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GUIDA  alla  SALUTE con la Natura

"Medicina Alternativa"   per  CORPO  e   SPIRITO
"
Alternative Medicine"
  for  BODY  and SPIRIT
 

 
 


 "VILLAGGIO della SALUTE" - PROGETTO per REALIZZARLO
(la ricerca dell'Autosufficienza)
Universo Intelligente + Universo Elettrico + SOVRANITA' INDIVIDUALE (Dichiarazione)
 

Questo Progetto di ECOVILLAGGIO (areligioso ed apolitico) puo' interessare chiunque abbia a cuore la propria salute e quella dei propri cari, ma se del caso la persona DEVE essere in armonia (voler vivere) con i Principi Spirituali che esponiamo in questo Portale - vedi: Definizione di IO SONO

Zona interessata in Italia, da definire, se possibili vicino al mare
(
Per ora, abbiamo acquistato un terreno di 25 Ha nel comune di Urbino e stiamo cercando la possibilita' di ottenere finanziamenti).

Gli ecovillaggi sono piccole comunità rurali o urbane che integrano una struttura sociale basata sulla solidarietà con attività pratiche legate alla progettazione ecologica. Sono modelli insediativi che cercano di proteggere i sistemi viventi del pianeta, di incoraggiare la crescita personale e di sperimentare stili di vita che facilitino l'armonia tra gli esseri umani e la natura. 
All'interno della terminologia ecovillaggi trovano spazio anche altre esperienze comunitarie che pongono al centro della loro identità non solo l'aspetto ecologico, ma anche istanze spirituali, di medicine alternative, educative, religiose e politiche.
vedi anche:
Autosufficienza in Agricoltura Biologica + GRUPPI di ACQUISTO SOLIDALE + Specie Umana, Progetto 3M - PDF + un esempio di iniziativa per il Villaggio della Salute

In genere questi sono i principi base ispiratori:

I principi per la progettazione

Elenchiamo qui una breve sintesi dei principi che costituiscono le linee guida per la progettazione in permacultura.
Le loro applicazioni e interazioni costituiscono la materia di studio dei corsi teorico-pratici che vengono organizzati ormai da moltissimi anni in tutto il mondo e da qualche anno anche in Italia.

- Avere cura delle persone.
- Prendersi cura della terra, quindi lavora con e non contro.

- Limitare il nostro consumo alle necessità - condivisione equa e solidale delle risorse.
- Tutto influenza tutto: individuare le relazioni funzionali fra i vari elementi.

- Riflettere prima di agire e fare il minimo cambiamento per ottenere il massimo risultato.

- Gli errori sono occasioni per imparare.

- Ogni elemento in un sistema naturale svolge molte funzioni, cercare di sfruttare tutte le potenzialità di   ogni elemento.

- Ogni funzione può essere esercitata da più elementi. Progettare in modo che tutte le funzioni importanti possano essere svolte anche quando qualche elemento non funziona.
- Il tutto è più della somma delle parti.

- Ogni problema contiene in sé la soluzione: trasforma i limiti in opportunità.

- Favorire la biodiversità: progettare in modo da aumentare le relazioni fra gli elementi piuttosto che il numero di elementi.

- Minimizzare l'apporto di energia esterna, progettando sistemi che sfruttano le risorse presenti in loco, riciclare e riutilizzare il più possibile.
- Collaborazione fra i vari partecipanti al progetto per la costruzione del Villaggio e per la sua manutenzione.
- Scambio delle competenze professionali fra gli stesi partecipanti a costo ZERO fra di essi e se possibili anche con gli esterni, in modo da evitare lo scambio di denaro, che nel villaggio e' abolito, la moneta di scambio e' il tempo dedicato con la propria professionalita'.

- Pianificare gli sviluppi futuri.

1 - Il Villaggio della Salute sara' un centro medico-sanitario e di ricerca, multidisciplinare , con case separate per le varie famiglie che vi abitano (in affitto annuale od in affitto mensile od multiproprieta' settimanali), ma con servizi comuni, cucina, orto, Centro Salute Naturale, biblioteca, sala per mangiare (riunioni, conferenze, corsi di medicine naturali, teatro, danza, musica, ecc.) tennis, piscina, calcetto, stalle, magazzino attrezzi, garages, ecc.

2 - Autogestito per mezzo dei suoi abitanti per avere cio' che serve per l'autosufficienza del Villaggio, con dei soci che acquisteranno settimane, mesi od anno di affitto di case (per minimo 4, max 6 persone per ogni abitazione) con un piccolo giardino personale.

