Si e' tenuto un
simposio internazionale al quale hanno partecipato oltre 500
scienziati e docenti universitari provenienti da tutte le parti
del Pianeta, che ha trattato l'argomento: "Origini dell'Universo
ed eta' della Terra" - Ottobre 2006 - SEUL, Corea del Sud
L'evento e' stato tenuto presso l'Universita' Songsill e Baesuk
della citta' di Cheonan (CdS).
Dalle interviste
e dalle relazioni tenute dai vari oratori e' emerso con
chiarezza che scopo del simposio e' stato quello di raccogliere
e coordinare le informazioni sulle piu' recenti scoperte nel
campo della scienza per comprendere la questione delle origini
dell'Universo e quelle del pianeta Terra, sistema solare ecc.
Si e'
sottolineato che pur osservando queste scoperte da tutte le
angolazioni possibili, si perviene all'evidenza che tutto e'
compreso in un Progetto Intelligente -
Progetto
Vita; qualcuno potrebbe obiettare che la conclusione
ottenuta al convegno, potrebbe sembrare un poco "teologica", la
risposta di diversi scienziati e' stata questa: "non
teologica ma teleologica" nel senso dato da Monod per
spiegare la complessita', l'ordine e le finalita' manifeste
anche nella struttura biochimica della materia organica e nei
cristalli.
L'evidenza di un Progetto nell'Universo fa
parte, con pieno diritto di una visione laica della Scienza.
Definizione di: Teleologica:... è una soluzione che
accorda al nesso credenza-comportamento condizioni di
soddisfazioni che si suppongono selezionate sulla base di una
funzione primitiva che associa simboli mentali a contenuti
definiti naturalisticamente in rapporto ad uno scopo
biologicamente determinato.
Al fisico
italiano prof. Ferdinando Catalano (Universita' del Molise) sono
state rivolte alcune domande:
"Lei di cosa ha parlato ?", la sua risposta e' stata: "dei
metodi di datazione radiometrica in paleoantropologia, dei loro
limiti di applicabilita', degli errori insiti nelle tecniche di
misura e dei vizi di metodo, con particolare riferimento al
radiocarbonio".
Domanda: "Non ci si puo' fidare del radiocarbonio ?"
Risposta: "Dipende da cosa intendiamo misurare e fin dove
pretendiamo di spingerci indietro nel tempo con questo metodo"
- Con il radiocarbonio (C14) pur usando tutti i piu'
raffinati accorgimenti e la tecnologia piu' avanzata, possiamo
datare un fossile di natura organica fino a circa 60.000 anni
fa, con un margine di incertezza che cresce notevolmente con l'antichita'
del reperto. Quando la gente legge sui giornali che e' stato
trovato un fossile umanoide vecchio di 3 milioni di anni, deve
sapere che il C14 NON c'entra assolutamente ! Cio' che si data
e' il sito geologico o gli utensili rinvenuti accanto al
reperto, e d e' qui che si commette un vizio di metodo,
sarebbe a dire che lei ha la stessa eta' della carta che sta
usando per prendere appunti, il risultato non le piacerebbe"
!
Domanda: "Un giudizio su questo simposio "?
Risposta: "Senz'altro positivo sotto tutti gli aspetti; ho
scambiato conoscenze con molti scienziati orientali ed ho
constatato la naturalezza e la convinzione con la quale parlano
dell'evidenza di un disegno intelligente nella struttura
dell'Universo".
Commento NdR:
Esiste quindi una CoScienza dell’UniVerso, auto prodotta per sua caratteristica intrinseca - (vedi
Infinito) e presente in ogni suo
punto od Ente dell’Universo ed ora
questa coScienza si interroga su cio’ che l'ha generata.
