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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


COLON IRRITABILE
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
 

COLON IRRITABILE
"Metà delle persone, che dicono di essere in buona salute, portano continuamente con sé, fin dall'infanzia, parecchi chili di sostanze mai eliminate. Una buona evacuazione al giorno non ha alcun significato", questo e' cio' che afferma il Prof. Arnold Ehret, in The mucusless diet. -
vedi:
Intestino  +  Intestino motore del corpo + Mega Colon  + Micotossine + Micotossine e permeabilita' intestinale PDF + Sindrome dell'Intestino Permeabile (LGS)+ Malattie Gastrointestinali + Malassorbimento e malnutrizione + Colon Irritabile + Mega Colon + Putrefazione intestinale  + DIGESTIONE + Intestino, la forza del e nell'Intestino +  Feci e Fermenti + Batteri autoctoni + Dove localizzare la mente ? - Stati d'ansia ed Intestino + Intestino permeabile +  Intestino motore del corpo + COPROTERAPIA (assunzione di feci selezionate)  

Quando si pensa alla farina di frumento viene spontaneo un ringraziamento, pensando che con essa si è sfamata l'umanità dagli albori del tempo.
Dobbiamo però precisare che la farina usata nei tempi passati era integrale, e le massaie che hanno provato ad impastare la pasta del pane, sanno bene quanto sia difficile da usare se non mescolata con della normale farina bianca.

La farina bianca, infatti, presenta purtroppo un grande inconveniente, tanto pericoloso quanto sconosciuto: è collosa, per il glutine che contiene, specie la farina derivante dal grano chiamato "Creso" !.
Questo fatto lo si riscontra facendo cuocere acqua e farina bianca a fuoco lento, ne sortisce una colla tanto buona che serve ancor oggi per rilegare il libri antichi.
"Ed allora ?, chiederà qualcuno, cosa centra tutto ciò con la buona salute ?".
Centra, e molto, perché con il passare degli anni i cibi contenenti farina bianca, lasciano una patina sulle pareti dell'intestino, specialmente sulla parte finale, detto intestino crasso o colon. Questa patina, giorno dopo giorno, può diventare tanto spessa che nello spazio centrale (detto "lume") riesce a passare a stento una matita.

Una delle maggiori cause dei problemi intestinali, specialmente del colon, va ricercata nella patina di cui sopra che, nel corso degli anni, diventa una vera e propria incrostazione, che, sono le parole del dr. Jensen, assomiglia ai pneumatici delle automobili.
È ovvio che tali incrostazioni non sono le uniche responsabili, ad esse si devono aggiungere: il poco movimento, l'inquinamento ambientale, l'uso di medicinali non naturali ed anche un'alimentazione sbilanciata, assai ricca di zuccheri, di alimenti raffinati e additivi chimici che, nel contempo, risulta povera di elementi importanti, come fibre, vitamine e sali minerali.

Tutto questo, a cui si dove aggiungere lo stress, determina un'alterazione delle pareti intestinali, provocando una contrazione eccessiva o insufficiente. Questa condizione, non solo causa un accumulo di scorie e l'aumento delle incrostazioni fecali descritte in precedenza, ma può influenzare la flora batterica, rallentando i processi biologici propri dell'intestino.

Danni causati da questa situazione :
La SII (Sindrome da Intestino Irritabile)
viene anche chiamata IBS (Irritable Bowel Syndrome). Si tratta di una patologia che mette l'intestino in condizioni di "spremere" il cibo digerito in modo troppo debole o troppo forte, facendo così in modo che il transito del medesimo sia troppo lento o troppo veloce.

** (NdR: quello che occorre aggiungere e' che la malattia del colon irritabile, nasce principalmente da:
1 - errori alimentari + acque contaminate + + utilizzo di farmaci e VACCINI
2 - stress cronico anche dovuto a NON soluzione dei Conflitti Spirituali
3 - alterazione del pH digestivo, con instaurazione di acidosi cellulare - metabolica
4 - alterazione della flora batterica, sopra tutto nell'intestino tenue
3 - irritazione della mucosa intestinale....nel tempo = morbo di Crohn  oppure cancro al colon
Soluzione
: riordino dei punti 1 + 2 + 3 = aggiunta alla propria alimentazione degli integratori (Fermenti Probiotici) in capsule "gastroresistenti" a base di sali basici per il riordino del pH digestivo: Bicarbonato di Potassio e/o di Sodio  +  Magnesio Stereato +  Acido Stearico, oltre al riordino della Flora batterica intestinale da  1 o 2 capsule 2 volte al di' prima o dopo i pasti) - e' molto importante aiutare il riordino con Cataplasmi di fango (argilla) fredda sul ventre per 45 notti, in quanto
le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

vedi: Dottrina Termica  +  Batteri Autoctoni

Fig. 1 - Colon e relativi depositi di scorie

Alterazioni cerebrali nella sindrome del colon irritabile - Un cambiamento di prospettiva
I cambiamenti più rilevanti sono a carico dell'insula posteriore e del grigio acqueduttale, aree preposte alla gestione del dolore

La sindrome del colon irritabile non è una patologia meramente funzionale, ma ha una base organica, legata a cambiamenti strutturali a livello cerebrale che la apparentano con altre patologie del dolore come la nevralgia del trigemino o l'emicrania.
La scoperta, fatta da ricercatori dell'Università della California a Los Angeles e della McGill University è pubblicata sulla rivista Gastroenterology.
La scoperta mostra che la sindrome del colon irritabile è associata a diminuzioni e aumenti della densità in aree chiave del cervello coinvolte nell'attenzione, nella regolazione delle emozione, nell'inibizione del dolore e nell'elaborazione delle informazioni viscerali. Attualmente la sindrome del colon irritabile viene considerata una patologia funzionale del tratto digestivo dato che i tentativi di identificare alterazioni strutturali o biochimiche all'origine della patologia hanno avuto scarsi risultati.
"La scoperta di cambiamenti cerebrali strutturali, che siano primari o secondari ai sintomi gastrointestinali, dimostra una componente 'organica' della sindrome, e suffraga l'idea di un disturbo cerebro-intestinale", ha osservato Emeran Mayer, che ha diretto lo studio. "La scoperta demolisce anche l'idea che i sintomi della sindrome del colon irritabile non siano 'reali' ma 'solamente psicologici', e ci dà una migliore comprensione della malattia."

