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"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


DIRITTI dell'UOMO - CONVENZIONE di OVIEDO

(
Dichiarazione Universale)

Da settembre 2013, in tutta l’UE (Unione Europea), sul foglietto illustrativo (bugiardino) di determinati medicinali
farà la sua apparizione un triangolo capovolto.
Un contrassegno che segnala a pazienti ed operatori sanitari quei farmaci per i quali i consumatori
sono caldamente invitati a segnalare agli operatori nazionali, eventuali effetti collaterali inattesi.
In gergo tecnico, le medicine sottoposte a monitoraggio addizionale.
Si tratta di tutte le confezioni autorizzate dopo il 1° gennaio 2011 che contengono una nuova sostanza attiva; vaccini o prodotti derivati dal plasma di origine biologica; i medicamenti per i quali sono necessarie determinate informazioni supplementari nella fase successiva alla messa in commercio, o la cui autorizzazione è subordinata al rispetto di determinate condizioni o restrizioni per un impiego sicuro ed efficace.- vedi: PDF del comunicato stampa Commissione Europea

Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
http://humans.it/humans.it/umani_di_gaia_blog/rss.xml
 
La descrizione del meccanismo che nel secolo scorso permise ai grossi capitali finanziari dei Rothschild, di impadronirsi
dell’intero sistema medico americano
  e non solo, attraverso il controllo dell’insegnamento universitario,
i Rockefeller (legati ai Rothschild), amavano chiamarla filantropia efficiente”, e' qui in questa pagina,  ben descritto.
QUESTI I VERI PADRONI del MONDO

DIRITTI UMANI 
vedi anche: DIRITTI dell'UOMO + Diritti Traditi 1  +  Diritti + Diritti dell'Uomo + Diritti Umani traditi  + Esperimenti sui bambini + Conflitto di Interesse + Difensori dei Diritti Umani + Sovranita' Individuale

Il tema dei diritti umani è un argomento decisamente ostico. Vuoi per l’ampiezza della materia, vuoi per il fatto che spesso i diritti umani sono enunciati in documenti lunghissimi e non pienamente comprensibili ad una prima lettura, vuoi perché alla fine si ha sempre la sensazione che anche in questo campo prevalgano gli interessi politici e che il dibattito rimanga nelle mani di pochi.
I diritti umani, tuttavia, sono e devono rimanere un patrimonio dell’umanità, della società civile. E in questo senso sembra che si stia modificando anche il trend a livello internazionale, per esempio vengono sempre più spesso coinvolte nelle riunioni ufficiali in tema di diritti umani anche organizzazioni non governative, che, in quanto tali, rappresentano quella società civile cui si accennava sopra.
Bisogna prendere coscienza del fatto che il pieno rispetto dei diritti umani è prima di tutto una nostra responsabilità. Purtroppo le violazioni dei diritti umani sono all’ordine del giorno ed è evidente che gli strumenti di repressione e prevenzione esistenti non siano sufficienti ad eliminarle. Ecco quindi che improntare la propria vita sulla consapevolezza e sul rispetto dei diritti umani potrà portare benefici, seppur nel lungo periodo.
Questo vale per ognuno di noi, ma a maggior ragione per gli insegnanti, che hanno un compito ulteriore, quello di trasmettere ai propri alunni questa sorta di nuova coscienza civica. Insegnare e imparare i diritti umani è possibile attraverso dei percorsi nuovi e multidisciplinari che insegnino ai bambini ad opporsi ad ogni forma di violenza e discriminazione, che facciano capire l’arricchimento derivante dal convivere e cooperare con soggetti appartenenti a gruppi culturali diversi: educare non vuol dire solo trasmettere nozioni e concetti, ma anche e principalmente favorire l’interiorizzazione di un certo tipo di valori che guideranno poi il comportamento quotidiano individuale.
Con l’elaborazione di questa scheda si intende semplicemente fornire degli input che stimolino gli insegnanti ad elaborare dei percorsi didattici per l’educazione ai diritti umani.
Sarebbe opportuno tarare le attività in base all’età dei bambini, alla composizione ed alle dinamiche della classe, tuttavia anche la stessa scheda può essere utilizzata come percorso didattico. Infatti, nell’esposizione degli argomenti si è cercato di seguire una struttura logica ben precisa, dal generale al particolare, partendo dalla definizione dei diritti umani, passando per una breve esposizione della loro evoluzione nel tempo per arrivare alla descrizione delle singole categorie. Sono poi stati individuati degli strumenti per ciascun argomento esposto, cui è possibile collegarsi direttamente tramite dei links.
Investire nell’educazione significa investire per il futuro. Lo scopo è rendere consapevoli i bambini di essere titolari di una serie di diritti, che spettano loro in qualità di esseri umani e che per questo motivo spettano anche a tutti gli individui della terra. Di far capire che questi diritti potrebbero essere ingiustamente calpestati e che di fatto questo avviene nel mondo. Infine che esistono dei canali per rivendicare e far rispettare i propri diritti e quelli degli altri. La consapevolezza di essere titolari di diritti porterà ad un sentimento di responsabilizzazione nei confronti dei diritti degli altri: lo scopo finale che ci si prefigge promuovendo l’educazione ai diritti umani è quella di sviluppare negli individui la capacità a il desiderio non solo di difendere i propri diritti ma di battersi anche per l’affermazione di quegli degli altri.

La Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo del 1948 è senza dubbio il documento che segna una tappa fondamentale nell’affermazione dei diritti umani. Tuttavia non si può affermare che i diritti umani siano “nati” nel 1948 e forse non si può stabilire nemmeno con precisione una data precisa. La verità è che ciascun diritto proclamato nella Dichiarazione è frutto di un lungo percorso storico che ne ha portato all’affermazione.
Si pensi al diritto di voto: un tempo non era nemmeno concepito che i cittadini potessero contribuire alla vita politica del loro Paese, poi questo diritto è stato concesso agli uomini appartenenti a certe classi sociali, poi a tutti gli uomini e si parlava di suffragio universale, che in realtà universale non era perchè per molti anni ancora le donne furono escluse dall’esercizio di questo diritto.
Molti diritti, poi, si sono evoluti o addirittura sono nati proprio in seguito alla proclamazione della Dichiarazione.
E’ interessante a questo proposito capire come nel corso delle epoche storiche il concetto e il contenuto di diritto umano si sia evoluto. Come vedremo e come sopra accennato si tratta di un lunghissimo percorso storico e questo ci fa comprendere ancora più a fondo l’importanza della conquista dei diritti umani, un patrimonio che va quindi gelosamente custodito.

La Grecia e l’antica Roma
Iniziamo la nostra analisi da una delle culle della civiltà: la Grecia Antica. Un elemento evocativo di Atene è l’agorà, ossia la piazza in cui si svolgeva la vita politica e sociale della città, dove i cittadini si confrontavano per prendere le decisioni più importanti. Tuttavia, gran parte della popolazione ne era esclusa: le persone che potevano partecipare alla vita politica erano solo i cittadini e, anche se può apparire strano ai giorni nostri, erano considerati tali solo gli uomini adulti e liberi ad esclusione di tutte le altre persone che componevano la popolazione: bambini, donne e schiavi.
Un po’ la stessa cosa accadeva nell’antica Roma, dove come in Atene, essere titolari di diritti dipendeva dall’avere una certa posizione sociale: non tutta la popolazione era degna di essere inclusa nella categoria di popolo, ad alcuni soggetti era precluso l’esercizio di qualsiasi diritto , riservati esclusivamente ai cittadini liberi maschi e pater familiae.
Al contrario, la concezione moderna di diritti umani prevede che qualsiasi soggetto possa essere titolare di tali diritti a prescindere dalla sua posizione sociale.

Il feudalesimo
Un contributo importante è stato dato dal Cristianesimo, che si fonda sull’idea dell’uguaglianza degli uomini davanti a Dio. In realtà questo principio si scontrava con la realtà dell’epoca e in particolare con i fondamenti su cui si basava il potere politico, che presupponeva una forte gerarchizzazione e delle profonde diseguaglianze sociali: condizioni essenziali per il feudalesimo, che presupponeva l’esistenza dei servi della gleba e quindi di soggetti sostanzialmente equiparati ad oggetti, che si potevano vendere o scambiare.
Risale a questo periodo un importante documento: la Magna Charta Libertatum del 1215, un documento emanato dal re d’Inghilterra Giovanni Senza Terra che contiene un elenco di diritti come, per esempio, il diritto alla proprietà privata, il diritto alla libertà, il diritto a non essere condannati senza motivo e comunque ad essere giudicati da un organo legittimo.
Tuttavia questi diritti, che possono assomigliare a quelli contenuti nella Dichiarazione universale, non venivano riconosciuti a tutti gli individui, ma solo a quelle classi sociali ritenute più importanti: arcivescovi, vescovi, abati, priori, conti e baroni.
Sempre in Inghilterra, ma nel 1679 viene emanato un documento fondamentale nell’affermazione dei diritti umani: l’Habeas corpus Act. In pratica si stabiliva che nessuno può potesse essere arrestato, e quindi privato della sua libertà personale, in modo arbitrario, senza, cioè delle prove concrete sulla sua colpevolezza. Sulla scia di questo documento nel 1689 viene approvato anche il così detto Bill of rights (la Carta dei diritti) in cui si affermano, in particolare, la libertà di di religione, di parola e di stampa.