L’auto coscienza dell’UniVerso
e’ la proprieta’ intrinseca che Egli
possiede di generare al suo interno ed
in
ogni punto di se, una
qualche forma di vita intelligente, in grado di
effettuare osservazioni su di se' e
sulle cause della propria esistenza
(Principio Antropico).
vedi anche:
Energia=Informazione=sostanza
+
Universo
Elettrico 1
+
Universo Elettrico 2 + UniVerso
Elettrico 3
+ Universo
Elettrico 4 + Universo
Mentale + UNIVERSO ARMONICO
+
Universo
Elettrico
(definizione) +
UniVerso Olografico
+ Universo matriosca
+
Cosmologia, Cosmogonia + Esperimento
Archiviato +
Chi
e', cosa e', dov'e' dio ?
+
INFORMAZIONE, CAMPO
UNIVERSALE e SOSTANZA-Campi MORFOGENETICI
+
Teoria
del TUTTO +
OLO-MERO (la scoperta dell'Infinito Assoluto) + Trans - Uranici +
UNIVERSO OLOGRAFICO -
IPERSPAZIO +
Vuoto QUANTOMECCANICO Intelligente ?
+
Le prime parole della Genesi
+
Galassie madri
+ Sintesi
(il senso della Vita)
+
Teoria dei Gradienti e delle Onde Portanti +
PFD:
Universo e la teoria
delle stringhe
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
Il nostro Universo si trova
all'interno di un wormhole ? 15
Aprile 2010
Un
wormhole, letteralmente buco di verme, è un ipotetico tunnel
che collega due diversi punti nello spazio tempo, e, in teoria, alla
fine di ogni wormhole potrebbero esserci due universi.
Nikodem
Poplawski, fisico teoretico della
Indiana University,
ha fatto un passo in più nella teoria proponendo che forse il nostro
universo potrebbe trovarsi all'interno di un wormhole, che si trova
all'interno di un buco nero, che a sua volta si trova all'interno di
un universo molto più grande. Pazzesco vero? Eppure per quanto possa
sembrare assurdo, questo concetto di wormhole offre soluzioni alle
equazioni della teoria generale della
relatività di Einstein.
Infatti, gli wormhole, chiamati anche Ponte Einstein-Rosen, offrono
una soluzione cosi buona che molti teorici pensano che wormhole veri
potrebbero eventualmente essere scoperti o anche creati, e forse
potrebbero anche essere usati per viaggi rapidissimi tra vaste aree
nello spazio, o addirittura viaggi nel tempo.
Comunque, una delle proprietà conosciute dei wormhole, è che sono
altamente instabili e probabilmente collasserebbe all'istante se
anche una piccolissima quantità di materia, come un singolo fotone,
provasse a passare per loro. Ma funzionerebbe, ed esisterebbe la
materia, se noi fossimo all'interno di un wormhole, dentro un buco
nero in un altro universo ?
Poplawski pensa di si. Il fisico teorico usa il sistema di
coordinate euclidee, chiamate anche "Coordinate
Isotrope" per descrivere il campo gravitazionale di un buco nero
e per creare un modello del movimento radiale geodetico di una
particella massiccia in un buco nero. "Questa condizione sarebbe
soddisfatta se il nostro universo fosse all'interno di un buco nero
che esiste all'interno di un universo molto più grande." ha spiegato
Poplawski.
"Dato che la teoria della relatività di Einstein non sceglie un
orientamento per il tempo, se un buco nero può formarsi dal collasso
gravitazionale della materia tramite un orizzonte degli eventi nel
futuro allora anche il processo inverso è possibile.
Questo tipo di processo descriverebbe l'esplosione di un buco
bianco: materia che emerge dall'orizzonti degli eventi nel passato,
come l'espansione dell'universo." Quindi il un buco bianco, sarebbe
connesso con un buco nero, tramite un wormhole, ed è ipoteticamente
la versione "rewind" nel tempo, di un buco nero.
La ricerca di Poplawski suggerisce che tutti i buchi neri
astrofisici, e non solo i buchi neri Schwarzschild e Einstein-Rosen,
potrebbero avere i ponti di Einstein-Rosen, ognuno con un nuovo
universo dentro che si è formato simultaneamente al buco nero. "Da
questo ne deriva che il nostro universo potrebbe esso stesso essere
nato da un buco nero esistente in un altro universo." ha spiegato
Poplawski.