I ricercatori hanno individuato cambiamenti in aree del cervello coinvolte nelle funzioni cognitive e valutative, compresa la corteccia prefrontale e parietale posteriore, ma soprattutto nell'insula posteriore: "i cambiamenti nell'insula posteriore sono particolarmente interessanti perché hanno un ruolo centrale nell'amplificazione del dolore", ha osservato David A. Seminowicz, coautore dello studio. "Questa differenza ha un ruolo significativo nell'aumento dei segnali dolorifici che dall'intestino raggiungono il cervello."
Una condizione complicata dal fatto che si riscontra una modificazione anche a livello della regione periacqueduttale, che dovrebbe gestire la soppressione del dolore. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: quello che non comprendono questi ricercatori e' che questo meccanismo, investe anche OGNI tipo di malattia....perche' la malattia e' sempre psicosomatica e somatopsichica !

Parametri del Colon:
http://books.google.it/books?id=kbpTpfeL9LEC&pg=PA2228&dq=manuale+chirurgia+fegiz+megacolon+8+
cm&hl=it&ei=390hTsmALIi58gOcwb2yAw&sa=X&oi=book_result&ct=result&resnum=1&ved=0CC4Q6AEwAA#v=onepage&q&f=false


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Crampi addominali  - Crampi addominali dolorosi - Intestino irritabile e/o permeabile
Hai mai avuto dei crampi addominali dolorosi ? Non è un disturbo raro, visto che almeno una persona su quattro soffre almeno una volta nella vita di disturbi addominali. Il tratto gastro-intestinale può perdere il suo equilibrio in seguito a diversi fattori. I disturbi addominali possono essere molto variabili e ciascuna persona colpita soffre in maniera del tutto personale. Spesso compaiono sintomi quali crampi addominali, che vengono di solito percepiti come dolori addominali. Inoltre, spesso compaiono altre manifestazioni collaterali, quali diarrea, stipsi o meteorismo.
I crampi addominali dolorosi sono dovuti per lo più a un’alimentazione non adeguata, a un’intolleranza alimentare, allo stress e alla frenesia quotidiana o persino a carichi psichici. A volte, sono però presenti di base anche malattie gravi.  L’origine dei disturbi addominali crampiformi non va sempre cercata nel tratto gastro-intestinale. Questi disturbi possono essere scatenati anche da altri organi.

Tutti conoscono i dolori addominali. Spesso durano solo poche ore, ma a volte anche più a lungo.
Che cosa succede nel tratto gastro-intestinale quando compaiono crampi addominali dolorosi ?
La muscolatura si contrae quindi, compaiono dolori addominali crampiformi. Alcune persone soffrono due o tre volte al mese di crampi dolorosi. Altre ne soffrono solo ogni tanto, in presenza di malessere addominale. Ma indipendentemente dalla frequenza con cui compaiono, queste manifestazioni compromettono la qualità della vita. Tutti coloro che hanno già sofferto di crampi addominali sanno quanto questi possano essere spiacevoli.
Nel caso di disturbi addominali ricorrenti per i quali il medico non riesce a trovare alcuna causa organica, si tratta di cosiddetti disturbi addominali funzionali.
Tra questi, la malattia più comune è la sindrome dell’intestino irritabile (IBS).
Tra le cause esterne al tratto gastro-intestinale dei dolori addominali crampiformi, la più comune è rappresentata dalle mestruazioni

Soffre di tanto in tanto di dolori e crampi addominali associati a irregolarità delle abitudini intestinali, quali diarrea o stipsi ? Chi soffre da almeno 3 mesi o più di questi disturbi, ha probabilmente un "colon irritabile", patologia denominata anche "sindrome dell’intestino irritabile". I sintomi possono anche essere poco pronunciati e comparire a distanza di lunghi intervalli di tempo.

Le donne soffrono della sindrome dell’intestino irritabile (IBS) con una frequenza all’incirca doppia rispetto agli uomini. Questo fatto è dovuto da un lato all’influenza degli ormoni sessuali femminili sui sintomi intestinali, dall’altro alla maggiore frequenza con la quale le donne si rivolgono al medico e, quindi, ad una formulazione della diagnosi più frequente nel sesso femminile. Di solito, i primi sintomi compaiono a un’età compresa fra i 20 e i 40 anni. Il 90% delle persone colpite ha un’età inferiore ai 50 anni e una persona su due ha persino meno di 35 anni.

In molti casi si tratta di disturbi lievi, senza effettivo significato patologico. Alcune persone, però, soffrono di forti disturbi cronici, che riducono sensibilmente la qualità della vita.

Check IBS, con l’aiuto del quale è possibile stabilire se si è affetti da sindrome dell’intestino irritabile. Questo metodo può dare delle indicazioni, ma non può sostituire in alcun modo la diagnosi di un medico. La diagnosi di IBS può essere posta solo dopo aver escluso tutte le altre possibili cause. Prima di tutto, si svolge un approfondito colloquio con il medico (anamnesi). Successivamente, vengono condotte delle indagini mediche per escludere definitivamente altre malattie. Queste indagini possono comprendere, tra l’altro, esami di laboratorio, test sulle feci, ecografia, endoscopia dello stomaco e dell’intestino e un test allergico.

Se risponde a diverse di queste domande con un "sì", è possibile che soffra di una sindrome dell’intestino irritabile. Chieda consiglio al Suo medico.
- Soffre di dolori addominali crampiformi o di disturbi addominali ?
- I disturbi sono comparsi per la prima volta almeno 6 mesi fa ?
- I disturbi si sono manifestati negli ultimi 3 mesi in almeno 3 giorni al mese ?
- Nella maggior parte dei casi, i disturbi migliorano dopo l’evacuazione
Contemporaneamente, compare anche un cambiamento delle abitudini intestinali e/o della consistenza delle feci ? (diarrea, stipsi) ?
Tratto da: buscopan.ch

Alle volte l'intestino puo' essere parassitato da microorganismi che lo possono colonizzare, tipo ad esempio l'ameba:
La maggior parte delle persone infette è asintomatica, ma cronicamente emette cisti con le feci.
I sintomi che si presentano con l'invasione tissutale includono diarrea intermittente e costipazione, flatulenza e dolori addominali crampiformi. Può esserci una dolorabilità su fegato e colon ascendente e le feci possono contenere muco e sangue.


Consiglio della Medicina Naturale:
O
gni mattina bere a digiuno 1 bicchiere di acqua tiepida + 1 cucchiaino di miele e nel pomeriggio mangiare 3 prugne secche oppure 3 fichi secchi (non di più) .+ la mela ...
Cercare di andare regolarmente in bagno e non avrete avuto più quei dolori atroci all'intestino ...
Non dimenticate di bere un'infusione di finocchio ogni giorno 1 litro (senza aggiungere zucchero o limone, tiepido o fresco)
Questa cura puo' valere anche per i bambini, naturalmente adeguata al piccolo.