3 - Ogni abitante del Villaggio svolgera' le mansioni che decidera' di assolvere in funzione del fabbisogno del Villaggio e del tempo nel quale risiedera' nel Villaggio.
Si richiedono almeno 10 famiglie residenti in 60 casette-villette di vario tipo, da almeno min. 70 a max 160 m2 l'una, per ottenere una certa autosufficienza del villaggio stesso, che ovviamente dovranno lavorare per l'autogestione di tutti i servizi da attuare nel villaggio.

4 - Il Villaggio avra' dei campi agricoli + bosco, ove si attuera' Agricoltura SOLO Naturale, autogestita.

Vi sara' anche un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) per ottenere sconti sugli acquisti all'esterno, con rivendita autogestita nel proprio supermarket ed anche all'esterno del Villaggio (tipo supermarket del biologico nei paesi vicini in appositi locali-negozi-banchetti)

5 - Si alleveranno piccoli animali domestici per ottenere cibo (proteine animali) da volatili (polli, anatre, oche, tacchini, per uova, capre e pecore per latte e formaggi.

6 -  Vi sara' un'alimentazione tendenzialmente Vegetariana di tipo biologico Naturale, derivante dai prodotti della campagna autogestita, con una cucina comune.

7 - Tutto il Villaggio sara' cablato elettronicamente in modo da avere in ogni locale (delle abitazioni) la possibilita' di comunicare con tutti gli abitanti interni (intranet) e con l'esterno (internet), per mezzo di linea ADSL per +  linea telefonica necessaria al villaggio; gli abitanti utilizzeranno per mezzo di computer il sistema tipo Voip e/o altro  per la telefonia a basso costo.

8 - L'energia necessaria sara' ricavata da: Eolica, Solare, Combustione (Digestori anaerobici con produzione di biogas + Totem per avere energia a 220 Volt), ed ogni altra soluzione ecologica per l'autosufficienza.
Quindi si utilizzera' il fotovoltaico per l'energia elettrica + generatori di elettricita' mossi da biogas, pannelli solari termici per l'acqua calda, pompa di calore geotermica per il riscaldamento; centrale comune per tutti i servizi in modo da sfruttare le economie di scala.

9 - Si attuera' scambio merci con i villaggi, paesi vicini, per avere in cambio merci utili e necessarie per il villaggio.

10 - Il Centro Salute Naturale (CSN) sara' messo a disposizione gratuitamente per gli abitanti del Villaggio ma anche per terzi a pagamento, parenti e non, che vorranno essere ri-sanati con le Terapie naturali; il ricavato in denaro sara' gestito all'interno del villaggio per i fabbisogni del medesimo, e/o per acquistare attrezzature necessarie.

Si accettano altri consigli in merito: scrivere ad info@mednat.org

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Un mondo migliore è possibile, da subito, l’esperienza degli ecovillaggi lo dimostra
La Rete italiana dei villaggi ecologici (Rive) è nata nel dicembre 1996 ad Alessano (Lecce), in occasione del convegno "Ecovillaggi: una soluzione per il futuro del pianeta ?" organizzata dall’ Amministrazione Comunale di Alessano e dal Centro Studi Cosmòs di Milano. Scopo della rete è fare conoscere le esperienze comunitarie, ritenute fertili laboratori di sperimentazione sociale ed economica, dove è possibile da subito vivere l’utopia, per quanto in scala ridotta, di una società basata sulla solidarietà, la cooperazione e l’ecologia.
Alla rete italiana degli ecovillaggi appartengono esperienze comunitarie molto differenti tra loro per orientamento filosofico e organizzazione, ma tutte comunque ispirate a un modello di vita sostenibile dal punto di vista ecologico, spirituale, socioculturale ed economico, intendendo per sostenibilità l'attitudine di un gruppo umano a soddisfare i propri bisogni senza ridurre, ma anzi migliorando, le prospettive delle generazioni future.
Le comunità aderenti al Rive sono ecovillaggi a porte aperte, si richiede solo di concordare per tempo modalità e data della visita.
La RIVE aderisce al GEN - Global Ecovillage Network (rete Globale degli Ecovillaggi) che collega fra loro le esperienze più significative di insediamenti umani sostenibili in tutto il mondo.
L’ufficio del GEN–Europe ha sede a Torri Superiore, via Torri Superiore 5, 18039 Ventimiglia (Imperia) tel 0184/215504 fax 0184/215914 e-mail info@gen-europe.org.
La segreteria della Rive ha sede presso La Comune di Bagnaia, loc. Ancaiano, 53018 Sociville - Siena -. tel. e fax 0577/311014 e-mail lacomune.bagnaia@libero.it
Per contatti si può telefonare anche a Mimmo Tringale presso AAM Terra Nuova, tel. 055/3215729 fax 055/3215793 e-mail aam-tn@greenplanet.net