Continuando a studiare il collasso di una sfera di polvere in
coordinate isotrope, e applicando le correnti ricerche di Poplawski
ad altri tipi di buchi neri, si potrebbero evitare molti problemi
che gli scienziati hanno trovato nella teoria del
Big Bang e il problema della perdita di informazioni nei buchi
neri, che dice che tutta l'informazione sulla materia viene persa
una volta che attraversa l'orizzonte degli eventi (in cambio però si
contraddicono le leggi della fisica quantistica).
Poplawski teorizza che questo modello in coordinate isotrope
dell'universo come un buco nero potrebbero spiegare l'origine dell'inflazione
cosmica.
Il problema ora è questo, possono queste idee essere provate ?
Testate ? Beh, c'è il problema che per vedere se un oggetto può
viaggiare attraverso un wormhole, l'osservatore dovrebbe essere
anch'esso nel wormhole, dato che l'interno di un wormhole non può
essere osservato da fuori.
Una possibile soluzione è che un tipo di materia esotico non farebbe
collassare il buco nero, quindi dovremmo creare, o essere fatti di,
materia esotica per tenere il wormhole aperto. Ma forse, come
propone Poplawski, se il wormhole è dentro un buco nero dentro un
altro universo, allora funzionerebbe. Insomma, serve un volontario.
qualcuno si offre ?
Fonte: link2universe.wordpress.com
>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
LA COSCIENZA DEL SÉ NEGLI UNIVERSI - By Antonio Bruno, per
Edicolaweb
La consapevolezza del sé è, forse, la specificità più importante
dell'essere umano. Ma, a pensarci bene, questa asserzione potrebbe
essere abbastanza parziale.
In effetti, noi non sappiamo affatto quanto effettivamente possano
avere il "senso del sé" un cane, un gatto, un cavallo o qualsiasi
altra forma di vita.
La scienza è tuttora incapace di definire e spiegare questo concetto
di individualità preferendo demandare la questione alla filosofia o
cercare, ancora una volta, una sbrigativa conclusione che ricorre al
cervello includendo il fenomeno della coscienza del sé fa le varie
conseguenze dell'attività elettrica neuronale di qualche etto di
materia grigia racchiusa nella scatola cranica.
Un po' come i sogni, la fantasia, il senso artistico, ecc., la
nostra coscienza di esistere non sarebbe altro che lo sviluppo più
accentuato dell'emisfero destro del cervello o, comunque, una
qualche sorta di suo inganno.
Il fatto sta, però, che non è tuttora possibile definire con un
inconfutabile processo empirico, riproducibile in laboratorio, né la
coscienza del sé né gli stati soggettivi dell'esistere e del
percepire che fanno di ognuno di noi un individuo unico ed
irripetibile.
Questo è senz'altro il problema più grande nel caso si volessero
considerare i possibili sviluppi della clonazione.
A sentire molti ufologi, inoltre, se è vero che gli esseri che
"pilotano" certi UFO altro non sono che entità bio-meccaniche (forse
integrate con la stessa astronave) frutto di un processo molto
simile alla clonazione, essi non possiedono però alcuna emozione né
sensibilità. Sarebbero cioè, completamente asettici nel loro agire,
meri esecutori del programma al quale sono stati destinati. Questo
atteggiamento dei presunti occupanti degli UFO, in specifico nei
casi di abduction, ha portato molti a ritenere che si tratti di
esseri crudeli, addirittura perfidi.
Ma il discorso potrebbe, come dicevamo, avere un'altra chiave di
lettura. E si tratta di un discorso che interessa la parte, diciamo
così, "etica" della questione ufologia perché, una volta che abbiamo
stabilito che si ha a che fare con "qualcosa di intelligente",
diventa primario cercare di capirne i canoni mentali e, se
possibile, cosa li avvicinano allontana a noi dal punto di vista
della vita emotiva.
L'esempio dei suddetti esseri, che gli ufologi chiamano "grigi", può
pertanto adattarsi bene ad una trattazione più ampiamente dedicata
alla percezione dell'esistere.
Proprio come le impronte digitali, tutti abbiamo una coscienza ma,
allo stesso tempo, ogni coscienza è unica ed irripetibile.
