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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


VACCINI e CANCRO della PLEURA 

Il Thiomersal dei vaccini produce danni anche gravi
Metalli tossici
Danni al sistema enzimatico da Vaccini e metalli 
By Giusy Arcidiacono (CT) - arcidiaconogiusy@hotmail.com -
Perito Commerciale - chimico
Sindrome della permeabilita' intestinale ed autismo
Metalli tossici dei vaccini = Autismo vedi: PDF dott. M. Proietti
Il Thimerosal dei vaccini distrugge e/o altera la flora intestinale essendo una sostanza altamente tossica
Ecco il recente studio che ha coinvolto più di 17.000 bambini fino a 19 anni
Questo studio-indagine attualmente in corso è stato avviato dall’omeopata Andreas Bachmair.

 

L’amianto non basta, la colpa è anche dei Vaccini
vedi: Minaccia nascosta nel Vaccino per la Polio + SV40

E’ saltato fuori lo zampino di un virus nelle cellule di un tumore aggressivo della pleura, il mesotelioma. Questo virus proviene dalle scimmie ed è stato messo in circolazione all’interno della specie umana in quanto presente nel vaccini contro la poliomielite fino 1985.
Un ricercatore italiano, Antonio Procopio dell’università di Chieti, insieme con due studiosi del National Institutes of Health americani, Michele Carbone e Harvey Pass hanno fatto questa scoperta. 
Il virus che i tre ricercatori hanno inaspettatamente trovato all’interno dei tumori (e che non c’è nei tessuti circostanti) ha tutti i connotati dell’
SV4O, un agente infettivo dei macachi ben noto per essere stato somministrato a 450 milioni di persone per mezzo del vaccino Sabin.
Il
vaccino per la polio si prepara con cellule di scimmia, da cui il virus SV4O era passato nei preparati distribuiti in tutto il mondo fin dagli anni 50, fino agli anni 80' (1998).
L’incidente della vaccinazione non sarebbe stato così innocuo come sinora si è sostenuto, questo indica e fa brillare tutta la nostra ignoranza sui possibili effetti a lungo termine delle vaccinazioni. 
vedi anche: "PANORAMA" e "L'ESPRESSO" deI 10/6/94

Video:
Medico confessa che il cancro ed altri virus sono nei vaccini

 

STORIA della CONTAMINAZIONE
La storia della contaminazione del vaccino di Salk uscì con poco scalpore il 26 Luglio 1961, a pagina 33 del New York Times. Veniva riportato che Merck e altri produttori avevano interrotto la produzione fino a quando non fossero riusciti a eliminare il "virus della scimmia" dal vaccino. Chiamato in causa, il PHS disse che non c'erano prove che il virus fosse pericoloso.
Eccetto naturalmente i 20 piccoli porcellini d'india infettati.

Nel 1962, uno studioso di epidemie di Harvard, il Dr. Joseph Fraumeni, entrò nell'Istituto Nazionale sul Cancro e gli fu assegnato il compito di verificare se ci fossero stati degli aumenti di tumori tra i pazienti che avevano utilizzato il vaccino di Salk.
Con due colleghi, Fraumeni testò campioni del vaccino da maggio a giugno 1955, i primi mesi della campagna nazionale per l'immunizzazione. Poi divisero i risultati in "assente," "basso" o "alto" secondo l'ammontare di virus SV40 riscontrato.

Fu l'unica volta che le autorità americane vollero misurare questo livello nei vaccini tra il '55 e il '62. Gli altri campioni immagazzinati vennero poi distrutti. Fraumeni individuò casi dove la contaminazione era distribuita nei mesi chiave. La California ricevette un vaccino con basso livello del virus. Lo studio prese in considerazione anche la fascia di morti per cancro dai 6 agli 8 anni vaccinati durante questo breve tempo analizzando il gruppo per 4 anni.

I risultati, pubblicati nel giornale dell'Associazione Nazionale Medici, non mostravano una reale differenza tra il numero di morti per tumori tra gli Stati con alto o basso livello del virus SV40 nel vaccino e quelli negli Stati dove il virus era assente.

Eppure dopo poco più di un anno, dopo "reportage isolati" che collegavano il virus con il cancro nell'uomo, Fraumeni riconsiderò che poteva essere creato un altro gruppo di pazienti che avevano usato il vaccino per tenerli sotto osservazione. Questo gruppo sarà oggetto delle prove condotte nei primi anni '60 all'Ospedale Generale Metropolitano di Cleveland.
Per vedere i differenti effetti causati dalla differente presenza del virus SV40 nei vaccini, i ricercatori dell'ospedale iniettavano ai neonati delle famiglie nere più povere dosi che oscillavano intorno alle 100 volte le dosi consigliate agli adulti. Non proprio una bella azione verso questi bambini.
Gli esperimenti durarono 3 anni, coinvolgendo 1.073 bambini, alla maggioranza dei quali fu dato il Sabin per via orale, dopo che è stato dimostrato che contiene il virus SV40. Un reportage del 1982 minimizza le limitazioni dello studio dicendo che la maggioranza dei bambini ha dato esito negativo e che comunque i tumori connessi con il virus SV40 possono impiegare dai 17 ai 19 anni per manifestarsi e che oltretutto c'era ancora meno probabilità di contrarre il virus con il vaccino per via orale.