Fangoterapia (voce cataplasmi)
I fanghi di argilla curativa rappresentano uno dei tesori più grandi dell'umanità.
Si puo' bere ed usare sul ventre di giorno e di notte lontano dai pasti.
L'efficacia dei fanghi di terra curativa per la salute e la bellezza del corpo umano è nota fin dall'antichità. In tempi recenti questo rimedio naturale è stato riscoperto ed ora è apprezzato da molte persone.


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NUOVI sintomi, che i medici impreparati della medicina ufficiale chiamano impropriamente malattie...
(ANSA) – Viareggio,Lucca, 1 Ott. 2011 
Ha tanti sintomi in comune con la celiachia, ma e' una patologia a se' stante (NdR: NON e' vero, la malattia e' sempre la stessa ed e' unica).
Si chiama ''glutensensitivity'' ed e' una malattia di cui si e' parlato questa mattina al Festival della Salute in corso a Viareggio, durante un convegno dedicato alla celiachia e al quale ha preso parte Antonio Calabro', uno dei massimi esperti in materia, responsabile del Centro Regionale di riferimento per la celiachia dell'adulto dell'Aou Careggi di Firenze.
''Esistono vari modi attraverso i quali il glutine puo' creare problemi: c'e' chi avverte i suoi aspetti tossici anche senza essere celiaco - ha spiegato il professor Calabro' - e cioe' anche senza avere una risposta immunitaria a questa sostanza, non avendo i geni presenti invece nei celiaci, per i quali la patogenesi e' di tipo autoimmune''. Molti sintomi sono in comune con quelli della celiachia (e del colon irritabile, con cui spesso la sensibilita' al glutine viene confusa): gonfiore addominale, problemi intestinali, ma anche cefalee, problemi ostetrico-ginecologici (come la difficolta' ad avere bambini, per le donne), malattie reumatiche.
''Si stima che i celiaci - ha aggiunto Calabro' - siano l'1 per cento della popolazione, e noi siamo convinti che la sensibilita' al glutine sia diffusa almeno 5-6 volte di piu'. E dunque stimiamo che in Italia ci possano essere 3 milioni di ammalati di questa patologia''. Il professor Calabro' e la sua equipe, a Careggi, stanno mettendo a punto un metodo per diagnosticarla: si tratta di ''un'impronta metabolica'', ovvero di un metodo basato su esami del sangue, delle urine e sulla risonanza magnetica che - un po' come avviene con le impronte digitali - consentira', una volta validato, di identificare in modo univoco questa malattia.

Commento NdR: la celiachia cosi' come tutti questi sintomi e' generata al 99% dai vaccini !

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Le coliche addominali
A volte è difficile trovare le parole giuste per spiegare cosa si prova durante un at­tacco di mal di pancia acuto. Arriva in genere senza preavviso e, una volta che c'è, non ci consente di concentrarci su nulla, salvo che sul dolore. Chi ne soffre non ama parlarne e spesso pensa di essere l'unico ad avere questo problema.
Eppure, una persona su quattro soffre di mai di pancia e disagio addominale associato a crampi; quel fastidioso "nodo all'intestino", che compare anche due o tre volte alla settimana, limitando le normali attività quotidiane e sodali e influenzando in maniera negativa la qualità della nostra vita. Per capire di cosa stiamo parlando dobbiamo interpretare il dolore come un "messaggio" che il nostro corpo ci sta inviando per comunicarci che qualcosa nel nostro intestino non funziona al meglio o che si sono create condizioni che lo "irritano" in modo particolare. In pratica occorre precisare che le “coliche” addominali sono in realtà dei segnali che il cervello percepisce come dolore a crampi, ma che in realtà dipendono da movimenti violenti del colon, in generale, con l’intento di spingere masse di feci o boli gassosi intestinali, difficili da emettere.
Sono in sostanza delle contrazioni spasmodiche dell’intestino, specie del colon. Talora le coliche si associano a stitichezza, per cui risolvendo i problemi dell’alvo si risolvono le coliche. Altre volte l’alvo è tendenzialmente diarroico e le scariche di feci sono numerose nell’arco della giornata. In questi casi dobbiamo pensare anche a malattie infiammatorie intestinali, come la retto colite ulcerosa o il morbo di Crohn.

Se invece parliamo di sindrome del colon irritabile…
E’ come avere una "sensazione viscerale o di pancia" o avere "strani movimenti nello stomaco", espressioni colloquiali molto usate, che suggeriscono l'esistenza di un collegamento tra le sensazioni, ovvero tra quello che sente la nostra mente, e gli organi dige­stivi; come se ci fosse una sorta di correlazione tra disturbo "emozionale" e disturbo "viscerale". In realtà, tra cervello e apparato digerente esistono rapporti molto stretti e il funzionamento di quest'ultimo, rispetto ad altri sistemi, è fortemente influenzato dalle modificazioni che avvengono nel cervello durante uno stimolo intenso di tipo emotivo. Negli ultimi anni si è assistito all'affascinante scoperta che alcune sostanze chimiche presenti nel tratto gastro-intestinale che hanno il compito di regolare la funzionalità del nostro apparato digerente, sono anche presenti nel cervello con funzioni che regolano il nostro comportamento e le nostre emozioni. Una con­ferma di questi legami viene anche dall'osservazione di una comune origine embrionale del sistema nervoso e dell'apparato digerente. Gli organi addominali sono dunque molto sensibili alle sollecitazioni interne ed esterne e, ad oggi, possiamo affermare cori certezza che esiste un'immediata reattività dei tubo digerente a forti emozioni e ad ogni tipo di impulso stressorio in generale. In termini di struttura e funzione le cellule del 'apparato digerente sono così simili alle cellule del cervello, che le persone a volte parlano di "cervello viscerale".
Dunque, come si comporta questo secondo cervello ?
Questo delicato sistema di fibre nervose presenti nella parete del tubo gastro-enterico è un centro di con­trollo molto sofisticato, in grado di distinguere tra sostanze nocive e benefiche e, se qualcosa non va, è capace di gestire autonomamente la trasmissione delle sue "sensazioni" ad un livello superiore, prima ancora che noi diventiamo consapevoli dell'esistenza del problema.
Durante il normale processo digestivo la muscolatura liscia delle pareti del tratto gastrointestinale si contrae in modo ritmico e ondulatorio; questo movimento si chiama peristalsi. Si tratta di un movimento di tipo autonomo che fa avanzare il cibo ingerito lungo il tratto digestivo e normalmente non viene avvertito. Quando il sistema digestivo è sovraccaricato o disturbato, o in presenza di stimoli irritativi, le fibre nervose intestinali e il cervello lavorano insieme per proteggerlo e, nel tentativo dì arginare il problema, reagiscono producendo uno spasmo, ovvero una contrazione esagerata della muscolatura liscia della parete del viscere che noi avvertiamo come un dolore addominale crampiforme. Dolore e malessere addominali possono essere scatenati o aggravati da una serie di fattori, fra cui uno stile di vita frenetico, pasti frettolosi o troppo abbondanti che possono rendere particolarmente difficoltosa la digestione, l'assunzione di bevande stimolanti, quali il caffè o gli alcolici, o la presenza di intolleranze alimentari.
Lo stress, il nervosismo e la tensione emotiva, possono acuire 'intensità di queste contrazioni, provocando veri e propri crampi addominali. Nella maggior parte dei casi, si tratta di episodi passeggeri e transitori, ma se il pro­blema dovesse ripresentarsi con una certa frequenza, occorre correre ai ripari.