La Dichiarazione di indipendenza delle colonie americane e la Dichiarazione francese dei diritti dell’uomo e del cittadino
Nel corsi del 1700 si svilupparono in America e in Francia dei movimenti di pensiero e politici che sfociarono nell’approvazione di due importanti documenti nella storia dell’evoluzione dei diritti umani: la Dichiarazione di indipendenza delle colonie americane e la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino in Francia.
Le colonie inglesi in America, a causa dei continui conflitti con il governo inglese, decisero di proclamare la Dichiarazione di indipendenza, cui era allegata anche una Dichiarazione dei diritti dell’uomo, che rivendicava in particolare il diritto alla vita e alla libertà, nonché il diritto alla libertà di parola, di stampa, di religione e di riunione.
Così come in America anche in Francia si sviluppò un movimento per la rivendicazione dei diritti fondamentali. In questo caso perché il governo, impegnato in una serie di guerre, aveva investito in questa attività molto denaro, sottraendolo alla popolazione ed andandone quindi ad incrementare la povertà. Così al termine della Rivoluzione francese nel 1789 viene redatta la Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino. Vennero sanciti diritti fondamentali come l’uguaglianza, la libertà di stampa, pensiero e religione, la presunzione di innocenza, il diritto alla proprietà privata.
Grazie a questi due precedenti, a partire dal 1900 prende il via un fenomeno che coinvolge tutto il mondo occidentale. Quindi nelle costituzioni, cioè nelle leggi fondamentali dei nuovi stati che via via si vanno formando, si sente la necessità di sancire gli stessi diritti rivendicati nella Dichiarazione di indipendenza americana e nella Dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino francese.

L’Organizzazione delle Nazioni Unite e il concetto di universalità dei diritti umani
A conclusione di questa breve carrellata storica possiamo trarre delle conclusioni. I diritti umani non nascono in un preciso momento storico, ma sono il frutto di un’evoluzione, dovuta alle rivendicazioni di fasce di popolazione che si ritenevano naturalmente titolari di certi diritti che però non venivano loro riconosciuti da chi gestiva il potere.
Occorre però sottolineare che ancora non si può parlare del riconoscimento di diritti universali: le dichiarazioni che abbiamo visto sopra sono legate ai cittadini di determinati Stati (per esempio l’Inghilterra, la Francia o gli Stati Americani), non si parla ancora di diritti riconosciuti nei confronti di tutti gli esseri umani e quindi ancora non si può parlare di universalità dei diritti. In questo senso la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo rappresenta un passo storico: perché non è la dichiarazione di un solo Stato.
Come è stato possibile questo cambiamento di prospettiva? La risposta è semplice: perché molti Stati del mondo si sono associati è hanno dato vita ad una grande organizzazione: l’organizzazione delle Nazioni Unite.
L’ONU nasce ufficialmente nel 1945, quando i rappresentanti di 50 Stati elaborano ed approvano, nel corso della Conferenza di San Francisco, la Carta delle Nazioni Unite, che contiene le regole generali per il funzionamento dell’organizzazione. Oggi gli Stati membri dell’ONU sono 189, quindi praticamente tutti gli Stati del mondo.
Il fine principale dell’ONU è di mantenere la pace e la sicurezza internazionale, in particolare, promuovendo ed incoraggiando il rispetto dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali per tutti senza distinzioni di razza, di sesso, di lingua o di religione.
All’interno delle Nazioni Unite, che in realtà si occupano di molte altre questioni, ci sono rappresentanti di ogni Stato, insieme discutono e alla fine, con una votazione, prendono una decisione. In sintesi l’ONU funziona così, anche se in realtà ci sarebbero aspetti più problematici che, tuttavia, non è necessario sottolineare in questo momento. La cosa importante è con l’istituzione di questa organizzazione è stato finalmente possibile prendere delle decisioni in materia di diritti umani che non valessero per un solo Stato. Con questa procedura è stata adottata la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo nel 1948 e, successivamente, molti altri documenti importanti per la promozione e la tutela dei diritti umani. A partire da questa data, infatti, l’attività nel settore dei diritti umani è incrementata notevolmente dando vita a molte altre dichiarazioni e trattati che si occupano della tutela dei diritti di particolare categorie di individui: come donne, bambini, rifugiati ecc…
E’ importante sottolineare che gli stati membri delle Nazioni Unite sono poi obbligati ad osservare i principi stabiliti nei documenti approvati dall’organizzazione nel momento in cui emanano delle leggi nazionali.
Tratto da: volint.it

vedi anche: Diritti degli Umani  +  Convenzione dei Diritti dell'Uomo + Diritti e Doveri + Diritti
+ Diritti Umani traditi

Costituzione Italiana: Art. 28
I funzionari e i dipendenti dello Stato e degli enti pubblici sono direttamente responsabili, secondo le leggi penali, civili e amministrative, degli atti compiuti in violazione di diritti. In tali casi la responsabilità civile si estende allo Stato e agli enti pubblici.

Commento
NdR: questo articolo come altri della Costituzione Italiana sono da sempre trasgrediti e disattesi proprio da coloro che lo rappresentano, specie nella Sanita', Finanza, tutela, commercio, agricoltura, ecc.
Per cui invitiamo i cittadini di questi stati trasgressori, compresi i loro rappresentanti e dirigenti, a DENUNCIARE all'autorita' giudiziaria tutti questi farabutti che trasgrediscono la Costituzione; verra' il momento, il tempo comunque nel quale il Popolo Sovrano, si sollevera' ed arrestera' tutti questi "soggetti" che compiono questi misfatti, sulla pelle del Popolo reso suddito... !

