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Sull’emergenza
Vaccini
in campo la World Bank
E’ partito con un
investimento di 1 miliardo e mezzo di euro il
progetto Amc (Advance Market Commitment) voluto
dai governi d’Italia, Gran Bretagna, Canada,
Norvegia e Russia insieme a World Bank e Gavi
Alliance.
L’Amc, presentato a Roma, prevede la
creazione di vaccini destinati ai bambini dei
paesi più poveri.
L’iniziativa è finalizzata a combattere lo
pneumococco, una delle cause principali della
polmonite e della
meningite,
che ogni anno uccidono più di ,6 milioni
persone, di cui la gran parte minori sotto i 5
anni d’età. (NdR:
non e' vero
sono falsita'
biologiche)
Il progetto garantisce fondi per un periodo da 7
a 10 anni e prevede misure per garantire una
sostenibilità di lungo termine per i paesi più
poveri, sia per quanto riguarda il rifornimento
dei vaccini sia per quanto concerne il prezzo. «Con
il lancio di questo progetto, dimostreremo che
siamo in grado di salvare milioni di vite grazie
agli investimenti e all’esperienza
dell’industria», spiega Paul Wolfowitz,
presidente della World Bank. «L’obiettivo è
accelerare la produzione di
vaccini realizzabili
e urgenti per i paesi più poveri dove migliaia
di bambini muoiono ogni giorno di malattie che
si possono prevenire».
All’incontro è intervenuto anche Tommaso Padoa
Schioppa, il cui il ministero ha guidato la
campagna per l’adozione in Italia del progetto:
«Gli Amc costituiscono un approccio
innovativo che unisce strumenti finanziari
basati sul mercato e intervento pubblico. Questo
strumento apre una nuova frontiera nel
finanziamento alla lotta contro la povertà e le
malattie infettive. Progetti internazionali come
questo potranno salvare milioni di vite e
dimostrare che lo sviluppo può e deve accordarsi
con la necessità di assicurare uguaglianza e
garantire un futuro migliore per le popolazioni
più povere e indifese».
L’Amc contro lo pneumococco garantirà l’acquisto
di
vaccini, soltanto se questi saranno in grado
di rispondere a standard di efficacia e
sicurezza stabiliti in anticipo e se i paesi in
via di sviluppo li richiederanno.
Dopo questo periodo di 10 anni, nel progetto
sono già presenti condizioni per garantire
ulteriori finanziamenti.
Per ora gli investimenti si suddividono tra
Italia che ha messo a disposizione 635 milioni,
Regno Unito con 485 milioni, Canada con 200,
Russia con 80, Norvegia con 50 e Fondazione
Gates con altrettanti.
Un coinvolgimento di sforzi a cui dovrebbero far
seguito le partnership con le
industrie
farmaceutiche. «Abbiamo indetto una gara tra le
maggiori industrie mondiali», spiega Julian
LobLevyt, segretario generale dell’Alleanza Gavi.
«Gli studi clinici su una versione del
vaccino contro lo pneumococco sono a buon punto
e si può pensare che tra circa tre anni un
vaccino contro polmonite e meningite sarà pronto".
Però i
produttori mancano della capacità di
produrre e distribuire un
vaccino su larga
scala, mentre c’è necessità di estendere la
copertura del vaccino nei paesi in via di
sviluppo.
Non sappiamo chi saranno i
produttori finali ma
sappiamo che dobbiamo fare pressioni sui governi
dei paesi poveri affinché
investano in salute e
garantiscano alla popolazione locale
l’approvvigionamento dei farmaci».
Il progetto è portato avanti da un comitato di
esperti indipendenti con rappresentanti dei
paesi industrializzati e dei paesi in via di
sviluppo, che ha raccomandato che lo pneumococco
fosse la malattia nei confronti della quale
avviare un progetto pilota Amc.
