcune forme
diarroiche o di stipsi avrebbero delle
motivazioni di carattere psicologico.
vedi:
Conflitti Spirituali
Secondo alcune autorevoli teorie, la defecazione
può essere influenzata da conflitti inconsci
legati al dare, al trattenere, al negare, al
rifiutarsi. In sintesi possiamo dire che nella
costipazione “è trattenuto” qualcosa che nella
diarrea è invece “espulso violentemente”.
Se la nostra colite è a impronta prevalentemente
stitica, è probabile che ci siamo stancati di
dare amore senza riceverne: cosi come le feci
sono trattenute, così anche l’affettività è
bloccata. In sostanza, facciamo fatica a donare
affetto (ma anche cose materiali), ad
abbandonarci, a farci coinvolgere dalle
situazioni. Teniamo tutto dentro di noi, abbiamo
un eccessivo attaccamento al passato, a
relazioni finite, ricordi, oggetti e vecchie
abitudini: tutto questo diventa ingombrante e
tossico, proprio come le feci accumulate
nell’intestino. Se, invece, improvvisamente
diventiamo preda della diarrea, potrebbe essere
che abbiamo bisogno di esprimere tutta la nostra
affettività o eliminare compulsivamente pensieri
o fantasie trasgressive, che viviamo come
sporche anche se non lo sono affatto.
Alla luce di tutto questo, l’insegnamento è che
dobbiamo imparare ad assecondare l’istinto, a
seguire le nostre inclinazioni anche nelle
piccole cose, ad esprimere le nostre emozioni
senza paura del giudizio degli altri e a
liberarci di ciò che non serve più (o magari di
un partner che non ci fa stare bene).
E poi è sempre meglio non condannarci a
reprimere a ogni costo i pensieri impuri:
qualche volta lasciamoci andare a un linguaggio
disinvolto o a un comportamento trasgressivo con
il nostro partner, anche per il bene
dell’intestino !
Tratto da: farmasalute.it
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MORBO di
CROHN
La
Malattia di Crohn è una malattia infiammatoria
osservata a vari livelli dell'apparato digerente
che colpisce il più delle volte la porzione
terminale dell'intestino tenue, l'intestino
crasso (colon) e la regione anale la cui causa
resta sconosciuta.
Si tratta di una malattia relativamente
frequente (ne sono affetti circa 100000
italiani, 40000 francesi e 2000000 d'americani)
con un aumento dei cas negli ultimi anni.
È una malattia, di solito, cronica con
un'alternanza di periodi con manifestazioni
infiammatorie di gravità variabile con altri di
remissione, talvolta prolungati.
È una malattia ancora misteriosa per quanto
riguarda la sua (o le sue) causa, ma che i
medici conoscono sempre meglio grazie
all'accumulo di informazioni provenienti dalle
ricerche in corso in tutto il mondo.
È una malattia, infine, che i malati devono
imparare a conoscere affinché la relazione tra
malati, malattia e medico trovino il loro giusto
equilibrio. Un paziente, spesso giovane ed in
età scolastica al momento della diagnosi, deve
potere, come un diabetico, adattare
all'occorrenza la sua vita sociale e
professionale con la sua malattia, partecipare
alla decisione dei trattamenti ed aderirvi
attivamente in seguito.
Scoperto
gene che aumenta rischi morbo di Crohn
Roma, 9 Gen. 2009 (Adnkronos Salute) – E' la
variazione di un gene a renderci più vulnerabili
nei confronti del morbo di Crohn, patologia
infiammatoria cronica che colpisce l'apparato
digerente con sintomi diversi: dolore
addominale, febbre, perdita di peso. A scoprirlo
sono stati gli esperti canadesi del Research
Institute del
McGill University Health Center e del
McGill University and Menome Quebec Innovation
Center, che riportano i risultati delle
loro osservazioni sulla rivista scientifica "Nature
Genetics", ricordando che in Nord America
sono fra 400 e 600 mila i malati. In Italia il
morbo di Crohn colpisce circa 100 mila persone.