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IMPORTANTE commento all'art. 18 dei Diritti dell'Uomo e della Costituzione italiana art. 21:
La libertà di opinione ed espressione sono il cuore della democrazia. Ognuno ha diritto di avere le proprie opinioni senza interferenze e diritto alla libertà di espressione, il che include la libertà di scoprire, ricevere e diffondere informazioni ed idee d’ogni genere, senza curarsi di frontiere, sia verbalmente che tramite qualunque mezzo di comunicazione di sua scelta. Nessuno può essere oggetto di alcuna forma di restrizione, nocumento o sanzione a causa di dichiarazioni, opinioni o credenze che abbia espresso.

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PROTOCOLLO ICCPR: vedi
www.dirittiumani.donne.aidos.it
Con la sua risoluzione 2200A (XXI) del 16 dicembre 1966, la Assemblea generale dellOnu ha adottato il Patto internazionale sui diritti civili e politici e avviato il processo di firma, ratifica e adesione. Il Patto è entrato in vigore il 23 marzo 1976 e a metà del 2001 era stato ratificato da 147 stati. Questo Patto ed il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali sono i primi strumenti internazionali onnicomprensivi e giuridicamente vincolanti nel campo dei diritti umani, e, insieme alla Dichiarazione universale dei diritti umani costituiscono il nucleo della Carta internazionale dei diritti umani.

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Convenzione di Oviedo [Consiglio d’Europa - 1997]

Convenzione per la protezione dei diritti dell’uomo e la dignità dell’essere umano riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina (Convenzione sui diritti dell’uomo e la biomedicina)

 

Preambolo
Gli Stati membri dei Consiglio d’Europa, gli altri Stati e la Comunità Europea firmatari della presente Convenzione,

Considerando la Dichiarazione universale dei Diritti dell’Uomo, proclamata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;Considerando la Convenzione di tutela dei Diritti dell’Uomo e delle Libertà Fondamentali del 4 novembre 1950;

Considerando la Carta sociale europea del 18 ottobre 1961; Considerando il Patto Internazionale sul Diritti civili e politici e il Patto internazionale relativo al diritti economici, sociali e culturali del 16 dicembre 1966; Considerando la Convenzione per la protezione dell’individuo riguardo all’elaborazione dei dati a carattere personale del 28 gennaio 1981; Considerando anche la Convenzione relativa al diritti del bambino del 20 novembre 1989; Considerando che lo scopo del Consiglio d’Europa è di realizzare una unione più stretta fra i suoi membri, e che uno dei mezzi per raggiungere questo scopo è la tutela e lo sviluppo dei diritti dell’Uomo e delle libertà fondamentali; Consapevoli dei rapidi sviluppi della biologia e della medicina; Convinti della necessità di rispettare l’essere umano sia come individuo che nella sua appartenenza alla specie umana e riconoscendo l’importanza di assicurare la sua dignità;
Consapevoli delle azioni che potrebbero mettere in pericolo la dignità umana da un uso improprio della biologia e della medicina; Affermando che i progressi della biologia e della medicina debbono essere utilizzati per il beneficio delle generazioni presenti e future; Sottolineando la necessità di una cooperazione internazionale affinché l’Umanità tutta intera possa beneficiare dell’apporto della biologia e della medicina; Riconoscendo l’importanza di promuovere un dibattito pubblico sulle questioni poste dall’applicazione della biologia e della medicina e sulle risposte da fornire; Desiderosi di ricordare a ciascun membro del corpo sociale i suoi diritti e le sue responsabilità; Prendendo in considerazione i lavori dell’Assemblea Parlamentare in questo campo, compresa la Raccomandazione 1160 (1991) sull’elaborazione di una Convenzione di bioetica;

Decisi a prendere, nel campo delle applicazioni della biologia e della medicina, le misure proprie a garantire la dignità dell’essere umano e i diritti e le libertà fondamentali della persona; Si sono accordati su ciò che segue:

Capitolo I: Disposizioni generali Art. 1 Oggetto e finalità Le Parti di cui alla presente Convenzione proteggono l’essere umano nella sua dignità e nella sua identità e garantiscono ad ogni persona, senza discriminazione, il

rispetto della sua integrità e dei suoi altri diritti e libertà fondamentali riguardo alle applicazioni della biologia e della medicina. Ogni Parte prende nel suo diritto interno le misure necessarie per rendere effettive le disposizioni della presente Convenzione. Art. 2 Primato dell’essere umano L’interesse e il bene dell’essere umano debbono prevalere sul solo interesse della società o della scienza. Art. 3 Accesso equo alle cure sanitarie. Le Parti prendono, tenuto conto dei bisogni della salute e delle risorse disponibili, le misure appropriate in vista di assicurare, ciascuna nella propria sfera di giurisdizione, un accesso equo a cure della salute di qualità appropriata.

Art. 4 Obblighi professionali e regole di condotta Ogni intervento nel campo della salute, compresa la ricerca, deve essere effettuato nel rispetto delle norme e degli obblighi professionali, così come nel rispetto delle regole di condotta applicabili nella fattispecie 2. Capitolo II: Consenso

Art. 5 Regola generale Un intervento nel campo della salute non può essere effettuato se non dopo che la persona interessata abbia dato consenso libero e informato.
Questa persona riceve innanzitutto una informazione adeguata sullo scopo e sulla natura dell’intervento e sulle sue conseguenze e i suoi rischi. La persona interessata può, in qualsiasi momento, liberamente ritirare il proprio consenso.