Più avanti, il comitato farà una valutazione
sull’Amc e stabilirà e monitorerà alcuni
standard per i vaccini.
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità identificherà un prodotto
finale che risponda ad un profilo ideale e
valuterà la qualità, la sicurezza e l’immunogenicità
dei
vaccini Amc.
L’alleanza Gavi e la
Banca Mondiale saranno
responsabili del buon funzionamento dell’Amc
sotto il profilo programmatico e finanziario. «Ci
aspettiamo conclude Lob Levyt che i
nuovi
vaccini contro lo pneumococco cominceranno ad
essere distribuiti entro il 2010, dieci anni
prima rispetto ai tempi previsti se non fosse
stato introdotto il progetto Amc».
By Laura Kiss - Tratto da: repubblica.it
Commento NdR: Banca Mondiale e campagne di
vaccinazione nei
paesi poveri.
I vaccini sono pagati dai paesi ricchi...cioe'
con i nostri soldi..
Servono per creare il
mercato dei malati,
generare
malattie genetiche, ed
immunodepressione nelle popolazioni dei paesi
del terzo mondo....(cosi' si ottiene il
controllo della popolazione che sara'
sempre piu' malata...).
Sarebbe
interessante sapere chi sono gli "esperti
indipendenti" ?
vedi anche:
Un Virus dei Polli per salvare i Banchieri
ed ora anche i
virus dei suini....
"Le
persone disposte a barattare la propria libertà
per una sicurezza temporanea non meritano
nessuna delle due e perderanno entrambe".
(frase attribuita a Benjamin Franklin)
ESPERTO DEMOGRAFICO DELLA
BANCA MONDIALE:
LA CAMPAGNA per i VACCINI
E' PARTE della
POLITICA di RIDUZIONE della
POPOLAZIONE –
12/Ott./2012
Il 2 ottobre scorso un analista demografico in
pensione della Banca Mondiale ha ammesso che le
campagne di diffusione dei vaccini sono parte
integrante delle politiche demografiche dalla
Banca Mondiale. John F. May, il maggior
specialista demografico della Banca dal 1992 al
2012, ha detto al giornale web francese Sens
Public (poi trascritto dal think-tank per cui
lavora May) (1) che le campagne di vaccinazioni
condotte soprattutto nei cosiddetti “paesi
altamente fertili”, sono strumenti utilizzati
per la riduzione della popolazione in quei
paesi. May: “Gli strumenti utilizzati per
attuare le politiche demografiche sono “leve
politiche” o azioni mirate come le campagne per
i vaccini o la pianificazione familiare, allo
scopo di cambiare alcune variabili
fondamentali..”
Si definiscono “politiche demografiche” come
“l’insieme d’interventi attuati dai governi per
meglio gestire le variabili legate alla
popolazione e per tentare di armonizzare i
cambiamenti demografici (numero, struttura per
età e classificazione) alle aspettative di
sviluppo del paese”. May continua spiegando che
la Banca Mondiale sta assumendo un ruolo chiave
nel raggiungimento della riduzione demografica.
Non è la prima volta che dirigenti della Banca
Mondiale parlino apertamente di queste azioni
mirate al controllo demografico nei paesi del
terzo mondo. Nel suo rapporto 1984 World
Development Reportc (2), la Banca Mondiale
suggerisce di utilizzare “furgoni” e “campi” di
sterilizzazione per facilitare tali politiche
nel terzo mondo. Il rapporto inoltre minaccia
quei paesi che si mostrano lenti nell’attuare le
politiche della Banca di “misure drastiche, meno
compatibili con le scelte e la libertà
individuale”.
“La politica demografica ha lunghi tempi di
esecuzione; le altre politiche di sviluppo
devono adeguarsi di conseguenza. L’inerzia di
oggi pregiudica le opzioni di domani nel quadro
generale delle strategie di sviluppo e delle
future politiche demografiche. Inoltre,
l’inerzia di oggi potrebbe significare che
domani, per rallentare la crescita demografica,
si rendano necessarie misure più drastiche, meno
compatibili con la scelta e la libertà
individuale”.