COSA FARE
Quando il disturbo è occasionale, modificare le proprie abitudini alimentari e ridurre i fattori stressanti, aiutano a controllare gli attacchi acuti. Esistono svariate alternative efficaci nel ridurre il dolore da crampi addominali. Naturalmente, prevenire è meglio che curare: se possibile, evitate i cibi e le bevande che scateneranno un attacco di dolore e cercate di ridurre al minimo gli effetti dello stress sulla digestione. Il calore, come quello di una borsa termica,potrebbe contribuire ad aumentare la circolazione verso l'addome e a rilassare la muscolatura contratta. Considerato che all'origine del dolore c'è lo spasmo della muscolatura liscia viscerale, i rimedi che possono dare un sollievo sintomatico, quando il dolore è occasionale, sono gli spasmolitici, ovvero quei medicinali in grado di rilassare la muscolatura liscia delle pareti del tubo digerente. 
Gli spasmolitici agiscono interrompendo il segnale nervoso dal cervello alla muscolatura liscia dei visceri e prevenendo quindi io spasmo che è all'origine del dolore. Ricordate che, in caso di forti dolori, se sono continui o in peggioramento, se sono accompagnati da febbre o perdita di peso, se notate sangue nelle feci o se avete una storia familiare di malattie dell'apparato digerente, è importante recarsi subito dal medico. Ciò è imperativo nelle cosiddette condizioni di “addome acuto”, quando cioè compaiono altri segni importanti in medicina come la contrattura della parete addominale ed una dolenzia eccessiva che viene evocata alla palpazione intestinale, oppure un vivo dolore evocato quando, dopo aver palpato l’addome si rilascia la mano a piatto e ciò causa un segno detto “Bumberg positivo”.

La frequenza evacuativa, ovvero l'intervallo di tempo tra una evacuazione di feci e l'altra, varia notevolmente da individuo a individuo: per alcuni soggetti è nor­male scaricarsi 3 volte al giorno, per altri è normale farlo 1 o 2 volte alla settimana. E' quindi difficile stabilire quale sia il "numero magico" e, ancor di più, definire il confine tra normalità e disturbo basandosi solo sulla frequenza evacuativa. In ge­nerale, gli esperti dicono che una frequenza inferiore alle 3 volte a settimana, sia da considerare insufficiente.
Oggi, per Inquadrare la "stipsi" da un punto di vista diagnostico, sono necessarie altre informazioni relative alle caratteristiche dell'alvo, con particolare attenzione alla difficoltà nell'evacuare le feci e alla loro consistenza. In particolare, il rallentamento del transito intestinale facilita il riassorbimento dell'acqua da parte delle pareti del colon, disidratando il contenuto fecale. Dunque, se le feci rimangono troppo a lungo nel lume intestinale, diventano più dure e, dì conseguenza, più difficili da espellere.

Se la stitichezza è un fenomeno occasionale, ovvero si accompagna ad esempio ad un viaggio o ad una vacanza che introduce qualcosa di diverso sia nelle nostre abitudini alimentari che nei nostri ritmi quotidiani, i lassativi di contatto, possono aiutare ad alleviare il disturbo stimolando delicatamente la motilità del colon. Que­sti prodotti, presentano ii vantaggio di lavorare durante la notte, infatti, assunti alla sera prima di coricarsi, svolgono il loro effetto il mattino successivo.
Se la stitichezza non è solo un problema occasionale ma ci accompagna quotidia­namente, diventa importante rivalutare cosa c'è nel nostro comportamento che non va, e tornare a prendersi cura del nostro intestino. Il nostro intestino può sviluppare cattive abitudini che possono essere rieducate con esercizi adeguati. La rieducazione intestinale (toilet training) recita che il rico­noscere lo stimolo a defecare e non trascurarlo o rimandarlo, è i! primo passo per aiutare l'intestino a ritrovare il suo ritmo normale.

Il rispetto del proprio corpo è un tema riportato e sostenuto fin dalle origini della civiltà e in tutte le culture. Custodire l'integrità delle proprie funzioni vitali è la base di ogni altra attività sociale. L'individuo moderno spesso dimentica l'importanza del proprio benessere e io subordina ai doveri sodali. Riappropriarsi del proprio benessere genera "gratificazione" e produce le energie psicofisiche per espletare tutte le funzioni sociali al meglio.
II primo passo per ritrovare quella "regolarità" perduta consiste proprio nell’ottimizzare la nostra dieta. La "dieta", in termini tecnici, non è altro che l'insieme dei comportamenti che definiscono un "modo di vivere" confacente alla salute.
Dunque, una buona dieta comprende, non solo un'alimentazione corretta, ma anche una regolare attività fìsica e dei ritmi di vita coerenti con la necessità fisiologica di riposo.
La "regolarità intestinale" è favorita da un comportamento equilibrato nei confronti del cibo, e coerente con l'ingestione di una giusta quantità di liquidi e di fibre. Passare più volte in una giornata da uno stato dì sazietà ad uno di farne non da la possibilità al nostro organismo di tararsi su una condizione costante. Mangiare bene e ad intervalli regolari permette di attraversare dolcemente e senza brusche variazioni le fasi della giornata, evitando di arrivare "affamati" ai pasti.