Art. 6 Protezione delle persone che non hanno la capacità di dare consenso (1) Sotto riserva degli articoli 17 e 20, un intervento non può essere effettuato su una persona che non ha capacità di dare consenso, se non per un diretto beneficio della stessa.

(2) Quando, secondo la legge, un minore non ha la capacità di dare consenso a un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge. Il parere di un minore è preso in considerazione come un fattore sempre più determinante, in funzione della sua età e del suo grado di maturità.

(3) Allorquando, secondo la legge, un maggiorenne, a causa di un handicap mentale, di una malattia o per un motivo similare, non ha la capacità di dare consenso ad un intervento, questo non può essere effettuato senza l’autorizzazione del suo rappresentante, di un’autorità o di una persona o di un organo designato dalla legge.

La persona interessata deve nei limiti del possibile essere associata alla procedura di autorizzazione.

(4) Il rappresentante, l’autorità, la persona o l’organo menzionati ai paragrafi 2 e 3 ricevono, alle stesse condizioni, l’informazione menzionata all’articolo 5.

(5) L’autorizzazione menzionata ai paragrafi 2 e 3 può, in qualsiasi momento, essere ritirata nell’interesse della persona interessata.

Art. 7 Tutela delle persone che soffrono di un disturbo mentale. La persona che soffre di un disturbo mentale grave non può essere sottoposta, senza il proprio consenso, a un intervento avente per oggetto il trattamento di questo disturbo se non quando l’assenza di un tale trattamento rischia di essere gravemente pregiudizievole alla sua salute e sotto riserva delle condizioni di protezione previste dalla legge comprendenti le procedure di sorveglianza e di controllo e le vie di ricorso.

Art. 8 Situazioni d’urgenza
Allorquando in ragione di una situazione d’urgenza, il consenso appropriato non può essere ottenuto, si potrà procedere immediatamente a qualsiasi intervento medico indispensabile per il beneficio della salute della persona interessata.

Art. 9 Desideri precedentemente espressi. I desideri precedentemente espressi a proposito di un intervento medico da parte di un paziente che, al momento dell’intervento, non è in grado di esprimere la sua volontà saranno tenuti in considerazione.

Capitolo III: Vita privata e diritto all’informazione

Art. 10 Vita privata e diritto all’informazione

(1) Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata allorché si tratta di informazioni relative alla propria salute.

(2) Ogni persona ha il diritto di conoscere ogni informazione raccolta sulla propria salute. Tuttavia, la volontà di una persona di non essere informata deve essere rispettata.

(3) A titolo eccezionale, la legge può prevedere, nell’interesse del paziente, delle restrizioni all’esercizio dei diritti menzionati al paragrafo 2.

Capitolo IV: Genoma umano

Art. 11 Non discriminazione

Ogni forma di discriminazione nei confronti di una persona in ragione del suo patrimonio genetico è vietata.

Art. 12 Test genetici predittivi
Non si potrà procedere a dei test predittivi di malattie genetiche o che permettano sia di identificare il soggetto come portatore di un gene responsabile di una malattia sia di rivelare una predisposizione o una suscettibilità genetica a una malattia se non a fini medici o di ricerca medica, e sotto riserva di una consulenza genetica appropriata.

Art. 13 Interventi sul Genoma Umano
Un intervento che ha come obiettivo di modificare il genoma umano non può essere intrapreso che per delle ragioni preventive, diagnostiche o terapeutiche e solamente se non ha come scopo di introdurre una modifica nel genoma dei discendenti.

Art. 14 Non selezione dei sesso
L’utilizzazione delle tecniche di assistenza medica alla procreazione non è ammessa per scegliere il sesso del nascituro, salvo che in vista di evitare una malattia ereditaria legata al sesso.

Capitolo V: Ricerca scientifica

Art. 15 Regola generale
La ricerca scientifica nel campo della biologia e della medicina si esercita liberamente sotto riserva delle disposizioni della presente Convenzione e delle altre disposizioni giuridiche che assicurano la protezione dell’essere umano.

Art. 16 Tutela delle persone che si prestano ad una ricerca

Nessuna ricerca può essere intrapresa su una persona a meno che le condizioni seguenti non siano riunite:

i) non esiste metodo alternativo alla ricerca sugli esseri umani, di efficacia paragonabile, ii) i rischi che può correre la persona non sono sproporzionati in rapporto con i benefici potenziali della ricerca, iii) il progetto di ricerca è stato approvato da un’istanza competente, dopo averne fatto oggetto di un esame indipendente sul piano della sua pertinenza scientifica, ivi compresa una valutazione dell’importanza dell’obiettivo della ricerca, nonché un esame pluridisciplinare della sua accettabilità sul piano etico, iv) la persona che si presta ad una ricerca è informata dei suoi diritti e delle garanzie previste dalla legge per la sua tutela, v) il consenso di cui all’articolo 5 è stato donato espressamente, specificamente ed è stato messo per iscritto. Questo consenso può, in ogni momento, essere liberamente ritirato.