Alcune di queste misure vengono già adottate.
Uno studio pubblicato in Human and Experimental
Toxicology (3) del Maggio 2011 concludeva che
“le nazioni che richiedono più dosi di vaccini
tendono ad avere una più alta percentuale di
mortalità infantile”(pag. 8).
Dopo studi approfonditi sugli effetti dei
vaccini in rapporto ai tassi di
mortalità
tra i
bambini, gli autori Neil Z. Miller e Gary S.
Goldman sono arrivati a questa inquietante
conclusione e hanno sottolineato l’urgenza di
un’analisi più attenta delle correlazioni tra
vaccini, tossicità biochimica o sinergica e
mortalità infantile ”- ma hanno anche concluso
ingenuamente che “Tutte le nazioni – ricche o
povere – sviluppate e arretrate – hanno
l’obbligo di verificare se i loro programmi
d’immunizzazione stiano raggiungendo gli
obiettivi prefissati.”
Non ci si può aspettare che gli autori siano a
conoscenza del fatto che, in realtà, si stanno
raggiungendo proprio gli obiettivi prefissati.
A questo riguardo è indicativo il loro punto
finale, e cioè che non intendevano dire che i
vaccini fossero pericolosi, e che avevano tratto
le loro conclusioni basandosi sulla convinzione
che l’aumento della mortalità infantile non
fosse un fatto intenzionale.
E invece è proprio il contrario. L’Organizzazione
Mondiale della Sanità (OMS),
la Banca Mondiale, il Dipartimento per
l’Ambiente dell’ONU, il Fondo per le Popolazioni
dell’ONU, la Fondazione Bill e Melinda Gates e
tutte le altre “braccia” della creatura che
chiamiamo “dittatura
scientifica” stanno accerchiando
l’umanità con
campagne massicce di programmi di vaccinazioni
e cibo geneticamente modificato.
Prima il mantra era “per combattere il
riscaldamento globale, abbiamo bisogno di un
unico grande governo mondiale”; ora suona così:
“Se vogliamo combattere la povertà, dobbiamo
avere un unico governo mondiale e anche…ma sì,
ridurre il numero degli umani.”
Ogni pretesto è buono. Tempo fa era l’emergenza
“oceani” che spingeva la Banca Mondiale a dare
il via a un’”alleanza” globale. Lo stesso
argomento vale per ogni altra possibile calamità
naturale. Seguendo questo ragionamento,
inevitabilmente si arriva ai pretesti con cui
vengono “spacciati” i controlli demografici.
Vuoi ridurre le vittime della guida in stato di
ebbrezza? Vuoi trovare la cura del cancro?
Riduci la popolazione, così moriranno meno
persone e il risultato è raggiunto. Anche la
comunità scientifica si è unita allo sforzo,
sfruttando il concetto di riduzione demografica
per fermare la povertà e le malattie nel mondo.
Sotto la guida di Jeffrey Sachs, primo
consigliere di Ban Ki-moon (4), sono stati
pubblicati diversi studi che sollecitano una
forte riduzione della popolazione mondiale nel
nome della riduzione della povertà. Nel 2009
Sachs e i suoi pupilli Pejman Rohani e Matthew
H. Bonds, scrivono il documento La trappola
della povertà creata dall’ecologia delle
malattie infettive (5). Scrissero che la
“trappola della povertà può (…) essere
neutralizzata migliorando le condizioni di
salute della popolazione.”
Ovviamente, sorge il problema: “Come migliorare
le condizioni di salute”. In un altro studio del
2009 (6) Bonds e Rohani dicono:
“(…) la nascita di un bambino nelle aree più
povere del mondo rappresenta una nuova
opportunità d’infezione per il resto della
popolazione ospite. Quindi, la teoria
epidemiologica predice che una riduzione delle
nascite riduce in modo significativo l’incidenza
delle malattie infantili.”