Ecovillaggi aderenti:
La COMUNE di BAGNAIA
Via Bagnaia 37, Ancaiano, 53018 Sovicille (Si), tel/fax 0577/311014 lacomune.bagnaia@libero.it Comune esistente da 20 anni, formata da 15 adulti che vivono in una casa colonica nella Montagnola senese; l’economia è basata sull’agricoltura biologica e su lavori esterni. VILLAGGIO UPACCHI Eva Lotz, località Upacchi, 52031 Anghiari (Ar) tel 0575/749323 Antico borgo in pietra completamente ristrutturato dopo decenni di abbandono; vi abitano tredici nuclei familiari, ognuno dei quali ha una propria economia e organizzaxione; solo gli spazi comuni vengono gestiti collettivamente. TORRI SUPERIORE Via Torri Superiore n.5, 18039 Ventimiglia (Im), tel 0184/215504, fax.0184/215914, info@gen-europe.org. Comunità composta da circa 16 adulti residente e numerosi altri membri non residenti; nei mesi estivi ospita numerosi corsi e seminari; è sede della segreteria del Gen-Europe.
POPOLO degli ELFI
Mario Cecchi, Avalon, 51010 Montevettolini (PT) Comunità composta da numerosi nuclei per un numero totale di circa 150 adulti. E’ situata sull’Appennino Pistoiese ed è basata sull’autosufficienza e l’autogestione.
PODERE MOGLIAZZE Località Mogliazze, 29022 Bobbio (Pc) tel/fax 0523 936633 mogliazze@libero.it Piccola comunità composta da 5 adulti residenti, la principale attività economica è l’agricoltura biologica e in particolare la produzione di preparati erboristici.
FEDERAZIONE di COMUNITA’ di DAMANHUR
Via Pramarzo 3,10080 Baldissero Canavese (TO), tel 0124/512226, federation@damanhur.it. E’ costituita da cinque comunità federate dove vivono complessivamente 700 adulti, legate da un identico percorso di ricerca spirituale.
I CAVALIERI del SOLE
Giuseppe e Sara, Località S. Maria di Lignano, Assisi tel 075/802424
Piccola comunità composta da cinque adulti e cinque bambini. L’economia è basata sul restauro di mobili antichi e sull’agricoltura e l’orticoltura biologica.
LUMEN (Libera Università di Medicina naturale)
Via Polignano 5, 29010 San Pietro in Cerro (CR) tel 0523/838172 Comunità di circa 20 adulti che animano una scuola di medicina naturale.
COMUNITA’ di ETICA VIVENTE
"Valle del Sole" San Litardo, Vocabolo Cassero 06062 Citta’ della Pieve (Pg) tel 0578/298660 Comunità composta da circa 20 adulti residenti che fanno riferimento ideale all’area della Psicosintesi e alla filosofia di Findhorn.
Progetti che aderiscono alla Rete italiana dei villaggi ecologici A.l.i.a.s. Monti Prenestini (Roma), tel. 0774/790231 Gruppo di 15 persone interessate alla realizzazione di un ecovillaggio di ispirazione anarchica, già in possesso di un terreno e in procinto di costruire alcune abitazioni secondo lo stile tradizionale della zona.
LIBERA UNIVERSITA’ di ALCATRAZ
Santa Cristina 53, 06020 Gubbio (Pg) tel 0759/229914 fax 0759/229911 jacopofo@alcatraz.it Fondata da Jacopo Fo, è una grande struttura di agriturismo che ospita durante l’anno seminari e attività di animazione; vi abitano stabilmente 25 adulti.
Villaggio GAIO
Anna Costantini e Adriano Aceto, Via R. Lanciano 10, 66100 Chieti, tel 0871 / 65824 villaggiogaio@hotmail.com "Un pezzo di natura per ogni essere umano, una possibilitá per ognuno". Gruppo di sette adulti che ha acquistato un podere di circa 4 ettari a Giuliano Teatino, a 20 Km. da Pescara, in cui si trovano anche alcune abitazioni da ristrutturare.
SOLARIA
Centro per le Energie Rinnovabili e la Permacultura Fortunato Fabbricini e Annarita Fanton, Casella Postale Solaria, 18037 Pigna (Im), tel 328/4817529 - 339/4175911 paea@comune.re.it Gruppo di tre adulti ed una bambina che abita nell’entroterra di Isolabona (Imperia) in un podere di circa due ettari con due case. Realizzano corsi sulle tecnologie alternative, sull’agricoltura sinergica e sull’alimentazione, ed ospitano volontari per periodi più o meno lunghi.
Tratto da:  AAM Terra Nuova

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(NdR: Lettera ricevuta da un lettore del sito...che pubblichiamo perche' in linea con questi principi).