La domanda che ne nasce potrebbe essere, a questo punto: come mai a
noi esseri umani è consentita la consapevolezza del sé?
Cos'è quel qualcosa che ci fa anelare ad una sorta di rincorsa a
ritroso nel tempo e nel mondo delle cause all'affannosa ricerca di
un qualcosa che potremmo definire "inizio" ?
O, forse, è una conseguenza inevitabile della coscienza del sé
questo voler capire la propria origine ed il proprio fine?
Viviamo forse in un universo che si sta interrogando su sé
stesso...?
Come abbiamo visto più sopra, però, nessuno può sapere esattamente
che grado di coscienza del sé abbiano un cane, un cavallo o
qualsiasi altra creatura.
Pertanto, la domanda andrebbe formulata meglio; diciamo più o meno
così: a quale livello di coscienza del sé scatta l'esigenza di
interrogarsi sul proprio destino e sulla propria provenienza ?
Qualcuno potrebbe pensare che è proprio questo porsi domande
finalistiche la linea netta di demarcazione fra gli esseri dotati di
coscienza del sé quelli che non la possiedono. Per estensione, se
postulassimo che la coscienza del sé è un attributo dell'anima,
sembrerebbe quasi logico che sia solo l'uomo a possederla in quanto
unico essere che si pone quesiti esistenziali.
Ma qualcosa non torna.
Chi mi dà il diritto di credere che la linea seguita dal mio
percepire, dal mio stesso pensiero e dal suo sviluppo sia l'unica
patente di superiorità che mi consenta di ritenermi dotato di anima?
Perché io devo dirmi certo che il mio cane non abbia la percezione
della sua singola individualità e che, limitatamente a quanto il suo
cervello gli consente di postulare (perché, non dimentichiamolo, il
cervello è solo uno strumento dell'anima!), non riesca a percepire
la differenza fra quanto accade a sé e quanto, invece, accade ad un
altro cane?
Io ne possiedo quattro, di cani, e sovente mi capita di osservare le
loro espressioni in una svariata serie di contingenze. Quando, ad
esempio, esprimono delusione e preoccupazione, nel caso che uno di
essi ritenga che io ho elargito più cibo ai suoi fratelli privando
al contempo lui della razione che gli sarebbe spettata. Pare che
quello rimasto senza cibo si domandi: "Perché agli altri sì e a me
no?"
Ecco il punto: se la mia interpretazione delle emozioni canine è
giusta, ecco che la coscienza del sé esiste anche per i cani.
"Perché a me no?", si chiede il cane: qui sta il suo grado di
consapevolezza del sé, o meglio, qui il cane lo tradisce e rivela.
Ho parlato di cani perché io ho rapporti quotidiani con questi
stupendi animali ma sono sicuro che il discorso si può estendere ad
un gran numero di specie "superiori".
Il concetto di "anima" torna ad affacciarsi alla mia mente e,
tornando per un attimo all'uomo, non possiamo dare per scontato,
però, che possieda un'anima solo per la sua capacità di porsi
quesiti esistenziali, poiché sappiamo bene che esistono individui
che trascorrono tutta la loro vita in quello che potrei definire
l'oblio del pensiero, l'obnubilazione dell'intelligenza, unicamente
protesi alla soddisfazione delle brame più immediate. Mentre ci sono
animali i quali, se non per quanto dicono ma per come si comportano,
sembrano ben più "umani" di molti uomini!
Ora lascio volentieri spazio alla filosofia. Del resto, la
consapevolezza di un'anima universale che pervade il tutto e che si
fraziona in infinite coscienze-forma, non credo possa essere
appannaggio di una sola categoria di pensatori.
Se nei mille universi, fra cui "galleggia" anche il nostro, la
coscienza sia un fenomeno locale o una peculiarità oggettiva lascio
ad ognuno decidere. La mia certezza che sia vera la seconda ipotesi
è, lo so bene, una mia personale scelta "di cuore" che non potrà mai
trovare spazio nei libri di scienza.
Almeno... QUESTA scienza.