Nello stesso anno, qualche mese prima, Bonds
scrive una dissertazione intitolata Socialità,
Sterilità e Povertà; coevoluzione dell’ospite
patogeno con le implicazioni nell’ecologia
umana.(7) Lo studio conclude che il modo
migliore per sradicare povertà e malattie è di…
sradicare gli umani. “Abbiamo verificato che,
oltre ad avere effetti sull’economia, la
riduzione della fertilità può comportare anche
una forte riduzione delle malattie nel lungo
termine, più di quanto ci si possa aspettare, e
potrebbe anche rivelarsi un’ottima strategia per
sconfiggere alcune malattie infettive. Una tale
soluzione renderebbe fiero anche Malthus”.
Scrisse Bonds.
“(…) il nuovo modello, che rappresenta un
effetto economico, mostra che una riduzione
della fertilità può essere ancora più efficace
di un vaccino; e che una politica di diffusione
dei vaccini può rivelarsi più efficace se
condotta congiuntamente a una riproduzione umana
controllata.”
“Questo modello” continua Bonds, “dimostrerà
sicuramente i reali vantaggi della fertilità
controllata, poiché l’effetto di una ridotta
natalità comporterà anche una riduzione nella
percentuale di contagiati da malattie infettive,
il che equivarrebbe a un vaccino per tutte le
malattie infettive nello stesso momento.”
Se sradichi gli umani, sradichi anche la
malattia: il problema è risolto. “Tuttavia, le
malattie infettive, continuano a essere
significative nei paesi in via di sviluppo, quei
paesi con un alto tasso di natalità”.
“E’ chiaro l’effetto di quest’alto tasso di
natalità sulla persistenza e sulle dinamiche
delle malattie infantili, e anche sulle
difficoltà di applicazione dei vaccini” (McLean
and Anderson, 1988a; Broutin et al., 2005). E
arriviamo al punto: “La riduzione della
fertilità può essere parte integrante di una
campagna per l’eradicazione delle malattie?” La
risposta a questa domanda ce l’ha data Bill
Gates nel 2010 quando promosse l’uso dei vaccini
per ridurre la popolazione del 10-15%.
Malattia e povertà, unite come sono, possono
quindi essere eliminate grazie a una
significativa riduzione della fertilità nel
mondo.
La religione della dittatura scientifica in un
guscio di noce. Non era la prima volta che il
sig. Sachs sollecitasse un coordinamento a
livello mondiale per il controllo della
popolazione. In un comunicato stampa del
Settembre 2009 (8) Sachs non solo si lamentava
di un’inattività generale nel campo, ma
incoraggiava gli scienziati e gli esperti a
prendere in mano le redini.
“Il nostro pianeta sta vivendo l’era in cui
l’attività umana domina i processi della terra.
L’umanità si è così espansa in termini assoluti
e di attività economiche che ha preso il
sopravvento in modo vitale sui processi
terrestri al punto da cambiare il clima e i
cicli idrogeologici”. Ha affermato Sachs nel
corso della Conferenza ONU su Commercio e
Sviluppo.
“Non abbiamo necessariamente bisogno di
diplomatici attorno a un tavolo” continuava
Sachs.“Abbiamo bisogno d’ingegneri intorno a un
tavolo, di scienziati intorno a un tavolo.
Dobbiamo mettere giù le carte e dare il via a un
nuovo corso”.
Che tipo di modello ha in mente Sachs nella sua
utopia usurpatrice? In un numero del 2000 dell’
Economist (9)ha affermato:
“Il modello da emulare è la Fondazione
Rockefeller, prestigiosa istituzione del 20°
secolo dedicata allo sviluppo, che ha dimostrato
quanto bene riuscivano a compiere gli aiuti
mirati alla conoscenza”.