Art. 17 Tutela delle persone che non hanno la capacità di consentire ad una ricerca

(1) Una ricerca non può essere intrapresa su una persona che non ha, conformemente all’articolo 5, la capacità di consentirvi a meno che le condizioni seguenti siano riunite:

i) le condizioni enunciate all’articolo 16, dall’alinea (1) al (4) sono soddisfatte; ii) i risultati attesi dalla ricerca comportano un beneficio reale e diretto per la sua salute; iii) la ricerca non può effettuarsi con una efficacia paragonabile su dei soggetti capaci di consentirvi; iv) l’autorizzazione prevista all’articolo 6 è stata data specificamente e per iscritto, e v) la persona non vi oppone rifiuto.

(2) A titolo eccezionale e nelle condizioni di tutela previste dalla legge, una ricerca di cui i risultati attesi non comportino dei benefici diretti per la salute della persona può essere autorizzata se le condizioni enunciate agli alinea (1), (3), (4) e (5) del paragrafo 1 qui sopra riportato, e le condizioni supplementari seguenti sono riunite:

i) la ricerca ha per oggetto di contribuire, con un miglioramento significativo della conoscenza scientifica dello stato della persona, della sua malattia o del suo disturbo, all’ottenimento, a termine, di risultati che permettano un beneficio per la persona interessata o per altre persone della stessa fascia d’età o che soffrano della medesima malattia o disturbo o che presentino le stesse caratteristiche, ii) la ricerca non presenta per la persona che un rischio minimo e una costrizione minima.

Art. 18 Ricerca sugli embrioni in vitro

(1) Quando la ricerca sugli embrioni in vitro è ammessa dalla legge, questa assicura una protezione adeguata all’embrione.

(2) La costituzione di embrioni umani a fini di ricerca è vietata.

Capitolo VI: Prelievo di organi e di tessuti da donatori viventi a fini di trapianto

Art. 19 Regola generale

(1) Il prelievo di organi o di tessuti a fini di trapianto non può essere effettuato su un donatore vivente che nell’interesse terapeutico del ricevente e allorché non si dispone di organo o di tessuto appropriati di una persona deceduta né di metodo terapeutico alternativo di efficacia paragonabile.

(2) Il consenso di cui all’articolo 5 deve essere dato espressamente e specificamente, sia per iscritto sia davanti a un organo ufficiale.

Art. 20 Tutela delle persone incapaci di consentire al prelievo d’organo (1) Nessun prelievo d’organo o di tessuto può essere effettuato su una persona che non ha la capacità di consentire conformemente all’articolo 5.

(2) A titolo eccezionale e nelle condizioni di tutela previste dalla legge, il prelievo di tessuti rigenerabili su una persona che non ha la capacità di consentire può essere autorizzata se le condizioni seguenti sono riunite:

i) non si dispone di un donatore compatibile che gode della capacità di consentire, ii) il ricevente è un fratello o una sorella del donatore, iii) la donazione deve essere di natura tale da preservare la vita del ricevente, iv) l’autorizzazione prevista ai paragrafi 2 e 3 dell’articolo 6 è stata data specificamente e per iscritto, secondo la legge e in accordo con l’istanza competente, v) il donatore potenziale non oppone rifiuto.

Capitolo VII: Divieto del profitto e utilizzazione di una parte del corpo umano

Art. 21 Divieto dei profitto

Il corpo umano e le sue parti non debbono essere, in quanto tali, fonte di profitto.

Art. 22 Utilizzo di una parte del corpo umano prelevato

Allorquando una parte del corpo umano è stata prelevata nel corso di un intervento, questa non può essere conservata e utilizzata per scopo diverso da quello per cui è stata prelevata se non in conformità alle procedure di informazione e di consenso appropriate.

Capitolo VIII: Violazione delle disposizioni della convenzione

Art. 23 Violazione dei diritti o principi

Le Parti assicurano una tutela giurisdizionale appropriata al fine di impedire o far cessare a breve scadenza una violazione illecita ai diritti e ai principi riconosciuti nella presente Convenzione.

Art. 24 Risarcimento per danno ingiusto

La persona che ha subito un danno ingiustificato risultante da un intervento ha diritto a un equo indennizzo nelle condizioni e secondo le modalità previste dalla legge.

Art. 25 Sanzioni

Le Parti prevedono delle sanzioni appropriate nel caso di trasgressione alle disposizioni della presente Convenzione.

Capitolo IX: Relazione fra la presente convenzione e altre disposizioni

Art. 26 Restrizione all’esercizio dei diritti

(1) L’esercizio dei diritti e le disposizioni di tutela contenute nella presente Convenzione non possono essere oggetto di altre restrizioni all’infuori di quelle che, previste dalla legge, costituiscono delle misure necessarie, in una società democratica, alla sicurezza pubblica, alla prevenzione delle infrazioni penali, alla protezione della  salute pubblica o alla protezione dei diritti e libertà altrui.

(2) Le restrizioni di cui all’alinea precedente non possono essere applicate agli articoli 11, 13, 14, 16, 17, 19, 20 e 21.