Riprendiamoci il Paradiso ! - Credo di dovere una spiegazione per la scelta del titolo di questo articolo:
tempo fa girando su internet incappai in un racconto orientale che vedeva un potente e valoroso guerriero invitato a visitare i regni dei trapassati ; dapprima gli viene mostrato l'inferno dove si vedeva una gigantesca tavolata con sopra ogni ben di dio, ma i commensali attorno ad essa erano magri, depressi e disperati ; la guida spiegò al guerriero che erano costretti ad usare le bacchette per potersi cibare solo che le bacchette erano lunghe un metro e quindi impossibili da  portare alla bocca; poco dopo gli viene mostrato il paradiso; stessa tavola, stesse bacchette ma i commensali sono tutti allegri, contenti e ben nutriti; il guerriero non comprendendo chiede spiegazioni alla guida e lei gli risponde – vedi qui è come l'inferno solo che s'imboccano a vicenda !
Credo che sia abbastanza scontato il punto a cui desidero arrivare. Paradiso e inferno sono nelle nostre mani, sta a noi creare uno o l'altro.
Fino ad ora abbiamo costruito un perfetto inferno, anzi lo miglioriamo ogni giorno che passa con nuove diavolerie, che ci discostano sempre di più dalla nostra reale natura e dai nostri bisogni autentici.

Peccato che questa nostra creazione obbedisce anch'essa alla legge della ciclicità che regna in questo universo e credo che da qui a poco (non so quantificare questo poco ma credo che noi, come generazione, lo vivremo sulla nostra pelle) dopo aver conosciuto il suo apogeo, collasserà come un gigantesco castello di carte.

 

E in effetti castello di carte lo è sul serio dato che i cardini su cui poggia sono tutti marci e falsi: dai dogmi religiosi, al sistemo monetario – commerciale; dall'illusione di giungere all'affermazione professionale , alla borsetta ultima moda da 4000 € realizzata sfruttando lavoro minorile in estremo oriente come qualsiasi altra borsa da 10 €.

 

Non mi sto a dilungare ad elencare le cose che non vanno in questo mondo. Chiunque visiti siti come questo ha di certo familiarità con concetti di signoraggio bancario ed argomenti connessi .

 

Non voglio nemmeno istigare a gigantesche movimentazioni di piazza o ad azioni sovversive, a che servirebbero ? A far morire dal ridere i politici che osservano milioni di manifestanti convinti di potere imporre il loro volere ? O vogliamo invece pensare di far piazza pulita di tutto e di tutti ?

E poi ?

 

Ricreiamo una moneta ?

Rilanciamo la crescita economica ?

Ritorniamo ad investire in borsa ?

Cambiamo tutto per non cambiare niente in definitiva?

 

No . Niente di tutto questo.

 

    Cosa vuoi insomma ! - Potrebbe chiedermi il lettore se potesse parlarmi in prima persona.

 

Rivoglio il mio paradiso .

Lo voglio ora !

Lo voglio perché mi spetta di diritto !

Perché sono vivo e abito su questo pianeta e voglio vivere su questo pianeta nel modo migliore possibile per tutto il tempo che mi sarà dato.

 

Non ci servono sommosse o manifestazioni. Dobbiamo uscire dal sistema. Silenziosamente e gradatamente, perché di colpo non si può e purtroppo questo sarà riservato ad una ristretta fascia di persone.

Vorrei che fosse diverso, ma seriamente credete possibile che una mattina ci sveglieremo tutti quanti (sette miliardi su questa terra), ci guarderemo negli occhi e riconoscendoci tutti fratelli inizieremo a collaborare gli uni con gli altri senza aver nemmeno chiaro nella mente che cosa realmente intendiamo perseguire ?

 

Abbastanza improbabile direi, considerando il fatto, oltretutto, che la stragrande maggioranza della popolazione crede ancora che la religione sia una salvezza e che il debito pubblico è stato creato da politiche sbagliate o da ladrocini attuati da alcuni farabutti appartenenti a chissà quale organizzazione per delinquere.

 

Io non so prevedere il futuro, ma analizzando la situazione sociale che ci circonda, sono convinto che la gente non sia pronta, anzi non voglia cambiare modo di vivere, perché non ne conosce altri ed è troppo impegnata a perdersi dietro allo sport, ai reality show e alla sua quotidianità per pensare ad un mondo diverso.