Non devo ricordare ai lettori che fu proprio la
Fondazione Rockfeller (10) a finanziare e
sviluppare proprio i vaccini per la riduzione
della fertilità, con l’intenzione di
distribuirli nel mondo su vasta scala. Nel suo
commento in Ritorna il fantasma di Malthus (11),
Sachs fa un’appropriata descrizione dell’ Agenda
21 senza fare però cenno al piano ONU per la
ridistribuzione della ricchezza e la riduzione
demografica:
“Dobbiamo ripensare le diete moderne e
l’architettura delle città per raggiungere
migliori stili di vita e ridurre i consumi.
E per stabilizzare la popolazione mondiale a
circa 8 miliardi di persone dovremo aiutare
l’Africa e altre aree del mondo ad accelerare le
loro transizioni demografiche. Siamo ancora
molto lontani da questo percorso. Avremo bisogno
di politiche nuove che spingano i mercati verso
quella direzione e promuovere sviluppi
tecnologici mirati al risparmio delle risorse.
Per raggiungere quest’obiettivo, dobbiamo
adottare nuove politiche che riconoscano
l’importanza di una strategia di crescita
sostenibile e di cooperazione globale.”
Come ha detto Paul Joseph Watson nel suo
articolo del Settembre 2010 Global Tax Scam
Shifts From Climate Change to Poverty (12) (la
truffa fiscale si sposta dal Cambiamento
Climatico alla Povertà Mondiale), stanno
cambiando quei pretesti con i quali si spinge il
mondo verso un governo “globale”. Il centro
d’attenzione si è spostato dal mito ormai
ritrito del riscaldamento globale al tema della
riduzione della povertà. Come sempre accade, una
volta che il pretesto viene propinato alle
masse, ecco che gli eugenisti fanno un ulteriore
passo verso la “riduzione della fertilità”. In
altre parole, verso il “governo globale”, che
faciliti la dittatura scientifica mondiale.
By Jurriaan Maessen - Fonte:
explosivereports.com
Link:
http://explosivereports.com/2012/10/04/leading-world-bank-demographer-vaccination-campaigns-part-of-population-reduction-policy/
4.10.2012 - Traduzione per
www.comedonchisciotte.org a cura di
SKONCERTATA63
NOTE
1)
http://www.cgdev.org/content/article/detail/1426540/
2)
http://www.wds.worldbank.org/external/default/WDSContentServer/WDSP/IB/2000/12/13/000178830_98101903341963/Rendered/PDF/multi0page.pdf
3)
http://het.sagepub.com/content/early/2011/05/04/0960327111407644.full.pdf+html
4)
http://www.prisonplanet.com/ban-ki-moons-top-advisor-scientific-elite-should-spearhead-global-population-control.html
5)
http://www.hsph.harvard.edu/research/matthew-bonds/files/proc._r._soc._b-2009-bonds-rspb.2009.1778.pdf
6)
http://www.hsph.harvard.edu/research/matthew-bonds/files/Bonds.Rohani.JRSI.2009.pdf
7)
http://www.earth.columbia.edu/news/2006/images/Bonds_Dissertation_Ecology.pdf
8)
http://www.un.org/apps/news/story.asp?NewsID=32074&Cr=climate+change&Cr1
9)
http://www.earthinstitute.columbia.edu/sitefiles/file/about/director/pubs/Economist0600.pdf
10)
http://www.infowars.com/rockefeller-foundation-developed-vaccines-for-“mass-scale”-fertility-reduction/
11)
http://www.earthinstitute.columbia.edu/sitefiles/file/about/director/2009/SciAm_September
2008.pdf
12)
http://www.prisonplanet.com/global-tax-scam-shifts-from-clim
Video del prof.
Auriti sul Debito pubblico, Signoraggio ed Usura
dei Banchieri del mondo !