Analogamente, il lavoro e la pigrizia possono privarci di molto tempo dedicabile al movimento, ed un'attività fisica saltuaria ed intensa serve solo a colmare il senso di colpa e a dare degli scossoni al metabolismo poco utili a medio-lungo termine. E’ consigliabile, pertanto, dedicare regolarmente momenti della giornata ad un'at­tività fisica moderata e non affaticante. Le stesse autorità sanitarie consigliano di "muoversi" verso la salute: un dispendio energetico dei 30% eseguendo esercizio fisico permette di bruciare le energie alimentari rafforzando i muscoli e i tessuti biologici Una lieve attività fisica continuativa, può essere espletata attraverso pas­seggiate di almeno 30 minuti, i'uso delle scale al posto dell'ascensore, o evitando il classico schema "casa-macchina-ufficio" a favore dell'uso dei mezzi pubblici.
Allo stesso modo l'alimentazione completerà il quadro con pasti equilibrati, frequenti e leggeri, senza togliere nulla al gusto e ai piacere di un'alimentazione di qualità. Bere molta acqua, fare passeggiate, non saltare i pasti, sono buone abitudini. Imparare a migliorare significa partire dai propri punti di forza e aggiungere ogni giorno un contributo personale nella quantità agevole ad ognuno. Col tempo, sarà il nostro organismo ad abituarsi alle nuove regole, comunicando con noi attraverso risposte di piacere e gratifica. Ricordate sempre che il rischio di brusche deviazioni dalle abitudini è quello di stu­farsi presto; al contrario, l'applicazione costante di accorgimenti quotidiani permet­te di mantenerli nel tempo, apprezzandone così i giovamenti e vivendo il cambiamento in modo graduale e indolore.
Tratto da: webalice.it

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COLITE
Talvolta i pazienti avvertono sintomi da infezione poi rivelatasi essere effettivamente Cistite in concomitanza di attacchi di COLITE, ovvero un’infiammazione del Colon, per curare tale problema è consigliato seguire una DIETA di ELIMINAZIONE degli allergeni, generalmente CRUSCA, GRANO, LATTICINI e cibi contenenti CARRAGERINA come i prodotti a base di latte e cioccolato, per la sua proprietà di legarsi stabilizzando il latte, può provocare inoltre l’ulcera nell’intestino cieco e neoplasie del colon, difetti congeniti ed EPATOMEGALIA; assumere carboidrati complessi e non raffinati quindi meglio consumare farine, pane e pasta integrali, molta fibra, e pochi zuccheri e carboidrati raffinati perchè aumentano la fermentazione dell'intestino facilitando la crescita irregolare dei batteri.
Sono utili i CLISTERI di SCFA (short-chain faty acid) ovvero acidi grassi a catena breve contenenti BUTIRRATO alla concentrazione di 80-100 mmol/l, che in uno studio hanno dato dopo 8 settimane di terapia nel 47 % dei pazienti remissione completa di colite ulcerosa E' Suggerita anche un’integrazione con minerali e vitamine oltre a capsule di multibatteri ed enzimi.


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TERAPIA BIOLOGICA per il MORBO di CROHN
(AGI) - Roma - Duecento persone su centomila, negli Usa, in Europa e in Italia, sono affetti dal Morbo di Crohn, le cui origini sono ancora sconosciute.
"Per loro - afferma il Prof. Giovanni Gasbarrini, Direttore dell'Istituto di Medicina Interna dell'Universita' Cattolica del Sacro Cuore di Roma, Policlinico Gemelli - ora c'e' una speranza concreta: la terapia biologica (Ruolo dei Probiotici nelle intolleranze alimentari – come da sempre insegnato e praticato dalla Medicina Naturale) che in molti casi noi al Gemelli stiamo applicando con risultati straordinari perche' porta alla quasi-guarigione del Crohn.
Essa consiste nel contrastare la malattia attraverso metodi naturali", ha proseguito l'illustre clinico. "Ad esempio, data l'attivita' dei linfociti nell'evoluzione della malattia, li si va a colpire evitando il coinvolgimento degli altri organi".
La terapia biologica del Crohn non e' ancora molto diffusa e i primi risultati italiani verranno resi noti in occasione del Congresso Internazionale della Federazione Europea di Medicina Interna (EFIM), che ne ha affidato la presidenza al Prof. Gasbarrini e che si apre a Roma oggi giovedi' 8 maggio all'Aurelia Convention Center in Via di Torre Rossa.
L'evento si svolge in collaborazione con il Congresso della SIMI, la Societa' Italiana di Medicina Interna presieduta dal Prof. Giuseppe Licata, che affronta temi di grande attualita' nel sistema salute: dal mal di testa all'ipertensione arteriosa, dal diabete al rischio cardiovascolare.
L'annuncio di Gasbarrini sulla terapia biologica del Morbo di Crohn e di altre malattie croniche intestinali, apre nuove strade alla terapia e nuovi orizzonti per lo studio dell'intestino tenue e per la comprensione delle patologie che sono in continuo aumento nel nostro come in altri Paesi.  vedi: Ruolo dei Probiotici

La Leaky Gut Syndrome
I medici non ne parlano, ma molti problemi e malattie nascono proprio a causa di un malfunzionamento dell'intestino, generalmente causato da un cattivo stato delle sue pareti che perdono la dovuta impermeabilità. Questa patologia, tradotta letteralmente, significa "sindrome da intestino che
sgocciola", ma viene comunemente tradotta come "perdita di impermeabilità della mucosa intestinale".

Glutine e malattia celiaca.
E allora ? Cosa possiamo fare ?
Purtroppo i lassativi, oggi largamente usati, danno solo un beneficio momentaneo perché, a lungo termine, tendono a danneggiare la mucosa intestinale. Per pulire l'intestino in modo radicale si potrebbe fare qualche seduta (max 4-5) di Idrocolonterapia.

Conclusione :
Dice un'antica massima "Bella pelle, belle budelle", e la nostra esperienza insegna che tanti problemi di pelle, compresi quelli che appaiono dopo qualche giorno dopo aver iniziato le vacanza, sarebbero prontamente risolti con una purga o un clistere.
A proposito di brufoli sulla pelle, va ricorda che, quando il corpo cerca di scaricare dei rifiuti sulla pelle, significa che ve ne sono troppi in circolo e i reni non ce la fanno a smaltirli. Se cerchiamo di eliminarli con una pomata corriamo il rischio di bloccare lo sfogo facendo in modo che il corpo vada ad accumulare i rifiuti in qualche organo. Ciò creerebbe i presupposti per problemi assai più gravi.


vedi: Idro Colon Terapia + 
Sindrome dell'Intestino Permeabile (LGS) + Acqua contaminata e colon irritabile + Fermenti e probiotici

Molto utile e' anche l'ARGILLA (fango di terra argillosa) mangiata come un "dolce" ogni giorno od ogni 2 o 3 giorni per un certo periodo che in genere varia da soggetto a soggetto, con un minimo di 15 giorni; alle volte e' necessario assumerla per periodi piu' lunghi.  Fare attenzione che l'argilla puo' portare stitichezza.
L'argilla
con il suo potere mineralizzante, cicatrizzante e chelante, fornisce un ottimo ausilio a tutti coloro che si debbono disintossicare dalle sostanze tossiche, aiutando la disinfiammazione e la disintossicazione dell'apparato digerente ed il corpo intero.