Art. 27 Protezione più estesa

Nessuna delle disposizioni della presente Convenzione sarà interpretata come limitante o recante pregiudizio alla facoltà di ciascuna Parte di accordare una tutela più estesa a riguardo delle applicazioni della biologia e della medicina rispetto a quelle previste dalla presente Convenzione.

Capitolo X:

Dibattito pubblico

Art. 28 Dibattito pubblico

Le Parti di cui alla presente Convenzione vigilano a che le domande fondamentali poste dallo sviluppo della biologia e della medicina siano oggetto di un dibattito pubblico appropriato alla luce, in particolare, delle implicazioni mediche, sociali, economiche, etiche e giuridiche pertinenti, e che le loro possibili applicazioni siano oggetto di consultazioni appropriate.

Capitolo XI: Interpretazione e seguito della convenzione

Art. 29 Interpretazione della Convenzione

La Corte europea dei diritti dell’uomo può dare, al di fuori di ogni lite concreta che si svolga davanti a una giurisdizione, dei pareri consultivi su delle questioni giuridiche che concernono l’interpretazione della presente Convenzione su richiesta:

– del Governo di una Parte, dopo averne informato le altre Parti, – del Comitato istituito dall’articolo 32, nella sua composizione ristretta ai Rappresentanti delle Parti di cui alla presente Convenzione, per decisione presa a maggioranza dei due terzi dei voti espressi.

Art. 30 Rapporti sull’applicazione della Convenzione

Ogni Parte fornirà, su domanda del Segretario Generale del Consiglio d’Europa, le spiegazioni richieste sul modo in cui il diritto interno del proprio Paese assicura l’applicazione effettiva di tutte le disposizioni di questa Convenzione.

Capitolo XII: Protocolli

Art. 31 Protocolli

Dei Protocolli possono essere elaborati conformemente alle disposizioni dell’articolo 32, in vista di sviluppare, in campi specifici, i principi contenuti nella presente Convenzione.

I Protocolli sono aperti alla firma dei Firmatari la Convenzione. Essi saranno sottomessi a ratifica, accettazione o approvazione. Un firmatario non può ratificare, accettare o approvare i Protocolli senza avere precedentemente o contemporaneamente ratificato accettato o approvato la Convenzione.

Capitolo XIII: Emendamenti alla Convenzione

Art. 32 Emendamenti alla Convenzione

(1) I compiti affidati al «Comitato» nel presente articolo e nell’articolo 29 sono effettuati dal Comitato Direttivo per la Bioetica (CDBI), o da un altro comitato designato a questo fine dal Comitato dei Ministri. (2) Senza pregiudizio delle disposizioni specifiche dell’articolo 29, ogni Stato membro del Consiglio d’Europa così come ogni Parte di cui alla presente Convenzione che non è membro del Consiglio d’Europa, può farsi rappresentare in seno al Comitato allorché questo adempie ai compiti affidati dalla presente Convenzione, e dispone di un voto.

(3) Ogni Stato menzionato all’articolo 33 o invitato ad aderire alla Convenzione conformemente alle disposizioni dell’articolo 34, che non fa parte della presente Convenzione, può designare un osservatore presso il Comitato. Se la Comunità europea non è Parte, essa può designare un osservatore presso il Comitato. (4) Al fine di tenere conto degli sviluppi scientifici, la presente Convenzione farà l’oggetto di un esame in seno al Comitato in un tempo massimo di cinque anni dopo la sua entrata in vigore, e in seguito ad intervalli che il Comitato potrà determinare.

(5) Ogni proposta di emendamenti alla presente Convenzione come ogni proposta di protocollo o di emendamenti a un Protocollo, presentata da una Parte, dal Comitato o dal Comitato dei Ministri, è comunicata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa e trasmessa a cura dello stesso agli Stati membri del Consiglio d’Europa, alla Comunità europea, a ogni Firmatario, a ogni Parte, a ogni Stato invitato a firmare la presente Convenzione conformemente alle disposizioni dell’articolo 33, e a ogni Stato invitato ad aderirvi conformemente alle disposizioni dell’articolo 34.

(6) Il Comitato esamina la proposta al più presto due mesi dopo che è stata trasmessa dal Segretario Generale conformemente al paragrafo 5. Il Comitato sottopone il testo adottato a maggioranza dei due terzi dei voti espressi all’approvazione del Comitato dei Ministri. Dopo la sua approvazione, questo testo è comunicato alle Parti in vista della sua ratifica, sua accettazione o sua approvazione.

(7) Ogni emendamento entrerà in vigore, riguardo alle Parti che l’hanno accettato, il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di un mese dopo la data alla quale cinque Parti, ivi compresi almeno quattro Stati membri del Consiglio d’Europa, avranno informato il Segretario Generale che essi l’hanno accettato.
Per ogni Parte che l’avrà accettata ulteriormente, l’emendamento entrerà in vigore il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di un mese dopo la data alla quale la suddetta Parte avrà informato il Segretario Generale della sua accettazione.

Capitolo XIV: Clausole finali

Art. 33 Firma, ratifica ed entrata in vigore

(1) La presente Convenzione è aperta alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa, degli Stati non membri che hanno partecipato alla sua elaborazione e della Comunità europea.