L’ASSE del MALE,
GESTITO e PRODOTTO dai
CRIMINALI
che
CONTROLLANO I PIANETA
Il vero "asse del male" non sono gli "stati
canaglia", ma il pericoloso circuito tra
povertà,
malattie infettive,
degrado ambientale e crescente competizione
per l'accesso al
petrolio
ed altre "risorse".
E' il chiaro atto d'accusa verso la Casa Bianca
che emerge dallo "State of the World 2005",
l'ultimo rapporto del prestigioso Worldwatch
Institute.
La "lotta al terrorismo sta spostando
l'attenzione del mondo dalle reali cause di
instabilità" - notano i curatori del Rapporto.
Il terrorismo viene letto, come sintomo di
un'insicurezza globale, spesso effetto perverso
della drammatica interazione tra povertà,
degrado ambientale e diffusione delle malattie.
Quelli che i curatori del rapporto chiamano i
«problemi senza passaporto» generano e
alimentano le condizioni in cui l'instabilità,
la guerra e gli estremismi politici prosperano.
Tutto ciò sta conducendo il mondo in una spirale
pericolosa in cui il tessuto connettivo delle
nazioni è compromesso, la capacità di «governo
politico» delle crisi è ormai nulla e si
sviluppa la radicalizzazione. «Affrontare queste
sfide - scrivono gli esperti del Worldwatch -
richiede una strategia che dia risalto ai
programmi di prevenzione, piuttosto che risposte
di tipo militare».
"Un mondo più giusto
e sostenibile è un mondo sicuro" - spiegano i
curatori. "Piuttosto che continuare a rafforzare
il potere militare, i governi devono raddoppiare
gli sforzi per salvaguardare la vita umana e
l'ambiente, devono pensare al disarmo e alla
ricostruzione post-bellica e ridisegnare le
Nazioni Unite se vogliono dei cambiamenti nel
futuro".
Sono sostanzialmente tre, secondo gli autori, le
azioni che i governi devono mettere in pratica.
Prima di tutto rafforzare la cooperazione
internazionale per rispondere al meglio ai
problemi della povertà, delle malattie e
dell'inquinamento; in secondo luogo supportare,
attraverso uno spostamento delle risorse
destinate agli armamenti, i Millenium
Development Goals, gli obiettivi fissati
dall'Onu per il 2015 e infine sostenere delle
iniziative ambientali e dei programmi di
monitoraggio comuni.
Sono impressionanti
i dati forniti dal Rapporto 2005 dal titolo "Redefining
Global Security" del Worldwatch Institute,
l'istituto americano che dal 1984 pubblica
annualmente il rapporto sulla salute del
Pianeta.
Oggi nel mondo quasi due miliardi di persone
soffrono la fame e la sicurezza alimentare è
insidiata spesso dai fattori quali la
disponibilità d'acqua, la proprietà fondiaria e
l'accesso alle risorse, la povertà e il degrado
ambientale. Uno dei maggiori ostacoli alla
sicurezza alimentare sono i cambiamenti
climatici, la perdita della biodiversità e
l'aumento delle malattie.
Il Rapporto segnala infatti che 14 milioni di
persone muoiono per malattie infettive e
numerose malattie, come tubercolosi e malaria,
sono una costante minaccia e nuove malattie
prendono forma, accrescendo la loro diffusione
geografica.
Uno dei maggiori elementi di instabilità
politica e sociale è rappresentato dal petrolio,
o meglio dal massiccio uso di questo
combustibile fossile come fonte primaria di
produzione di energia.
La produzione di petrolio ha raggiunto il tetto
in 33 dei 48 maggiori produttori mondiali e la
forte dipendenza dal petrolio alimenta le
rivalità geopolitiche, le guerre civili e le
violazioni dei diritti umani. Ma non solo: la
sicurezza economica delle nazioni che offrono e
acquistano petrolio è compromessa dalle
oscillazioni del prezzo e dalle stesse
opportunità di rifornimento.