Anche se la causa esatta della malattia non è
ancora stata chiarita dagli studiosi, è ormai
noto che alla base ci siano fattori ambientali
ed ereditari.
La proteina individuata dagli scienziati
canadesi come 'chiave' della patogenesi,
chiamata NLRP3 o criopirina, è un sensore di
batteri intracellulari che gioca un ruolo di
primo piano nella messa in moto della risposta
immunitaria da parte dell'organismo. In alcuni
pazienti, ipotizzano gli studiosi, questo gene è
difettoso e non riconosce a dovere la presenza
di microrganismi dannosi a livello
dell'intestino, aprendo le porte al morbo di
Crohn. "Quando il sistema di difesa del tratto
digestivo è insufficiente - spiega Alexandra
Villani, che ha guidato l'indagine - c'è
un'infiltrazione di batteri nelle pareti
intestinali. Normalmente l'organismo tenta di
ripetere l'attacco, ma questo sforzo non è
sufficiente e porta peraltro a un circolo
vizioso di infiammazione cronica, cioè al morbo
di Crohn". Il gene individuato regola inoltre la
febbre, uno dei primi meccanismi di difesa del
corpo contro i batteri, "dunque variazioni
genetiche a livello del NLRP3 causano anche la
sindrome ereditaria di febbre periodica",
aggiunge l'esperta.
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Una proteina
cruciale per le malattie
infiammatorie
dell'intestino
La proteina IL-18 consente ai topi di
mantenere il colon in salute innescando la
produzione di cellule epiteliali per compensare
quelle danneggiate o distrutte dalla colite
Una proteina codificata da un gene già associato
a numerosi
disturbi di natura infiammatoria
svolge un ruolo cruciale nel proteggere
l’intestino dalla colite: è quanto hanno
scoperto i ricercatori del St. Jude Children's
Research Hospital.
Com’è noto, colite è un termine
generico che indica un’infiammazione della mucosa
dell’intestino che può assumere varie forme, acute o
croniche, di varia gravità e con diversa origine.
L’immunologia si occupa di quelle forme, come la colite
ulcerosa o il morbo di Crohn, caratterizzate da un danno
permanente ai tessuti dell’intestino dovuto a diversi
meccanismi autoinfiammatori, in cui il sistema immunitario
aggredisce i tessuti dello stesso organismo.
Secondo quanto riportato
sull’ultimo numero della rivista Immunity, i ricercatori
hanno dimostrato che in un modello murino della colite, la
proteina Nlrp3 agisce ancorando un grande complesso
multiproteico denominato inflammasoma Nlrp3 dove viene
prodotta la proteina messaggera interleuchina 18 (IL-18).
Quest’ultima appartiene a una famiglia di molecole note come
citochine implicate nella risposta immunitaria
dell’organismo.
Secondo i risultati della ricerca, la IL-18 prodotta dall’inflassosoma
Nlrp3 consente ai topi di mantenere il colon in salute
innescando la produzione di un maggior numero di cellule
epiteliali per compensare quelle danneggiate o distrutte
dalla colite.
"Questo lavoro fornisce la base per un più efficace
trattamento della patologia”, ha commentato Devi Kanneganti,
del dipartimento di Immunologia del St. Jude e autore senior
dell’articolo, sottolineando anche come sia stato
individuato in particolare lo specifico cammino attivato per
la produzione di IL-18 dalle cellule epiteliali che
rivestono il colon. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it
Commento NdR: Una delle caratteristiche dei danni
che producono i
Vaccini (prodotti
da
Big Pharma) e' proprio quella di
alterare a livello cellulare
la sintesi e la specializzazione delle proteine, quindi
nulla di strano se dopo una vaccinazione, cio'
avvenga ed il
vaccinato
si trovi con degli
stati
infiammatori - vedi
infiammazione -
che partendo dall'intestino
si distribuiscono nell'organismo a seconda del tipo di
terreno tissutale in
acidosi o meno.
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