(2) La presente Convenzione sarà sottoposta a ratifica, accettazione o approvazione.

Gli strumenti di ratifica, di accettazione o di approvazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

(3) La presente Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data alla quale cinque Stati, includenti almeno quattro Stati membri del Consiglio d’Europa, avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dalla Convenzione, conformemente alle disposizioni del paragrafo precedente.

(4) Per ogni Firmatario che esprimerà ulteriormente il suo consenso a essere vincolato alla Convenzione, questa entrerà in vigore il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data di deposito del suo strumento di ratifica,di accettazione o di approvazione. Art. 34 Stati non membri (1) Dopo l’entrata in vigore della presente Convenzione, il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa potrà, dopo consultazione delle Parti, invitare ogni Stato non membro del Consiglio d’Europa ad aderire alla presente Convenzione con una decisione presa con la maggioranza prevista all’articolo 20, alinea iv) dello Statuto del Consiglio d’Europa e all’unanimità dei voti dei rappresentanti degli Stati contraenti aventi il diritto di sedere in Comitato dei Minist

ri.

(2) Per ogni Stato aderente, la Convenzione entrerà in vigore il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data di deposito dello strumento di adesione presso il Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

Art. 35 Applicazione territoriale

(1) Ogni Firmatario può, al momento della firma o al momento del deposito del suo documento di ratifica, di accettazione o di approvazione, designare il territorio o i territori ai quali si applicherà la presente Convenzione. Ogni altro Stato può formulare la stessa dichiarazione al momento del deposito del suo strumento di adesione.

(2) Ogni Parte può, in qualsiasi momento in seguito, con una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa, estendere l’applicazione della presente Convenzione a ogni altro territorio designato nella dichiarazione e di cui essa assicura le relazioni internazionali o per la quale essa è stata abilitata a stipulare.

La Convenzione entrerà in vigore riguardo a questo territorio il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data di ricevimento della dichiarazione da parte del Segretario Generale.

(3) Ogni dichiarazione fatta in virtù dei due paragrafi precedenti potrà essere ritirata, per ciò che concerne ogni territorio designato in questa dichiarazione, da una notifica indirizzata al Segretario Generale. La revoca avrà effetto il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale.

 

Art. 36 Riserve

(1) Ogni Stato e la Comunità europea possono, al momento della firma della presente Convenzione o del deposito del documento di ratifica, formulare una riserva al contenuto di una disposizione particolare della Convenzione, nella misura in cui una legge in quel momento in vigore sul suo territorio non è conforme a questa disposizione.

Le riserve di carattere generale non sono autorizzate ai sensi del presente articolo.

(2) Ogni riserva emessa conformemente al presente articolo comporta una breve esposizione della legge pertinente.

(3) Ogni Parte che estende l’applicazione della presente Convenzione a un territorio designato da una dichiarazione prevista in applicazione del paragrafo 2 dell’articolo 35 può, per il territorio concernente, formulare una riserva, conformemente alle disposizioni dei paragrafi precedenti.

(4) Ogni Parte che ha formulato la riserva prevista nel presente articolo può ritirarla a mezzo di una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

La revoca avrà effetto il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di un mese dopo la data di ricevimento da parte del Segretario Generale.

Art. 37 Denuncia

(1) Ogni Parte può, in qualsiasi momento, denunciare la presente Convenzione indirizzandone una notifica al Segretario Generale del Consiglio d’Europa.

(2) La notifica avrà effetto il primo giorno del mese che segue la scadenza di un periodo di tre mesi dopo la data di ricevimento della notifica da parte del Segretario Generale.

Art. 38 Notifiche

Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa notificherà agli Stati membri del Consiglio, alla Comunità europea, a ogni Firmatario, a ogni Parte e ad ogni altro Stato che è stato invitato ad aderire alla presente Convenzione:

a) ogni firma;

b) il deposito di ogni strumento di ratifica, di accettazione, di approvazione o di adesione;

c) ogni data di entrata in vigore della presente Convenzione, conformemente ai suoi articoli 33 o 34;

d) ogni emendamento o protocollo adottato conformemente all’articolo 32, e la data alla quale questo emendamento o protocollo entra in vigore;

e) ogni dichiarazione formulata in virtù delle disposizioni dell’articolo 35;

f) ogni riserva e ogni revoca di riserva formulate conformemente alle disposizioni dell’articolo 36;

g) ogni altro atto, notifica o comunicazione che hanno riguardo alla seguente Convenzione.

In fede di ciò, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tale scopo, hanno firmato la presente Convenzione.

Fatto a Oviedo il 4 aprile 1997 in francese e in inglese, i due testi fanno egualmente fede, in un solo esemplare che sarà depositato negli archivi del Consiglio d’Europa.

Il Segretario Generale del Consiglio d’Europa ne trasmetterà copia certificata conforme a ciascuno degli Stati membri del Consiglio d’Europa, alla Comunità europea, agli Stati non membri che hanno partecipato all’elaborazione della presente Convenzione, a ogni Stato invitato ad aderire alla presente Convenzione.

video: COMANDO GESUITI 

 

vedi anche: Definizione dell'ORDINE PIANO (CRIMINALI al lavoro...)
 

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