Il trend di crescita della popolazione è in
lenta diminuzione, ma in 100 Paesi i giovani tra
15 e i 29 anni sono più del 40% degli adulti. Ma
le opportunità economiche sono particolarmente
limitate in Medio Oriente ed in Africa
sub-Sahariana, in cui il 21-26% dei giovani sono
disoccupati.
Nel mondo più di 200 milioni di giovani sono
senza lavoro o non guadagnano abbastanza per
sostenere una famiglia e, sottolinea il
rapporto, «possono essere una forza
destabilizzante se il loro scontento li spinge
al crimine o nelle insurrezioni o nei gruppi che
si alleano con quelli estremisti».
Nonostante tutto
questo continua la corsa agli armamenti, per la
quale ogni anno nel mondo si spendono
complessivamente quasi 1000 miliardi di dollari,
una spesa a cui i paesi in via di sviluppo
contribuiscono per un quinto.
Con le cosiddette piccole armi usate nei
conflitti armati vengono uccise 300 mila persone
ogni anno e altre 200 mila muoiono in seguito a
bombardamenti. Almeno un quarto delle 50 guerre
e conflitti degli ultimi anni è dovuto allo
sfruttamento del petrolio, che ha provocato
finora la morte di cinque milioni di persone.
Questi problemi, mettono in allarme gli autori,
rischiano di far cadere il mondo in una spirale
senza uscita. Otto stati nel mondo dispongono di
28mila ordigni nucleari. 6 Paesi posseggono armi
chimiche, il 98% delle quali appartengono a USA
e Russia.
L'unica risposta possono fornirla i governi,
ripensando seriamente alla propria struttura e
prospettive per il pianeta - conclude il
rapporto. [GB] - Tratto da: unimondo.org
Comunque la SOLUZIONE a TUTTI i PROBLEMI del MONDO e' GIA' QUI - vedi: Padroni del mondo, e' finita per voi !
Sovranita’ monetaria e Signoraggio bancario
La competenza europea non è più Costituzionale. Possiamo rientrare, persino "legalmente".
Ciò non toglie che le regole sono state costruite raggirando i popoli, e che quindi in ogni caso i popoli hanno la sovranità necessaria per ribaltare una qualsiasi legge elitaria.
SOLUZIONE:
Dovremmo per risolvere il problema della
Sovranita' monetaria, innanzi tutto nazionalizzare le Banche
Centrali (FED + BCE, ecc.), togliendole dalle mani dei privati, cosi come la Banca Italia (NON d'Italia, perche' anch'essa in mano ai privati), poi stampare carta moneta, come
Stati uniti d'Europa (UE), pari al debito
"pubblico" delle varie nazioni UE che gli uomini
di governo dei vari stati hanno contratto (e'
tutto fatto di carta straccia, che i banchieri,del mondo piazzando i loro uomini negli stati o comprandoseli...hanno fatto si che gli stati si indebitassero con loro....e quindi ci potessero tenere per le palle....ricattandoci
con il debito stesso), ed inviare la carta
moneta stampata (la parte che li compete) al Fondo monetario internazionale (il FMI e' di proprieta' dei banchieri...e' una loro creatura)contemporaneamente,
riscatta-ricompra i titoli statali emessi, che
hanno acquistato i privati, gli altri stati e le
banche) in modo da eliminare il debito, e cosi' ci riapproprieremmo degli interessi che ogni anno paghiamo (in Italia c.a. 100 miliardi di euros l'anno) e li
potremmo investire nell'industria, nel turismo,
nei servizi...e cio' per i vari stati
indebitati...
CMQ ma sara' una gara dura, perche' gli USURAI del mondo hanno i loro uomini piazzati ovunque nel mondo e nei posti chiave....che faranno di tutto per impedirci di arrivare a farlo...!
Ma noi ce la possiamo fare !
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