Hanno addirittura paura di pensarlo perché magari da questo sogno scaturirebbe dentro di loro un rifiuto della realtà che li porterebbe ad impazzire o ad essere emarginati.

 

Purtroppo il sogno di una vita diversa, scandita da tempi più calmi, da tranquillità ed armonia con la natura circostante è riservato solo a pochi pazzi coraggiosi a questo mondo.

 

Beh, io sono pazzo!

Credo in un futuro diverso, lo ricerco ogni giorno a costo di passare agli occhi della gente come un perfetto allucinato! Mi ci crogiolo ogni volta che posso liberare la mente e abbandonarmi ai miei sogni e muoio ogni giorno affrontando la mia vita d'inferno fatta di sveglie sempre più dure, di stipendi sempre più da fame e da tasse sempre più pressanti, eppure non demordo !

Affronto la mia personale agonia quotidiana che mi obbliga a rientrare ancora un giorno di più negli schemi imposti da questo mondo marcio eppure resto consapevole che tutto questo può cambiare è morirò con questa convinzione.

Non è detto che arriverò ad assaporare la libertà che desidero con così tanto fervore, ma aver vissuto con il costante obbiettivo di raggiungerla credo che possa rappresentare la migliore ambizione che potrei nutrire per questa vita.

 

  A pensarci troppo a queste cose c'è il rischio di andare fuori di cervello ( classico campanello di allarme che scatta dentro la nostra mente quando ci addentriamo in certe argomentazioni)

 

Questo non è altro se non il prezzo da pagare: dapprima si viene derisi, poi attaccati con veemenza, alla fine tutti di danno ragione; è sempre così per ogni nuova grande scoperta ; cosa vi fa pensare che Galileo o i fratelli Wright abbiano passato qualcosa di diverso quando portavano avanti le loro tesi rivelatisi poi corrette?

 

Per quanto riguarda il caso nostro dobbiamo aver ben chiaro nella mente che la libertà non viene regalata ma conquistata e la storia è piena di esempi che lo dimostrano.

Per ottenere la libertà dobbiamo operare scelte coraggiose che ci porteranno a scontrarci con il comune modo di pensare della gente che ci vedrà come dei poveri illusi.

Mi dispiace per questa gente, ma saremo noi a considerarli dei poveri illusi mentre li vedremo andare a fondo sulla loro carcassa capitalistica della quale non avranno voluto disfarsi in tempo.

 

Vediamo finalmente come abbandonare questa vecchia bagnarola arrugginita chiamata ancora indegnamente vita moderna.

 

Per prima cosa occorre avere ben chiari gli obbiettivi:

essendo palese che la radice di ogni nostra tribolazione è il denaro, dobbiamo studiare un sistema che non prevede il suo utilizzo.

 

Prima che mi si dia nuovamente del pazzo si rifletta un secondo su questo: su otto milioni di specie viventi sul pianeta l'uomo è l'unico ad utilizzare un sistema monetario e guarda caso è l'unico che sta mettendo a rischio se stesso e l'ambiente che lo circonda .

Le api, le formiche e migliaia di altre specie sono in grado di dare vita a sistemi sociali complessi, ma governati da una suddivisione dei compiti e da una gestione attenta delle risorse disponibili, distribuite secondo necessità .

 

Fermo il concetto che le nostre capacità vanno ben oltre le possibilità delle formiche o delle api, non abbiamo forse gli strumenti di misura e di statistica adeguati per formulare medie e previsioni per sopperire ad ogni bisogno della collettività su questa terra ?

Certo che li abbiamo !

Il problema semmai diventa stabilire se il nostro pianeta ha abbastanza risorse per tutti e in caso contrario, occorre programmare una discesa graduale della popolazione, perché è inconcepibile che al mondo d'oggi alcuni debbano morire di fame perché altri possano vivere alle loro spalle.

Tutto deve bastare per tutti !
 Le fondamenta di una nuova società devono poggiare su quest'asserzione sacrosanta.

Poc'anzi abbiamo detto che non è facile proporre un simile piano d'azione alla collettività e che l'uscita dal sistema verrà operata più verosimilmente da una ristretta percentuale di persone.

Dobbiamo individuare la strategia migliore che possa portare all'emancipazione, dapprima parziale e man mano sempre più completa, da questo sistema vecchio e nauseabondo, da parte di una ristretta cerchia di lavoratori che collaborino a vicenda per dare vita a tutta quella serie di beni e di servizi che necessitano per vivere.

 

E' certo il fatto che occorra liberarsi del denaro in quanto responsabile di inefficienza, competizione assurda, che sfocia il più delle volte in scontro vero e proprio, oltre che di stratificazione sociale non giustificata e mille altre sfaccettature nefaste.