MENTA PIPERITA
La sua funzione analgesica riconosciuta dalla ricerca. Aiuta la gestione dello stress provocato dal dolore insieme a psicoterapia e farmaci che combattono i sintomi - 21-04-2011
Il 13 aprile 2011 è stato pubblicato dalla rivista “Pain” un lavoro di ricerca dal titolo “Un nuovo ruolo per il TRPM8
facendo riferimento alle funzioni del recettore TRPM8 (“Transient receptor potential cation channel subfamily M member 8) attivato dal freddo e da agenti chimici di raffreddamento, come il mentolo. - vedi: Dottrina termica del freddo
L’attivazione del TRPM8 procura un’analgesia della zona cui afferiscono le terminazioni nervose ove si trova il recettore.
Alcuni ricercatori dell’Università di Adelaide hanno dimostrato come la menta piperita aiuti ad alleviare la sintomatologia riferibile alla sindrome del colon irritabile, tanto diffusa quanto poco trattabile dal punto di vista clinico.
La menta piperita, come dice il dottor Stuart Brierley, è comunemente prescritta dai naturopati per il trattamento del dolore, ma a seguire un metodo empirico, in quanto non vi era sinora, alcuna dimostrazione scientificamente adeguata della funzione analgesica svolta dalla menta.
La ricerca dimostra che l’azione analgesica si spiega con l’attivazione da parte di questa sostanza del canale specifico anti-dolore TRPM8. La scoperta rappresenta un primo importantissimo passo atto a stabilire un nuovo protocollo terapeutico destinato alla sindrome da colon irritabile (IBS, Irritable bowel syndrome).
L’IBS risulta estremamente invalidante in quanto caratterizzata da crampi, dolore addominale, nausea, costipazione e/o diarrea, ed è causa di disagio e di stress pur non provocando, fortunatamente, lesioni permanenti all’intestino.
La terapia mira al ripristino di una dieta corretta, e alla gestione dello stress ricorrendo, oltre che alla psicoterapia, a farmaci sintomatici. Per alcuni individui la IBS può rivelarsi invalidante tanto da inquinarne la qualità di vita, impedendo o riducendo enormemente i contatti sociali, con tutto quello che ne può conseguire.
Lo studio ha determinato il ruolo del recettore (TRPM8) nell’ambito del percorso neurosensoriale colico ed ora il trattamento analgesico a base di menta piperita ha una sua motivazione scientifica.

Note di approfondimento:
“A novel role for TRPM8 in visceral afferent function”, Andrea M. Harrington, Patrick A. Hughes, Christopher M. Martin, Jing Yang, Joel Castro, Nicole J. Isaacs, L. Ashley Blackshaw and Stuart M. Brierley (Nerve-Gut Research Laboratory, Department of Gastroenterology & Hepatology, Hanson Institute, Royal Adelaide Hospital, Adelaide, South Australia, Australia; Discipline of Medicine, University of Adelaide, Adelaide, South Australia, Australia.
- Discipline of Physiology, University of Adelaide, Adelaide, South Australia, Australia
-
Sindrome del colon irritabile

- How Peppermint Helps to Relieve Irritable Bowel Syndrome
Transient receptor potential cation channel subfamily M member 8

By  Luisa Barbieri - Tratto da: domani.arcosis.tv

Ricordiamo anche che le alterazioni degli enzimi, della flora, del pH digestivo e della mucosa intestinale influenzano  la salute,  non soltanto a livello intestinale, ma anche a distanza in qualsiasi parte dell'organismo.

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Nuovi Probiotici contro la malattia di Crohn
Sono circa 100.000, in Italia, le persone affette da questa patologia infiammatoria cronica dell'intestino

Un gruppo di ricercatori dell'Università Pierre e Marie Curie di Parigi e dell'Istituto Pasteur a Lille ha identificato una specie batterica che potrebbe rappresentare la chiave di volta per la terapia della malattia di Crohn, una patologia infiammatoria dell'intestino, uno dei cui fattori scatenanti sembra essere l'abnorme attivazione del sistema immunitario, che finisce per danneggiare l'organo, e che potrebbe avere come concausa principale uno sbilanciamento nella composizione della flora batterica intestinale.
La malattia, che solitamente ha un andamento cronico, con un'alternanza di periodi con manifestazioni infiammatorie di gravità variabile con altri, anche prolungati, di remissione - si ritiene che interessi in Italia almeno 100.000 persone.
In studi precedenti, lo stesso gruppo di ricercatori diretti da Philippe Langella aveva mostrato che nei pazienti affetti dalla malattia di Crohn si rilevava una marcata deficienza dei batteri del gruppo Clostridium leptum. Ora - come riferiscono in un articolo pubblicato sui Proceedings of the National Academy of Sciences (PNAS) - i ricercatori hanno potuto dimostrare che all'origine di questa deficienza di batteri è la marcata diminuzione di uno specifico batterio, Faecalibacterium Prausnitzii.
In particolare i ricercatori sono riusciti a scoprire che F. prausnitzii è il responsabile della secrezione di sostanze biochimiche che sono in grado di ridurre i processi infiammatori intestinali.
Facendo riferimento ai dati ottenuti da uno dei più vasti studi sulla malattia, hanno inoltre scoperto che i pazienti affetti da morbo di Crohn sottoposti in passato a interventi chirurgici sull'intestino avevano maggiori probabilità di incorrere in ricadute della malattia se avevano livelli di F. Prausnitzii inferiori al normale.
I risultati sono stati poi controllati in una serie di esperimenti eseguiti in vitro, nei quali hanno potuto evidenziare come il liquido di coltura in cui erano state fatte crescere colture di F. Prausnitzii era in grado di esercitare un effetto antinfiammatorio sugli animali da esperimento.
Se gli esperimenti verranno confermati, la scoperta potrebbe portare a un nuovo trattamento terapeutico dei pazienti attraverso la somministrazione di probiotici a base di F. Prausnitzii. (gg)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: come volevasi dimostrare ! la Medicina Naturale ha da sempre indicato nelle malattie dell'intestino, come causa fisiologica, alterazione del pH digestivo,  flora batterica autoctona, irritazione della mucosa della parete intestinale e riduzione della dimensione dei villi, con conseguente malassorbimento  e quindi malnutrizione..