Nonostante il campanello d'allarme delle critiche, tutto viene insabbiato dicendo che le scoperte erano "rassicuranti e coerenti nel determinare che il virus SV40 non è cancerogeno per l'essere umano". Poi fermarono gli studi, reclamando "grosse difficoltà ed ostacoli nel tracciare il particolare gruppo dai risultati negativi". Nessuna menzione però al al comportamento distruttivamente razzista con il quale è stato condotto lo studio e che ha segnato anche la posizione del governo per anni.

BOOM, 1988
A Boston, il Dr. Robert Garcea e il suo assistente, il Dr. John Bergsagel, usarono un nuovo strumento, la reazione a catena di polimerasi, PCR, per cercare un paio di virus comuni nel cervello di bambini con tumori. In più della metà dei tumori risultò un DNA alterato e finalmente si accorsero che si trovavano di fronte al SV40.

La PCR era capace di amplificare piccole parti del DNA, facendo indagini molto più credibili delle prime che venivano fatte con test primitivi. I risultati furono inquietanti, indicando che i bambini erano troppo giovani per avere assunto i vaccini contaminati e che in qualche maniera il virus li aveva infettati, trasferendogli il cancro.

Nello stesso anno, il Dr. Michele Carbone trovò qualcosa molto simile a un tumore nei laboratori dell'Istituto Nazionale della Salute (NIH) a Bethesda. Carbone fece vari esperimenti che dimostrarono che il 60% dei porcellini d'india, dopo che gli era stato iniettato del SV40 nel cuore, contraevano un tumore letale: mesotelioma. Stava accadendo qualcosa di terribile.

Carbone usò infine la PCR per testare 48 pazienti affetti da mesotelioma ricoverati al NIH. Quando scoprì che 28 di essi risultavano positivi al virus SV40 rimase esterrefatto. La PCR stava scatenando un'ondata di scoperte su questo virus. Dalla fine del 1996, dozzine di scienziati collegano il virus SV40 con una varietà di tumori alle ossa e un ampio ventaglio di quelli al cervello, un incremento del 30 per cento rispetto a 20 anni prima.

Al NIH di Bethesda, gli addetti diventavano sempre più preoccupati per le scoperte sul virus SV40. E questi risultati erano particolarmente interessanti per Fraumeni, che fu promosso a direttore della Divisione Epidemiologia e Genetica del Cancro all'Istituto Nazionale sui Tumori (NCI). i suoi primi studi lanciavano una sfida a chi sosteneva che il virus SV40 non fosse rischioso.

Qualcosa in più sul NCI, National Cancer Institute

La verità è che il National Cancer Institute (NCI-Frederick) e le 37 organizzazioni partners hanno sede a Fort Detrick, a circa 20 minuti da Bethesda, nel Maryland. Fort Detrick è di proprietà del United States Army Medical Research and Materiel Command (Ricerca medica e materiale di controllo dell'esercito degli USA, USAMRMC n.d.t).
Tra gli obiettivi primari c'è la ricerca e lo sviluppo biomedico. Qui è dove è stato sviluppato il virus dell'AIDS, non dalle scimmie.

In un articolo nell' Online Journal nel 2005, The AIDS virus: Made in the USA ?, scriveva che il "Dr. Robert Strecker indicava che il virus dell'AIDS fosse stato sviluppato dal NCI, in cooperazione con l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), in un laboratorio a Fort Detrick in Maryland.
Dal 1970 al '74, queste strutture erano parte dell'Unità di Guerra batteriologica degli Stati Uniti, conosciuta come l'Unità Malattie Infettive dell'Esercito, o Divisione Operazioni Speciali, anche ricordato come il laboratorio della guerra chimica e batteriologica dell'esercito.
Dopo il 1974, la struttura fu rinominata National Cancer Institute (NCI). D'accordo con i ricercatori William Cooper (ex ufficiale della Marina Militare), citato nell'articolo di Larry Jamison' Is The AIDS Virus Man Made ? (L'AIDS è stato inventato dall'uomo ?), "questo lavoro fu supervisionato dalla CIA sotto il progetto chiamato MK-NAOMI".

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