E' altrettanto ovvio che dovremo liberarcene per gradi (perché di colpo non sarà possibile).

La prima cosa da ricercare è una autosufficienza alimentare ed energetica e qui viene il bello:

se pochi decenni fa quasi tutti avevano l'orto , anche solo per passatempo , oggi quasi più nessuno coltiva individualmente qualcosa .

La dipendenza dal supermarket è evidente, quindi dobbiamo innanzitutto crearci i presupposti per avere del cibo sufficiente per noi e per i nostri collaboratori. Appare chiaro quindi affidarsi ad un professionista che conosca il mestiere e che abbia terra a sufficienza per alimentare se stesso, i suoi futuri soci e mantenendo al contempo terra sufficiente a mandare avanti il suo lavoro abituale fino a che non si sarà giunti ad una condizione che permetterà di estraniarsi completamente dal mercato e dalle sue tasse maledette .

 

Supponiamo di avere trovato un agricoltore che aderisce al progetto secondo le modalità appena descritte, che cosa potrebbe servirci dopo ?

Di certo una casa e di sicuro una casa efficiente da un punto di vista energetico.

Scatta, come ovvio che sia, un altro campanello d'allarme nella nostra testa :

 

    si ma quanto costa tirar su una casa !

 

Precisiamo un'altra questione che qualunque lavoratore del settore può confermarvi: i materiali sia che servano per l'edilizia, l'idraulica o per l'elettricità non costano gran che; un muro di recinzione se me lo tiro su da solo lo pagherò qualche centinaio di euro tra mattoni e cemento, se lo faccio fare da un professionista mi costa a dir poco 10.000 euro perché egli dovrà pagare le tasse, gli operai e trarci il suo profitto.

Comprendete quindi la forte limitazione che impone l'utilizzo del denaro: la stessa opera fatta con metodi diversi presenta un abisso in fatto di costi.

Quindi se oltre al nostro agricoltore si mettono d'accordo un muratore, un elettricista, un idraulico e un geometra, si potranno costruire abitazioni altamente efficienti e con spese dell'ordine di decine di migliaia di euro.

In condizioni normali pagheremmo per trent'anni un mutuo per una casa sicuramente di qualità più bassa .

 

Facciamo il punto della situazione: abbiamo a disposizione cibo di ottima qualità e un'abitazione che consuma molto meno rispetto alla media delle altre case.

Supponendo che i soci continuino a portare avanti la loro occupazione originale, si troverebbero adesso con un potere d'acquisto aumentato notevolmente visto che hanno a disposizione, a gratis, cibo, assistenza tecnica per la loro casa e bassi consumi energetici.

 

Supponiamo ora che le adesioni crescano e che al nucleo originale si uniscano un ristoratore/pizzaiolo, un gelataio, un barbiere o parrucchiera, dei medici e altre attività accessorie.

 

E' facile intuire che il grado di benessere di cui si può godere all'interno di un sistema sociale come questo aumenta di pari passo al crescere delle adesioni di professioni differenti.

 

Più i soci aumentano e più i proventi derivanti dalle occupazioni dei singoli salirà. Al contempo saliranno anche i servizi offerti gratuitamente ai soci che compongono questa micro-società.

Quindi perché non usare l'eccesso di denaro per sopperire man mano a tutti i servizi mancanti come l'abbigliamento e le calzature, gli spettacoli e gli intrattenimenti in genere.

 

Se vi sembra troppo coraggioso come progetto lasciate che vi parli del kibbutz

Realtà associative di questo tipo esistono già e da parecchi decenni. L' associazione fa la forza se strutturata in maniera intelligente e produttiva.

Non si sta inventando niente. Si cerca semplicemente di mettere in pratica quello che gli amici Israeliani hanno già portato a compimento in terre e tempi lontani.

 

Infatti il vero ostacolo a tutto questo è innescare la scintilla iniziale che darà vita a questa piccola società parassita della vecchia. Un nucleo che diventa ogni giorno che passa sempre più emancipato e che nel contempo assorbe energie dall'organismo ospite in cui alberga, il denaro appunto; non più utilizzato per mera sopravvivenza, avendo una persona già a disposizione tutto quello che le serve per vivere, il denaro diventerebbe semplicemente un mezzo per sopperire man mano a tutti i bisogni accessori di cui la nuova società è ancora sprovvista.

E' questo che dobbiamo diventare : un cancro che cresce in maniera esponenziale in un corpo vecchio e malato facendolo collassare in definitiva.