ROSMARINO    (Rosmarinus officinalis Labiata) Foglie e Fiori: - Arbusto legnoso, sempreverde, originario del bacino del Mediterraneo. Il nome latino è Ros Marinus, che sembrerebbe significare “rosa o rugiada del mare”; in realtà deriva dal greco, dai termini Rhops, che significa “arbusto” e Myrinos, che significa “aromatico.
Il rosmarino fiorisce da Marzo ad Ottobre, è largamente diffuso anche allo stato spontaneo. Diffuso come pianta da bordura o siepe, e normalmente diffuso come pianta aromatica. Si usano le foglie, raccolte in piena estate e facendole essiccare rapidamente all'ombra. Si prediligono i rametti giovani, non ancora lignificati. Si conservano poi in vasi di vetro.
Utile in: Astenie, epatismo, ittero, cirrosi, litiasi biliare, aumenta la secrezione biliare, stimolante generale anche surrenalico, balsamico ed attivo per le vie respiratorie, contro la tosse, raffreddore, influenza, bronchiti, disturbi della menopausa, regolatore del flusso mestruale, antisettico polmonare, antigotta, diuretico, combatte l’anemia, stimola la circolazione sanguigna e la regolarizza, stimola la crescita dei bambini ed è utilizzato contro la stanchezza mentale e nei casi di sovraffaticamento, dolori gastrici, affezioni del sistema nervoso, vertigini, disturbi cardiaci.
Uso esterno: Scottature, piaghe, perdite bianche vaginali, scabbia.


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Con MENTA e con l'ANETO GUARISCE il COLON IRRITATO
Patologia di difficile trattamento terapeutico
Secondo alcune recenti indagini la malattia più diffusa tra gli italiani sarebbe la sindrome del colon irritato, patologia di difficile trattamento terapeutico, che è influenzata sia dall'alimentazione, sia dalla personalità psichica, dall'ansia e dallo stress. Dolore o senso di pesantezza addominale, alternanza di diarrea o stipsi, meteorismo sono i principali sintomi del colon irritabile (ove nessun esame clinico consente di far diagnosi) che incide notevolmente sulla qualità della vita della persona che ne soffre. Tra i numerosi rimedi sintomatici per la cura del colon irritato, menta piperita, tiglio, finocchio, anice, aneto, altea, melissa, achillea, camomilla, rappresentano alcune delle piante medicinali che vengono maggiormente utilizzate.

Con uno studio clinico di qualche anno fa, compiuto da alcuni ricercatori di Taiwan, su 110 persone affette da sindrome del colon irritabile, si dimostrò come la somministrazione di un preparato contenente olio essenziale di menta si aveva una significativa riduzione della sintomatologia, solamente due persone sospesero il trattamento per effetti collaterali; vennero anche eseguiti test di funzionalità epatica che non mostrarono significative variazioni.

La menta (si usano le foglie e l'intera pianta) viene solitamente adoperata, oltre che nel trattamento di diverse patologie dell'apparato digerente, anche come antisettico e analgesico, ed è soprattutto all'olio essenziale (il cui contenuto varia con la provenienza della pianta) che vengono attribuite le principali attività terapeutiche, compresa quella antispastica. Bisogna però considerare anche la presenza di altri componenti chimici, quali ad esempio i flavonoidi e i triterpeni, dotati di importanti attività farmacologiche.
La menta può essere adoperata in infuso, decotto, tintura alcolica ad un dosaggio standard di 12 grammi per 350 cc d'acqua per dieci minuti di infusione o in 400 cc per 5 minuti di ebollizione
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vedi ** NdR, in questa pagina

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Una spezia la Curcuma, contro il Cancro del colon - 11/5/2008

Intere regioni della Cina e dell'India non conoscono il cancro del colon. Il segreto è nell'alimentazione e in particolare in una spezie: la Curcuma al cui interno ci sono circa 150 sostanze che hanno un effetto di prevenzione sui tumori dell'intestino.

La notizia è stata resa nota dal Prof. Enrico Roda dell'Università di Bologna alla chiusura del VII Congresso Internazionale di Medicina Interna svoltosi a Roma. Non a caso in oriente la “curcuma” sta andando a ruba e il suo prezzo sul mercato è aumentato. In Europa il consumo di Curcuma è ancora basso ma la notizia si sta diffondendo.

Sempre parlando dei così detti cibi funzionali il Prof. Roda ha ricordato come gli alimenti ricchi di steroli vegetali come la frutta,  verdura e le noci, mandorle, pistacchi e legumi, abbassano il colesterolo nel sangue, prevenendo cosi' l'arteriosclerosi.
In questa direzione si stanno orientando non soltanto i nutrizionisti italiani ma anche i medici internisti cui spetta spesso suggerire diete o nuove abitudini alimentari.
Tratto in sintesi, da: napoli.com

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Intestino: Lo specchio dell’anima - vedi Iridologia 
Dare sfogo ai sentimenti fa bene al cuore, alla testa e all’intestino Anche per la medicina tradizionale, la sindrome dell’intestino irritabile (chiamamola colite per semplificare, anche se il termine non è del tutto corretto) è una “malattia non malattia”: le sue cause organiche sono sconosciute. E’ però vero che i fattori emozionali possono scatenarne i sintomi tipici come stipsi, diarrea, gonfiore, dolore insopportabile alla pancia. Perchè? Perchè le funzioni intestinali e i malesseri connessi sono spesso direttamente legati a come ci sentiamo. Tanto che in molti concordano nel considerare la colite un chiaro esempio di malattia psicosomatica. E qui, la vita di coppia la fa da padrona. Le crisi amorose, ad esempio, creano una sofferenza della psiche e, se non ci sono altre valvole di sfogo, il corpo diventa il mezzo per far emergere i disagi emotivi: è come se si facesse carico di tradurre “in concreto” l’insoddisfazione interiore e lanciasse il suo S.O.S attraverso il malessere fisico.
In questa chiave di lettura, alcune forme diarroiche o di stipsi avrebbero delle motivazioni di carattere psicologico.
vedi: Conflitti Spirituali
Secondo alcune autorevoli teorie, la defecazione può essere influenzata da conflitti inconsci legati al dare, al trattenere, al negare, al rifiutarsi. In sintesi possiamo dire che nella costipazione “è trattenuto” qualcosa che nella diarrea è invece “espulso violentemente”.
Se la nostra colite è a impronta prevalentemente stitica, è probabile che ci siamo stancati di dare amore senza riceverne: cosi come le feci sono trattenute, così anche l’affettività è bloccata. In sostanza, facciamo fatica a donare affetto (ma anche cose materiali), ad abbandonarci, a farci coinvolgere dalle situazioni. Teniamo tutto dentro di noi, abbiamo un eccessivo attaccamento al passato, a relazioni finite, ricordi, oggetti e vecchie abitudini: tutto questo diventa ingombrante e tossico, proprio come le feci accumulate nell’intestino. Se, invece, improvvisamente diventiamo preda della diarrea, potrebbe essere che abbiamo bisogno di esprimere tutta la nostra affettività o eliminare compulsivamente pensieri o fantasie trasgressive, che viviamo come sporche anche se non lo sono affatto.
Alla luce di tutto questo, l’insegnamento è che dobbiamo imparare ad assecondare l’istinto, a seguire le nostre inclinazioni anche nelle piccole cose, ad esprimere le nostre emozioni senza paura del giudizio degli altri e a liberarci di ciò che non serve più (o magari di un partner che non ci fa stare bene).
E poi è sempre meglio non condannarci a reprimere a ogni costo i pensieri impuri: qualche volta lasciamoci andare a un linguaggio disinvolto o a un comportamento trasgressivo con il nostro partner, anche per il bene dell’intestino !
Tratto da: farmasalute.it