 

Quando saremo giunti a questo punto allora sì che forse la collettività realizzerà che è possibile vivere in maniera differente, perché un gruppo di persone coraggiose lo sta già facendo e maledettamente bene! Allora forse le porte si apriranno per lasciare transitare questo modo più sano e umano di vivere.

Per secoli la gente è stata soggiogata dal tintinnio della moneta .

Noi potremmo liberarla, se vorrà, col frastuono di una parola: GRATIS !

La parola GRATIS è troppo dolce per rifiutarla, troppo allettante per opporvi resistenza .

Dopo i primi e duri tempi necessari a formare questo nuovo modo di intendere la vita, vi sarà il traguardo sperato: tutti i servizi e i beni di cui necessitiamo per vivere distribuiti e offerti secondo necessità in modo che a nessuno manchi nulla.

 

Il problema di combattere per un posto di lavoro non si porrà più, semmai si potrà ragionare in termini di riduzione di ore lavorative, con conseguente ed ulteriore miglioramento delle condizioni di vita .

Ve lo immaginate il tempo che ora ci è negato da passare con i nostri figli e con la nostra famiglia ? Diventerebbe semplicemente la normalità.

 

E anche l'automazione del lavoro, che oggi è nemica del lavoratore, diventerebbe una preziosa risorsa per dare ancora più tempo alle singole persone per coltivare i propri interessi, per viaggiare e conoscere il mondo, ricercando sensazioni che altro non possono fare se non avvicinarci alla fonte stessa della vita, che illumina e rende viva ogni cosa.

 

La spiritualità individuale verrebbe riscoperta con nuova e dirompente forza nel mondo intero irrorandolo di nuove energie positive ed armoniose.

E poi, nel tramonto del nostro personale tempo che ci è stato dato, guarderemmo indietro a tutto quello che abbiamo fatto e con un luminoso sorriso pronunceremmo di certo queste parole :

   Ecco come ricreammo il paradiso sulla terra !

 

Spero che dopo la lettura di questo articolo il lettore abbia maturato la voglia di passare all'azione:

mettetevi d'accordo con amici e conoscenti, parlate con le vostre persone di fiducia che siano  muratori, elettricisti o idraulici; iniziate a fargli leggere queste righe e a chiedere senza nessun impegno se ci starebbero a costruirsi una vita del genere.

Non servono carte firmate ne quote di adesione ne un bel nulla di niente a parte il dialogo e una stretta di mano. Se arrivate ad un numero sufficiente di persone disposte a farlo (diciamo 10) potete anche pensare di comprare in società la terra che vi serve per cominciare e allo stesso modo anche i materiali da costruzione che vi servono per fabbricare le vostre case. La manodopera sarà la vostra e non costerà nulla.

 

Vi serve solo un po' di vicinanza territoriale: dovete abitare più o meno nello stesso comune o nelle vicinanze di esso.

Scoprirete un senso del vivere insieme diverso è più appagante: non più babysitter e dogsitter se vi servirà qualcuno che vi tenga il bambino o il cane mentre siete via per qualche giorno e non dovrete nemmeno preoccuparvi per quando sarete in là con l'età; ci saranno i vostri soci più giovani a sostenervi quando sarete in difficoltà con le pensioni.

 

Certo dobbiamo scontrarci con il fatto che non abbiamo più quel senso di coralità proprio dei nostri nonni, ma imparare di nuovo ad andare d'accordo non è impossibile specie se si è legati da una causa comune, che vede appunto il proprio vicino di casa come una preziosa risorsa e che con il suo lavoro ci permette di vivere bene rispetto a come potremmo vivere da soli.

Se non bastasse vi sono veri e propri corsi che insegnano letteralmente a confrontare le idee senza urlare e senza offendersi a vicenda.

Non sarà una passeggiata per i primi tempi, ma mentre gli anni passeranno e gli obbiettivi verranno raggiunti dentro di noi si radicherà la consapevolezza che sì ne è valsa la pena !

 

Credo di essermi dilungato anche troppo.

Concludo solo augurando buon lavoro a tutti e se potrà servire ad aiutare metterò a disposizione più avanti un sito per facilitare l'incontro delle persone della loro zona che desiderano dare vita a questo progetto. Ce ne sono non dubitate ! Occorre solo creare il catalizzatore giusto per farle incontrare.

 

Grazie per avermi seguito fino a qui e buona fortuna !

By Massimiliano Massa


Domanda NdR:
In parole povere lei suggerisce di fare delle cooperative di vari individui che abitano vicino, oppure creare villaggi ove un gruppo di persone eterogenee si consocia per lavorare assieme per rendersi autosufficienti...

 
Risposta:

In pratica sì.
A dire il vero c'è già chi sta tentando di farlo: tempo fa "frequentavo” il sito di ecolcity ma a giudicare dalle ultime visite che ho effettuato mi sembra che siano ancora arenati sul <che cosa si dovrebbe fare>.

Il tempo intanto passa e passa veloce e i nostri diritti precipitano ogni giorno di più.

Francamente vorrei passare all'azione prima che sia troppo tardi.
La scelta di operare su piccola scala è data dal fatto di rendere plausibile il progetto: non è pensabile che un elettricista di Torino si metta d'accordo con un muratore di Roma portando avanti anche la sua attività; al contempo non si può chiedere ad una persona di lasciare di punto in bianco il suo lavoro in nome di un progetto distante centinaia di km. e che forse arriverà a compimento solo in un lontano futuro.
Da qui il mio desiderio di creare un cuscinetto per permettere la transizione da uno stile di vita ad un altro senza stravolgere del tutto la vita di una persona e della sua famiglia.

Inoltre il piccolo passa inosservato, almeno per i primi tempi: qualcuno ha già tentato di instaurare un regime di moneta libera dall'interesse nella città d'appartenenza ma il tutto sì è risolto con l'intervento della guardia di finanza e successivi procedimenti legali.

Sono dell'avviso che se giochiamo con le stesse regole del sistema saremo sempre sconfitti, ma se  riusciamo ad imporre furbescamente le nostre regole sfruttando il sistema allora credo che sì , si può fare!

Gli ostacoli sono evidenti : ci si trova a voler mettere d'accordo diverse teste dopo decenni in cui ci siamo completamente disabituati a collaborare gli uni con gli altri, ma è l'unica possibilità; se crolla tutto e improvvisamente lo scenario che si delinea più verosimile è la legge da far west, vale a dire chi avrà comprato una pistola per tempo e chi invece no.

Non parliamo poi di un blackout dei trasporti: ci ritroveremmo a 10 giorni dalla fame probabilmente senza neanche saperlo.
Forse sono troppo drastico ma leggendo tra le righe nelle notizie dei telegiornali io non avverto proprio niente di buono: nel giro di una primavera l'intero nord Africa è stato attraversato da una serie di proteste o insurrezioni e guarda caso tutti paesi esportatori di petrolio o gas naturale; inoltre “I paladini di Grazia e Giustizia d'oltreoceano” non perdono tempo a dipingere Siria e Iran come i nuovi cattivi contro i quali organizzare la prossima crociata e guardo caso anche in quei paesi di petrolio ce ne poco no ?

Ho il difetto di prendere tutto troppo sul serio ma credo che in definitiva si tratta di semplice istinto di sopravvivenza: mi interesso di certe tematiche, metto in relazione i vari pezzi del puzzle e il quadro che mi sono creato è terrificante a dir poco.

Non ci sarà nessuna prossima fine del mondo, ci sarà solo la folle idea dei potenti di mandare avanti un mondo che non ha più a disposizione petrolio a buon mercato e le conseguenze possiamo immaginarle.
Report su RAI 3 giusto ieri sera parlava della corsa all'accaparramento delle terre d'Africa per produrre bio carburanti. Se continua questa follia ci ritroveremo senza cibo e con i serbatoi pieni.

Si può essere tanto folli ?

A quanto pare sì.

Non mi aspetto di riuscire nel mio intento ma almeno voglio provare e il tutto inizia parlando con persone aperte mentalmente come lei.

Vi sono alcune comunità dello stampo che ho descritto, ma tutte con il comune denominatore religioso alla base, un comodo catalizzatore.

Io, purtroppo, non potrò mai più essere un credente o per meglio dire non potrò mai più uniformarmi al comune credo cattolico, quindi la mia strada è segnata .

Ho bisogno di trovare un catalizzatore, che non sia religioso ma spirituale semmai, per raccogliere teste più o meno allineate allo stesso modo di pensare o per lo meno sensibili a certe tematiche e mednat.org sicuramente lo è.

Non mi sembra giusto per contro sfruttare mednatorg per un progetto che per il momento rappresenta solo un sogno personale .

Per il momento mi accontenterei che gli utenti leggessero l'articolo che le ho inviato e che poi iniziassero a mettersi d'accordo su di un forum approntato apposta per loro su di un altro sito come ho intenzione di fare.

Mi scuso come al solito se mi dilungo in descrizioni d'intere pagine, ma come avrà capito sono un inguaribile idealista mosso da un genuino desiderio di libertà da condividere con tutti coloro che desiderano cambiare davvero marcia. Il problema è che da solo conto poco.
By Massimiliano Massa
In parole povere: L’unione fa la forza…..

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