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MORBO di CROHN
La Malattia di Crohn è una malattia infiammatoria osservata a vari livelli dell'apparato digerente che colpisce il più delle volte la porzione terminale dell'intestino tenue, l'intestino crasso (colon) e la regione anale la cui causa resta sconosciuta.
Si tratta di una malattia relativamente frequente (ne sono affetti circa 100000 italiani, 40000 francesi e 2000000 d'americani) con un aumento dei cas negli ultimi anni.
È una malattia, di solito, cronica con un'alternanza di periodi con manifestazioni infiammatorie di gravità variabile con altri di remissione, talvolta prolungati.
È una malattia ancora misteriosa per quanto riguarda la sua (o le sue) causa, ma che i medici conoscono sempre meglio grazie all'accumulo di informazioni provenienti dalle ricerche in corso in tutto il mondo.
È una malattia, infine, che i malati devono imparare a conoscere affinché la relazione tra malati, malattia e medico trovino il loro giusto equilibrio. Un paziente, spesso giovane ed in età scolastica al momento della diagnosi, deve potere, come un diabetico, adattare all'occorrenza la sua vita sociale e professionale con la sua malattia, partecipare alla decisione dei trattamenti ed aderirvi attivamente in seguito.

Scoperto gene che aumenta rischi morbo di Crohn
Roma, 9 Gen. 2009 (Adnkronos Salute) – E' la variazione di un gene a renderci più vulnerabili nei confronti del morbo di Crohn, patologia infiammatoria cronica che colpisce l'apparato digerente con sintomi diversi: dolore addominale, febbre, perdita di peso. A scoprirlo sono stati gli esperti canadesi del Research Institute del McGill University Health Center e del McGill University and Menome Quebec Innovation Center, che riportano i risultati delle loro osservazioni sulla rivista scientifica "Nature Genetics", ricordando che in Nord America sono fra 400 e 600 mila i malati. In Italia il morbo di Crohn colpisce circa 100 mila persone. Anche se la causa esatta della malattia non è ancora stata chiarita dagli studiosi, è ormai noto che alla base ci siano fattori ambientali ed ereditari.
La proteina individuata dagli scienziati canadesi come 'chiave' della patogenesi, chiamata NLRP3 o criopirina, è un sensore di batteri intracellulari che gioca un ruolo di primo piano nella messa in moto della risposta immunitaria da parte dell'organismo. In alcuni pazienti, ipotizzano gli studiosi, questo gene è difettoso e non riconosce a dovere la presenza di microrganismi dannosi a livello dell'intestino, aprendo le porte al morbo di Crohn. "Quando il sistema di difesa del tratto digestivo è insufficiente - spiega Alexandra Villani, che ha guidato l'indagine - c'è un'infiltrazione di batteri nelle pareti intestinali. Normalmente l'organismo tenta di ripetere l'attacco, ma questo sforzo non è sufficiente e porta peraltro a un circolo vizioso di infiammazione cronica, cioè al morbo di Crohn". Il gene individuato regola inoltre la febbre, uno dei primi meccanismi di difesa del corpo contro i batteri, "dunque variazioni genetiche a livello del NLRP3 causano anche la sindrome ereditaria di febbre periodica", aggiunge l'esperta.

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Una proteina cruciale per le malattie infiammatorie dell'intestino
La proteina IL-18 consente ai topi di mantenere il colon in salute innescando la produzione di cellule epiteliali per compensare quelle danneggiate o distrutte dalla colite
Una proteina codificata da un gene già associato a numerosi disturbi di natura infiammatoria svolge un ruolo cruciale nel proteggere l’intestino dalla colite: è quanto hanno scoperto i ricercatori del St. Jude Children's Research Hospital.

Com’è noto, colite è un termine generico che indica un’infiammazione della mucosa dell’intestino che può assumere varie forme, acute o croniche, di varia gravità e con diversa origine. L’immunologia si occupa di quelle forme, come la colite ulcerosa o il morbo di Crohn, caratterizzate da un danno permanente ai tessuti dell’intestino dovuto a diversi meccanismi autoinfiammatori, in cui il sistema immunitario aggredisce i tessuti dello stesso organismo.

Secondo quanto riportato sull’ultimo numero della rivista Immunity, i ricercatori hanno dimostrato che in un modello murino della colite, la proteina Nlrp3 agisce ancorando un grande complesso multiproteico denominato inflammasoma Nlrp3 dove viene prodotta la proteina messaggera interleuchina 18 (IL-18). Quest’ultima appartiene a una famiglia di molecole note come citochine implicate nella risposta immunitaria dell’organismo.
Secondo i risultati della ricerca, la IL-18 prodotta dall’inflassosoma Nlrp3 consente ai topi di mantenere il colon in salute innescando la produzione di un maggior numero di cellule epiteliali per compensare quelle danneggiate o distrutte dalla colite.
"Questo lavoro fornisce la base per un più efficace trattamento della patologia”, ha commentato Devi Kanneganti, del dipartimento di Immunologia del St. Jude e autore senior dell’articolo, sottolineando anche come sia stato individuato in particolare lo specifico cammino attivato per la produzione di IL-18 dalle cellule epiteliali che rivestono il colon. (fc)
Tratto da: lescienze.espresso.repubblica.it

Commento NdR: Una delle caratteristiche dei danni che producono i Vaccini (prodotti da Big Pharma) e' proprio quella di alterare a livello cellulare la sintesi e la specializzazione delle proteine, quindi nulla di strano se dopo una vaccinazione, cio' avvenga ed il vaccinato si trovi con degli stati infiammatori - vedi infiammazione - che partendo dall'intestino si distribuiscono nell'organismo a seconda del  tipo di terreno tissutale in acidosi o meno.

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